SARDEGNA, UN'ISOLA DI LECCORNIE: L'APPUNTAMENTO IL 20 OTTOBRE A TREVIGNANO (TV) PRESSO LA TRATTORIA-ENOTECA DA SCHIAVON

 
di Dario Dessì

La quantità e la qualità genuina dei prodotti dell’enogastronomia in una Sardegna quasi priva di elementi contaminanti  da insediamenti industriali e dalla presenza di esseri umani, i quali in alcune zone  raggiungono appena una densità abitativa pari a  un 2% per Km quadrato, non possono che costituire due aspetti particolarmente seducenti nei confronti di un isola che ha una storia particolare e tradizioni millenarie.

I marchi che tutelano i prodotti enogastronomici della Sardegna

Garantiscono nei mercati la qualità e la genuinità dei prodotti sardi, considerando che la produzione casearia in Sardegna ha cinque millenni di storia, così come dicasi di alcuni vini sardi, la maggior parte dei quali sono quasi tutti  a denominazione di origine controllata: Il Nuragus di Cagliari, il Vermentino di Sardegna, il Vermentino di Gallura, il Cannonau di Sardegna, il Monica di Sardegna, il Carignano del Sulcis, il Campidano di Terralba, il Mandrolisai,la Vernacciadi Oristano,la Malvasiadi Bosa, il Moscato Sorso e Sennori, il Girò di Cagliari,la Malvasiadi Cagliari, il Monica di Cagliari, il moscato di Cagliari, il Nasco di Cagliari, il Moscato di Sardegna. Qualcuno ha voluto paragonarela Sardegnaa un immenso vigneto in mezzo al mare.

Ed è  appunto con tali consapevolezze che  Sabato 20 ottobre presso La Trattoria-Enoteca da SCHIAVON,  a partire dalle ore venti, saranno servite delle:

Delizie gastronomiche sarde accostate ai vini delle Colline del Parteola di Dolianova.

Sono antichi sapori nel rispetto delle tradizioni agropastorali della Sardegna, che è anche una terra di vini diversi, che negli ultimi decenni hanno continuato  a subire profondi miglioramenti.

La comparsa del vitigno del Nuragus di Cagliari, sopravissuto indenne a epidemie crittogamiche, è attribuibile al XII secolo a.c. ad opera di coloni fenici.

Il Monica di Sardegna, vitigno alquanto robusto fu introdotto nell’isola in epoca  medioevale.

Il Moscato è uno dei vitigni più diffusi in Europa. Importato in Sardegna dai romani,  si coltiva dal Campidano al basso Sulcis come Moscato di  Cagliari, a Sorso e a Sennori in provincia di Sassari e poi in tutta la Sardegna, quale moscato spumantizzato.

Gli chef della Trattoria Enoteca “Da Giorgio Schiavon” propongono:

APERITIVI

Frittelle di bietole

Spiedini alla sarda.

Cavolfiori  fritti.

Fritelle di baccala.

Pomodori Camone farciti di gamberetti.

Frittelle di carciofi sardi.

Pecorino al moscato di Cagliari.

Questi aperitivi saranno accostati a un  Pinot e Chardonnay Spumante Brut  metodo classico  Enoteca da Giorgio (provenienza delle uve Refrontolo) e a un CA’ralis Brut metodo Charmat Linea Vigne Sarde (provenienza delle uve Vermentino di Sardegna e Chardonnay dalle Colline del Parteolla).

ANTIPASTI

Pei de boi 

Pane frattau con melanzane

Entrambi queste gustose pietanze, di indubbio sapore mediterraneo, vanno servite con un Vino Perlas (Nuragus di Cagliari D.O.C. al 100% ) Linea San Pantaleo della Cantina di Dolianova. 

 

PRIMI PIATTI

Bucatini al finocchietto selvatico

Accostati a un vino Perlas  giovane, abbastanza fresco, quale è Il Nuragus di Cagliari D.O.C. della Cantina Sociale di Dolianova. 

Arrosu a modu nostu 

Una vera delizia da accostare a un vino che abbia una vena di dolce, a un Arenada     ( Monica di Sardegna D.O.C.)  Linea San Pantaleo della Cantina di Dolianova.

 

SECONDI PIATTI  

Arrosto di manzo. 

Il vino da accostare sarà un vino rosso abbastanza maturo e di corpo. Un Anzenas Linea San Pantaleo (Cannonau di Sardegna D.O.C. al 100%) della Cantina di Dolianova.

La zona di produzione  dello zafferano di Sardegna,  Denominazione di Origine Protetta, comprende i comuni di San Gavino Monreale, di Turri e di Villanovafranca, situati nel Medio Campidano. In totale, in Sardegna, si coltivano35 ettarial cospetto di complessivi 45 nazionali.

Ogni ettaro produce15 Kg. di Zafferano essiccato.

Un singolo fiore contiene  soltanto tre stimi e ci vogliono ben 200.000 stimi per ottenere un Kg. di zafferano, cosa che lo rende più prezioso dell’oro. La sua presenza  in Sardegna risale ai Fenici, che lo commercializzavano  per scopi tintori e terapeutici. Come spezia era ed è impiegato nel pane, nei primi piatti, nei secondi piatti e nei dolci. Nei mercati era una merce di scambio; un gr. di zafferano  equivaleva a un litro d’olio d’oliva.

Capretto allo zafferano. 

Vino consigliato un Blasio Cannonau di Sardegna D. O. C. Riserva Linea Vigne Sarde.

CONTORNO

Macedonia di vegetali

DOLCE

Arrubiolus

Da accostare a un Moscato di Cagliari D.O.C. Linea Vigne Sarde della Cantina di Dolianova.

Ed alla fine Mirto, Filu e Ferru, caffè.

Per favore, chi desiderasse partecipare non si dimentichi di prenotare al più presto, in quanto il numero dei posti a tavola sarà contenuto,  telefonando ai numeri:

Schiavon 0423-819812 _ Dario 347-9450750_ Mara 340-2974219

 

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