TARIFFE AEREE, L'IRA DEGLI EMIGRATI: CONVEGNO SUI TRASPORTI AL CIRCOLO "SU NURAGHE" DI ALESSANDRIA


redazionale Tottus in Pari

Non si ferma la protesta degli emigrati sardi contro le tariffe aeree «discriminatorie» che, per l’applicazione degli sconti, distinguono tra sardi residenti e non. Al circolo Su Nuraghe di Alessandria, si sono riuniti molti emigrati, anche dalla Francia, che si sono detti «indignati» perché non hanno accesso alle tariffe agevolate riservate ai loro conterranei residenti nell’Isola. Con loro c’era il deputato del Pdl Mauro Pili, da tempo in prima linea su questa battaglia: «È una condizione inaccettabile, discriminatoria e lesiva dei più elementari diritti alla mobilità e alla cittadinanza», ha detto il parlamentare. «Serve una rivolta di popolo davanti all’indifferenza delle istituzioni e alle persistenti azioni ricattatorie delle compagnie aeree e marittime». Secondo Pili, «l’atteggiamento dei padroni dell’aria e del mare deve essere contrastato con una grande mobilitazione, dalla Sardegna al resto d’Italia. Bisogna arrivare a bloccare gli aeroporti e i traghetti per farsi sentire? Se sarà necessario lo faremo. Ma sappiano i responsabili di questa situazione che la Sardegna ha tollerato sin troppo», ha concluso Pili. Anche a giudizio di Massimo Cossu, segretario nazionale della FASI, «serve una reazione forte e decisa. Noi siamo pronti a tutto per contrastare questa discriminazione che ci considera non residenti e estranei a casa nostra. Vogliamo la tariffa unica, dobbiamo rompere le catene e aprire la nostra terra con pari condizioni rispetto altre regioni italiane ed europee». Mina Puddu, presidente ogliastrina del Circolo di Grenoble, giunta per l’occasione dalla Francia si dice indignata. «La Sardegna, l’Ogliastra sono la mia terra e nessuno può chiedermi la residenza. Io ho diritto di rientrare a casa mia ogni volta che posso e non è tollerabile che io venga considerata una non residente e che mi facciano pagare anche cinque volte il biglietto di un residente». Del resto nessuno chiede la residenza a chiunque si muova nel resto del mondo. «È da trogloditi pensare di dividere residenti e non residenti», è il parere del rappresentante dei giovani emigrati sardi Riccardo Stara. «Se io mi muovo da Pisa a Milano, nessuno mi chiede la residenza. Se invece rientro nella mia terra e devo pagare cifre da capogiro. È assurdo». Per Maurizio Arca, vice presidente del circolo Su Nuraghe, «l’assenza di una continuità territoriale è il vero pericolo per il turismo e per lo sviluppo economico della Sardegna».

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Un commento

  1. Caro Massimiliano, bisogna fare di più e bisogna essere più incisivi… stiamo rischiando il tracollo e la situazione sta precipitando… e siamo troppo pochi a combattere contro questi poteri che stanno mettendo in ginocchio la sardegna.. tu sai bene quanto è importante l’unità e la forza del mondo dell’emigrazione…io ci sto provando ma da solo… non credo che andremo lontani… se puoi fare, e tu puoi, dai una spinta alla causa…
    capisco che qualcuno abbia riserve sull’affiancare un esponente politico … ma tu lo sai è davvero l’ultima cosa che mi importa la politica…… se riuscissimo a realizzare la tariffa unica potrei anche ritirarmi a vita privata… ma per il momento combattiamo … ho suggerito in tutti i modi una mobilitazione a scacchiera sui vari aeroporti e porti… almeno per questa prossima settimana…. e invece mi pare che non ci sia predisposizione alla lotta… ma non ci arrendiamo .. con stima Mauro
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