LINGUA SARDA E INIZIATIVE MINISTERIALI: LA LETTERA DELL'ASSESSORE ALLA CULTURA DELLA REGIONE SARDEGNA

l'Assessore alla Cultura della Regione Sardegna

di Sergio Milia

Dagli Uffici dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport – Servizio Lingua e Cultura Sarda informano che l’Assessore regionale on. Sergio Milia ha inviato una lettera aperta concernente alcune attività di promozione linguistica del Ministero della Pubblica Istruzione, ai Deputati e Senatori della Sardegna e alle Comunità e minoranze linguistiche d’Italia, visto che sembra esserci un momento alquanto confuso all’indomani dell’approvazione della “spending review”. Nella missiva, l’assessore chiede al Ministro e ai parlamentari sardi, di interessarsi a questi fatti e di cercare di capire qual è lo stato dell’arte per queste numerose attività a favore del sardo delle quali, oggi, allo stato attuale, non si hanno più notizie.

 

– Al Ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo

– Ai Deputati e Senatori della Sardegna

– Alle Comunità e minoranze linguistiche d’Italia

Oggetto:  Lettera aperta. Promozione della lingua sarda e iniziative ministeriali

Con la presente intendo rammentare la  necessità  di mantenere  una  costante e vigile  attenzione sulla  assoluta  efficacia di quanto finora programmato dal Ministero dell’Istruzione in materia di promozione delle lingue minoritarie  e che sembra ora aver subito un’improvvida  battuta d’arresto.

Pur nella sofferta approvazione dei provvedimenti della ormai stranota “spending review”,  il Governo, in aula, si è impegnato con un ordine del giorno a non lasciar cadere la questione della lingua sarda e delle altre lingue  tutelate dalla legge dello Stato n.482/99, dall’articolo 6 della Costituzione e da diversi pronunciamenti della Consulta.

Il Ministero della Pubblica Istruzione, negli anni scorsi, aveva programmato delle iniziative interessanti e molto utili per la difesa della lingua sarda e delle altre lingue ammesse a tutela dalla legge  482/99. Tra le altre è  significativo ricordare l’istituzione di un ufficio riconoscibile e specializzato sulla questione delle minoranze  linguistiche, il finanziamento di progetti scolastici sulla  sperimentazione dell’insegnamento scolastico e l’avvio di  un master universitario per la formazione dei docenti, esteso a tutto il territorio statale.

Non avendo notizie o atti disponibili a tutt’oggi su queste iniziative, già annunciate o programmate nei mesi  scorsi dal  ministero, mi rivolgo  al Ministro, che so  essere  sensibile alla  questione delle lingue regionali – peraltro già ampiamente dimostrata anche in riferimento al progetto Semidas.

Scuola  Digitale -affinché si dia impulso agli uffici competenti e venga al più presto riportata la situazione a una  ragionevole e proficua attività, pur nell’ambito del necessario  contenimento dei costi.

L’urgenza di razionalizzare la spesa e la macchina amministrativa è condivisibile, così come è lineare l’applicazione del D.L. 6 luglio 2012 n°99, convertito dalla legge  1/8/2012, titolo 2, art. 14, comma  16  che,  come  dice lo stesso legislatore, è concepita esclusivamente «(…) Ai fini dell’applicazione dei parametri previsti dall’articolo 19, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e dall’articolo 4, comma 69, della legge 12 novembre  2011, n.183  (…)» per ciò che riguarda  esclusivamente il dimensionamento scolastico. Pertanto, non vi è, come detto da più parti, nessun declassamento delle lingue ammesse a tutela dalla legge 482/99 e l’insegnamento delle lingue regionali a scuola non è stato minimamente toccato dal provvedimento legislativo.

È discutibile forse individuare come aree geografiche caratterizzate da specificità linguistica quelle nelle quali  siano presenti minoranze di lingua madre straniera, ma di  sicuro agisce strumentalmente chi, facendosi  scudo  delle lingue minoritarie, tende a conservare  cattedre e privilegi, senza magari poi aver mai prestato la dovuta attenzione alle lingue in oggetto.

A questo proposito, certo del tempestivo interessamento del Ministro, dei deputati e senatori sardi, nonché delle  autorità e delle altre comunità linguistiche o Regioni o Province interessate, colgo l’occasione per porgere i più distinti saluti.

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