LA RICERCATRICE SARDA D'AUSTRALIA GAVINA COSSA (ORIGINARIA DI ILLORAI), AL X WORLD CONGRESS ON SLEEP APNEA CHE SI E' SVOLTO A ROMA

dopo Roma, per Gavina Cossa e il marito australiano Anthony Zappia, un lungo viaggio in Sardegna alla ricerca delle proprie origini

di Cristoforo Puddu

Ormai sono innumerevoli i Sardi d’Australia di seconda o terza generazione che coltivano, grazie alle condizioni sociali raggiunte e alla rapidità dei collegamenti intercontinentali, i legami  affettivi con l’Isola d’origine e i contatti professionali con l’Europa.

E’  significativo e certamente rappresentativo il caso di Gavina Cossa,  con genitori entrambi nativi   di Illorai ed emigrati in Oceania da oltre cinquant’anni, ora stimata ricercatrice-specialista in problematiche respiratorie nella struttura sanitaria statale del Concord Repatriation General Hospital di Sydney, che avevamo già incontrato diversi anni fa a Milano, dopo una partecipazione a Monaco alla conferenza internazionale “European Respiratory Society”. 

Nella prima decade di settembre l’abbiamo rincontrata in Goceano, a Illorai, con il marito Anthony Zappia (funzionario governativo australiano del Ministero del Tesoro) e tra il numeroso parentado isolano, ad “ossigenarsi” di Sardegna. E’ reduce del X° World Congress on Sleep Apnea, tenutosi a Roma nella Pontificia Universitas Lateranensis dal 27 agosto al 1 settembre ed organizzato da un comitato scientifico internazionale. Il congresso -patrocinato da Roma Capitale, Università della Sapienza di  Roma ed associazioni mediche internazionali- ha registrato l’adesione di studiosi provenienti dall’Australia, Belgio, Corea, Germania, Giappone, India, Inghilterra, Italia, Moldavia, Nuova Zelanda, Spagna, Svezia, Svizzera USA e la presenza di oltre tremila congressisti.  

Il contributo scientifico presentato dalla delegazione australiana è stato l’importante studio intitolato “Idiopathic  Hypersomnia: Rare Or  Non-Existent?”, di cui era incaricata come responsabile del progetto e relatrice Gavina Cossa. Lo studio, che analizza le difficoltà di diagnosi, l’incidenza e le varie “correnti” di analisi per individuazione dell’ipersonnia idiopatica, è il risultato di due anni di ricerche, coordinate dalla Cossa, e svolte in sintonia dal Department of Thoracic and Sleep Medicine del Concord Hospital e la struttura privata Sleep Diagnostic Campbelltown di Sydney. Lo staff che ha collaborato con la ricercatrice sarda-australiana era composto da Roger P., Enger J., Richards D., Lehrhaft B., Brillante R.,  Laks L. e realizzato, grazie alle valutazioni funzionali e di monitoraggio, su uno standard di riferimento pneumologico.

Dal convegno di Roma è emersa una visione unitaria ed attuale sulle problematiche legate alle malattie del sonno (fase di apnea) e complessivamente alle malattie respiratorie che risultano in costante e preoccupante aumento. Al proposito Gavina Cossa ci sottolinea diversi fattori di rischio “come il fumo, l’inquinamento atmosferico e la sempre più critica esposizione professionale a polveri, fumi o sostanze chimiche”.

Gavina Cossa è anche impegnata in diverse attività di associazioni solidali e multietniche che operano a livello internazionale e particolarmente con l’ONG S.S.S. Sewing Service for the World e la Mamma Lena & Dino Gustin Foundation; da alcuni mesi fa parte, come consigliera, del rinnovato direttivo del circolo sardo di Sydney, dove  è stato avviato un graduale e rigenerante ricambio generazionale.

Il tour sardo dei coniugi Zappia-Cossa è stato intenso e fruttuoso di occasioni culturali ed identitarie negli eccezionali e principali luoghi di interesse archeologico. Ci raccontano della suggestiva ed emozionante visita alla necropoli tufacea in regione Molia, nel territorio sud-orientale di Illorai e riconducibile al periodo culturale prenuragico di San Michele d’Ozieri; dell’appassionante giornata trascorsa al villaggio-pozzo sacro nuragico di Santa Cristina, poi coronata dalla visita guidata alla casa-museo Atzori di Paulilatino; dell’indimenticabile mattinata trascorsa al Museo Etnografico Sardo nel colle Sant’Onofrio a Nuoro, della chiesetta della Solitudine (tanto cara a Grazia Deledda, che lì è sepolta) e del Monte Ortobene, dove si eleva la dominante ed imponente statua del Redentore; del santuario sedilese in onore di San Costantino imperatore, con la incantevole scenografia naturale dove si svolge la tradizionale corsa dell’Ardia e l’unicità della vista sul lago Omodeo. E ancora di villaggi e borghi turistici della costa orientale, dell’arcaicità e magia dell’area interna dell’Isola e la bellezza della Città di Sassari con il suo centro storico dalle originalissime vie irregolari e strette, sopravvissute alla moderna urbanistica. Mentre ci salutiamo annunciano di aver già pensato a un ritorno in Sardegna “per almeno sei settimane”, anzi di averlo già programmato nei loro cuori per scoprire e conoscere la multiforme e ricca realtà,  sia umana che naturale, della fascinosa Isola con caratteristiche da “mini continente”.

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