LA CARAPIGNA ARTIGIANALE DI SEBASTIANO PRANTEDDU DI ARITZO: ECCO IL GELATO AL GUSTO DI BARBAGIA

 
 

Sebastiano Pranteddu

 
di Claudia Sarritzu – CagliariPad

“Preparare il ghiaccio a quei tempi non era certo semplice. Si conservavano le nevi invernali all’interno delle “domos de su nie”, grandi pozzi sovrastatati da muretti a secco situati in altura. Questi, una volta riempiti, venivano ben coibentati con felci, paglia e terra, e la neve al suo interno poteva conservarsi per quasi un anno. La neve acquistava una forma più compatta e durante il periodo estivo veniva commercializzata per tutta l’isola sotto forma di grossi blocchi. Gli addetti ai trasporti erano i cavallanti: la neve, estratta dalla neviera, veniva caricata sui carri e nuovamente coibentata con la paglia, per evitarne lo scioglimento durante i lunghi tragitti, spesso notturni. Le destinazioni principali della neve erano le pubbliche rivendite della città di Cagliari e in particolare la Corte Viceregia, dove si pensa che alcuni cavallanti intorno ai primi del 1600 abbiano appreso le tecniche di preparazione della Carapigna.”Abbiamo intervistato per voi Sebastiano Pranteddu, classe “85, laureato in chimica e come tutti i ragazzi della sua età consapevole che il lavoro al giorno d’oggi, va inventato e se necessario recuperato dal passato, in un’isola con il tasso di disoccupazione giovanile al 45%.

Dalla laurea in chimica alla carapigna. Come è nata questa passione che si è tramutata in un lavoro? È iniziato tutto un po’ per gioco. Una volta terminati gli studi ho trascorso un periodo piuttosto lungo alla ricerca di un’occupazione e per non rimanere con le mani in mano ho deciso di impegnarmi nel nostro vecchio mestiere di famiglia. Sin da piccolo ho sempre dato una mano in casa, e sono sempre stato piuttosto orgoglioso di essere nato nell’unica famiglia che all’epoca preparava Sa Carapigna di Aritzo. Nonostante ciò non ho mai visto l’attività di “carapigneris” come un possibile sbocco lavorativo.

Quanto è difficile essere degli artigiani oggi? I prodotti come questi sono tutelati? C’è una normativa di riferimento? Per i veri artigiani al giorno d’oggi è davvero dura. La difficoltà sta nel fatto che i veri prodotti artigianali richiedono spesso fatica e molto lavoro per la loro realizzazione, e questo non può che avere una ricaduta su loro prezzo finale. Purtroppo i clienti non sempre riescono ad apprezzare il lavoro manuale e molti insistono nel paragonare i prezzi con quelli dei prodotti industriali.

Il prodotto si vende con facilità? Come viene distribuito, sagre, manifestazioni, fiere, anche al dettaglio? Sa Carapigna non è particolarmente conosciuta e la vendita nelle feste e nelle sagre è molto imprevedibile. Ci sono piazze dove si lavora e altre dove le vendite sono quasi pari a zero. Ho notato comunque che con un po’ di pazienza il prodotto piace e i clienti tornano sempre più numerosi. Ho avuto modo di far conoscere Sa Carapigna in Francia e in altre parti d’Italia per diverse manifestazioni, devo dire che ha riscosso molto successo. Purtroppo però non è possibile esportarla se non per manifestazioni occasionali, dove è necessaria comunque la mia presenza perché la preparazione va eseguita sul momento. Al momento infatti il mercato è limitato alla Sardegna per feste e sagre paesane o mercati in località turistiche. Di recente sto proponendo Sa Carapigna sia come dolce che come alternativa al classico sorbetto in agriturismi, ristoranti, hotel in occasione di grandi eventi come matrimoni, inaugurazioni, convegni, manifestazioni culturali. Anche in questo caso bisogna pazientare e dare il tempo ai clienti di abituarsi alle novità

Chi sono i migliori clienti, i giovani o gli anziani? Nonostante si tratti un prodotto antico largamente più conosciuto dagli anziani, i migliori clienti sono sicuramente i giovani. La preparazione artigianale affascina più i giovani che gli anziani e la curiosità porta spesso all’acquisto.

Una risposta a “LA CARAPIGNA ARTIGIANALE DI SEBASTIANO PRANTEDDU DI ARITZO: ECCO IL GELATO AL GUSTO DI BARBAGIA”

  1. Salve,
    innanzitutto grazie per la pubblicazione dell’articolo. Non ho trovato altri contatti..
    Volevo segnalarvi che l’immagine utilizzata in questo articolo non è rappresentativa della mia azienda. Si tratta di altri ragazzi che fanno sa carapigna!

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