GUARDATEVI ALLO SPECCHIO E CHIEDETEVI A CHE COSA AVETE RINUNCIATO, ANCHE SE NON VI CONVENIVA, PER CONSERVARE LA VOSTRA DIGNITA' DI PERSONE LIBERE: SVEGLIAMOCI, OCCURRE UNA RIVOLUZIONE MORALE

Franco Fiorito, l'ultimo (di una lunga lista) dei furbastri italiani

di Claudia Sarritzu

Ma cosa ce ne facciamo di un’opposizione che non ha aperto bocca, che si è fatta pagare, anche durante questi anni terribili di crisi nera, più di 30mila euro al mese, fra stipendi e disponibilità economica a fondo perduto? Cosa ce ne facciamo di un’opposizione che anche se non ha rubato, ha oltraggiata la dignità morale di un popolo che soffre la povertà? Che ha dovuto rinunciare alla casa a pochi anni dal saldo del mutuo, che non può pagare l’università per i figli, che non sa a chi lasciare bambini e genitori anziani perché non abbiamo più un welfare, senza avere un briciolo di senso di colpa per tutti i soldi che riceve? Cosa me ne faccio, io cittadina comune, di questa politica e di questa stampa, che non si è accorta di nulla? Che ha taciuto perché non lo sapeva, perché è vigliacca e ignorante, perché segue la scia della moda giornaliera (oggi tira questa notizia e allora venti articoli su questo argomento, e invece non ha capito che si scava dentro un problema, proprio quando nessuno ne parla). Perché in tutti questi anni il giornalismo ha sfornato schiavetti, poveri giovani sottomessi a 5 euro a pezzo, oppure figli di papà opachi che hanno pagato master di migliaia di euro per costruirsi una professione che è solo un hobby per ragazzini ricchi e viziati che possono contare sugli aiuti della famiglia.

Il caso della Polverini non mi sconvolge, perché è l’ennesimo segnale che la politica in Italia ha superato il segno, ha travolto anche l’ultima soglia di sopravvivenza per tutta la casta. A sconvolgermi è tutto quello che resta in piedi oggi che si sono dimessi. L’opposizione avrebbe prima dovuto obbligare il Consiglio ad approvare i tagli drastici, poi si sarebbe dovuto tornare alle urne. Invece continuano a prenderci per idioti, per gente piccola e stupida, che tanto fra qualche settimana dimenticherà, per rifarsi eleggere con le stesse regole e continuare a rubare. A casa mia prendere più del dovuto per un qualsiasi lavoro si chiama “furto”, ma a casa mia ho respirato valori e principi etici che sono ormai merce rara in questo Paese di mediocri.

Non è populismo. Non voglio i grillini al governo. Non voglio tagliare le province senza avere già costituito un piano B che permetta ai comuni di fare squadra e sinergia. Non voglio che solo i ricchi possano governare. Non voglio che venga tolto il finanziamento pubblico ai partiti, perché non mi va di pensare che un partito sia alla mercé di chi lo sovvenziona e non invece, come dovrebbe, il frutto di idee condivise, una percezione del mondo netta e una reale e concreta visione del futuro per una nazione. Vorrei dignità. Da tutti, destra e sinistra, province, regioni e comuni, senza distinzione. Vorrei che la sinistra tornasse a capire i problemi della gente, che i consiglieri regionali sardi si battessero per ridursi l’indennità, davvero, non per finta. Perché un consigliere regionale qualunque deve prendere il doppio del sindaco di Cagliari? Vogliamo paragonare davvero la giornata di Zedda a quella di un “dipendente di via Roma”?

Se Maria Antonietta non avesse sfidato senza vergogna il popolo, dicendoli di mangiare brioche invece che pane, non le avrebbero tagliato la testa, mi hanno insegnato questo a scuola, che quando si arriva al punto di rottura, la rivoluzione diventa una necessità morale.

Svegliamoci. Smettiamola di sovvenzionare, comprandoli, tutti quei giornali che sfruttano i sogni dei più giovani. E soprattutto, visto che qui non è colpa della legge elettorale, ma si tratta di preferenze date dai cittadini, finiamola di votare perché uno ci è simpatico, perché è più carino/a, perché lo conosciamo e può farci un favore.

Prima di chiedere la dignità agli altri pretendiamola da noi stessi.
Guardatevi allo specchio ogni giorno e chiedetevi a cosa avete rinunciato, anche con sofferenza, anche se tormentati dai dubbi, anche se non vi conveniva, ma per conservare la vostra dignità di persone libere. Strappiamoci di dosso la mafia che è in noi e ricostruiamo il nostro futuro.

 

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