LA STORIA DEL DOCENTE UNIVERSITARIO VICTOR MURGIA: DA BUENOS AIRES A VILLAGRANDE ALLA RICERCA DELLE RADICI

con il sindaco di Villanova, Alejandra e Victor Murgia

di Nino Melis

Le radici familiari esercitano sugli emigrati una sorta di richiamo primordiale che travalica gli oceani. Ne sa qualcosa Victor Murgia, docente universitario di Architettura a Buenos Aires, discendente da emigrati con origine a Villagrande per il padre, a Osini per la nonna. Ha impiegato oltre 10  mesi nella ricerca dei parenti ogliastrini e solo pochi giorni fa ha potuto coronare il suo sogno insieme alla moglie Alejandra.  E’ arrivato a Villagrande, accolto calorosamente dal sindaco Giuseppe Loi mentre gli uffici dell’anagrafe hanno regalato al tenace discendente degli emigrati la certezza delle proprie radici. Il prof. Murgia ha faticato non poco per ritrovare i parenti del nonno, medico condotto a Villagrande negli anni ’20 e della nonna Amalia Tului originaria di Osini che alla morte del marito era emigrata in Argentina insieme ai figli piccoli tra cui Mario, il padre di Victor, registrato all’anagrafe di Villagrande il 6 gennaio del 1919. “Le difficoltà nella ricerca  – commenta il sindaco Giuseppe Loi – sono da ascriversi al fatto che in paese non vive alcun parente del nonno. Ma il professore sentiva evidentemente questa appartenenza. La commozione è stata reciproca quando mi ha mostrato la foto un quadro da lui dipinto intitolato “il guardiano di Villagrande”. Mi sento orgoglioso di annoverare Victor tra i miei concittadini”. Il professore ha raccontato come, concluse senza esito le ricerche condotte a Villagrande paese d’origine del padre, avesse cercato notizie a Osini il paese della nonna Amalia Tului che dopo la morte del marito aveva intrapreso il viaggio in Argentina. Anche qui senza esito. Quando ormai Victor Murgia aveva cominciato a perdere le speranze, la memoria di un anziano di Ulassai gli ha consentito di trovare Amalia Murgia, una parente del nonno Vittorio residente nel paese del Pardu. A Villagrande il professore sardo-argentino non ha ritrovato parenti ma la casa dove  il padre era vissuto da fanciullo e dove il nonno aveva esercitato la professione di medico. Una motivo più che valido per instillare in Victor la consapevolezza che, quando vorrà, Villagrande sarà sempre la sua casa.

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