DA UN INCONTRO PRESSO IL CIRCOLO CULTURALE SARDO DI CINISELLO BALSAMO, UN PROGETTO PER EVITARE CHE IL CUSM DI SESTO SAN GIOVANNI DIVENTI UN "PORTO SEPOLTO"

Cinisello Balsamo, Incontro ex CUSM, 15 aprile 2012

di Paolo Pulina

Domenica 15 aprile settanta ex studenti (anni Sessanta e Settanta) del Collegio Universitario dell’Università Statale di Milano (CUSM) di Via Milanese 300 a Sesto San Giovanni (in quella struttura oggi hanno sede i reparti dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico del Gruppo Multimedica) si sono mossi da tutt’Italia per una rimpatriata non solo conviviale (per la cronaca la nona della serie).

Questo nono incontro così come il primo (esattamente domenica 29 giugno 2008; ma allora ci ritrovammo solo in una trentina) è avvenuto nei locali del Circolo culturale sardo di Cinisello Balsamo di Via Cornaggia, cioè in una sede molto vicina al CUSM di una volta e in grado di mettere a esclusiva disposizione dei numerosi convenuti, dalla mattina al pomeriggio inoltrato,  spazi adeguati e diversificati che non è possibile certo reperire neanche nei  ristoranti più attrezzati.  

La presidente Carla Cividini Rocca e tutti i suoi collaboratori (Maria Mura, Bruno Perlato, Pina Attivissimo, Dina Meloni, Giuseppe Cancedda, Massimiliano e Roberto Casu, Fernando Celsi) si sono prodigati per rendere gradevole il soggiorno degli ospiti e per offrire loro un pranzo tipicamente sardo (ravioli, malloreddus, maialetto arrosto, formaggio pecorino), che è risultato degno della tradizione.

I saluti “sardi” alla comitiva sono stati portati dalla presidente Cividini (che ha voluto rivolgere anche un commosso pensiero a un compianto amico tragicamente scomparso, il prof. di origine sarda Dettori, che ebbe responsabilità di direzione al CUSM) e da Antonello Argiolas, coordinatore dei venti Circoli sardi in Lombardia della Federazione delle Associazioni  Sarde in Italia (FASI).  

Anche il sindaco di Cinisello Balsamo, Daniela Gasparini, ha voluto dare il benvenuto al gruppo  degli affermati professionisti (molti peraltro già in pensione) e, rispondendo a una richiesta di chi scrive,  si è dimostrata interessata a verificare la possibilità di dare un spazio fisico (diverso da quello virtuale del pur prezioso blog http://www.ilcusmeil68.blogspot.it/  curato da Giuseppe Ripa) per una sede anche minuscola che però possa essere il luogo di raccolta delle testimonianze (fotografie, documenti, pubblicazioni a stampa prodotte dagli ex studenti nel corso della loro  successiva carriera scientifica e professionale) legate alla vita di un Collegio universitario, che non esiste più come funzione d’uso ma per il quale non deve essere considerato  inevitabile un destino  del tipo “porto sepolto” (di ungarettiana memoria).

Paradossalmente quelle oltre trecento stanze per studenti della struttura del CUSM di Sesto San Giovanni (il modello che ne aveva ispirato la creazione era quello del “campus” della tradizione universitaria americana: si tenga conto che era una struttura di servizio parecchio lontana dall’Università Statale di Milano, posta in Via Festa del Perdono, cioè al centro della città) sarebbero state molto utili data la vicinanza, dal 1998,  dei Dipartimenti delle Facoltà dell’Università Statale di Milano decentrati nell’area della  ex Pirelli-Bicocca.

Seguendo un disegno attento alle nuove esigenze della popolazione studentesca proprio di questa sede universitaria, il sindaco Gasparini ha annunciato che il Comune di Cinisello si appresta a mettere a disposizione in città appartamenti per studenti adeguati alle loro esigenze, ovviamente innanzitutto economiche.

Ad alcuni di costoro, io credo, potrà non risultare sgradito un percorso della memoria storica che possa soffermarsi sull’esperienza di studio universitario vissuta al CUSM negli anni Sessanta e Settanta del Novecento documentata in uno spazio fisico, parvus sed aptus nobis, cioè piccolo ma adatto al nostro scopo. Adatto, cioè,  a  noi nostalgici studenti “residenti” di cinquanta-quaranta anni fa che considereremmo quello spazio fisico non solo un deposito di carte ma anche un ripostiglio dei ricordi della nostra giovinezza, tutta “passione e ideologia” (direbbe Pasolini).

Senza offesa per l’ideologia (che lasciamo alla libera coscienza individuale), oggi nel collettivo del gruppo di ex CUSM c’è bisogno di passione, magari per fondare una apposita associazione; per trovare fondi per una borsa di studio (per esempio, sulla storia  dell’edificio e della vita studentesca del CUSM); per organizzare un convegno “storico” sugli anni caldi del CUSM, pubblicandone naturalmente gli atti; per ricordare alcune importanti figure di ex studenti scomparsi.   

Quando eravamo a Sesto San Giovanni, non era raro che, a piedi, raggiungessimo la pizzeria “La cambusa” (territorio di Cinisello) per il rito della pizza notturna fino alle ore piccole.

Quel nome vogliamo considerarlo profetico. Sia dunque a Cinisello “la cambusa” (la dispensa) dei nostri documenti “storici”, la riserva materiale quindi che alimenterà le “ricordanze” della nostra generazione di ex passeggeri della nave CUSM!

Una risposta a “DA UN INCONTRO PRESSO IL CIRCOLO CULTURALE SARDO DI CINISELLO BALSAMO, UN PROGETTO PER EVITARE CHE IL CUSM DI SESTO SAN GIOVANNI DIVENTI UN "PORTO SEPOLTO"”

  1. Incontro sotto molti aspetti commovente. Encomiabile l’articolo di Paolo Pulina sull’evento, con il suo desiderio di proiettarsi in avanti e di non disperdere l’esperienza dei cusmini, raccogliendo il meglio della loro produzione di quarant’anni di vita. Non soltanto un “amarcord”, ma un guardare oltre il passato ed il presente, per continuare a …ragionare insieme sul futuro.

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