ROTTE TAGLIATE, MENO TRAGHETTI, PASSEGGERI IN CALO, PER I PORTI SARDI SARA' UN 2012 DA INCUBO: SI TEME IL TRACOLLO


di Luca Rojch – Nuova Sardegna

Come balene arenate i traghetti restano placidi in banchina. Motori spenti e un futuro che si inabissa in un 2012 carico di nuvole nere per il sistema dei trasporti. Manca la materia prima, i passeggeri. Come fili i collegamenti che univano la Sardegna alla penisola si sono spezzati. Uno dopo l’altro. Ragioni di cassa. Vuota. I giganti dei mari si scoprono nani, le grandi sorelle un tempo signore dei trasporti ora rischiano di colare a picco. La Moby ha venduto per 75 milioni di euro uno dei suoi gioielli, la Freedom. Indispensabile dare un po’ di ossigeno a bilanci in apnea. Il gigante da 2700 passeggeri è finito in Finlandia. La Tirrenia galleggia senza un futuro e per coprire le tratte rimette in ammollo anziane signore dei mari come la Nomentana. Oltre 30 anni di trascinato servizio. La Flotta Sarda continua a navigare mezzo vuota, alimentata con i fondi della Regione. L’ultimo collegamento lo ha affondato la Sardinia Ferries, che ha tagliato il Civitavecchia-Golfo Aranci, ma quasi non fa più notizia in una Sardegna sempre più ostaggio del suo mare. La situazione dei tre porti del nord è da grande depressione. Porto Torres e Olbia hanno perso a gennaio il 20 per cento dei passeggeri rispetto al 2011, l’anno orribile della navigazione. Che è un po’ come essere ultimi dopo la retrocessione in serie B. Golfo Aranci sprofonda in un meno 40 per cento, che sa di porto in default. Il presidente dell’Autorità portuale del nord Sardegna, Paolo Piro, con la solita lucida schiettezza ci mette poco a dare un’idea dello stato di salute dei trasporti. «La situazione non ci dà molte speranze. I dati sono peggiori di quelli del 2011, che è stato un anno molto negativo. Per ora tutti i segnali ci indicano che anche il 2012 sarà pessimo. Le compagnie continuano a tagliare rotte e traghetti. Il numero dei passeggeri è in costante calo. Con queste premesse non c’è spazio per l’ottimismo». E basta fare un rapido calcolo per capire cosa accade. A Olbia ci sono tre compagnie e due linee. La Tirrenia e la Flotta Sarda collegano l’Isola Bianca con Civitavecchia, la Moby mantiene la linea con Livorno. A Golfo Aranci è rimasta solo la Sardinia Ferries che fa rotta per Livorno per quattro giorni alla settimana. A Porto Torres c’è solo la Tirrenia che ogni giorno va a Genova. L’effetto Titanic viene confermato se si contano i passeggeri che ogni giorno sbarcano dai traghetti. La Flotta sarda non supera le 100 persone, la Tirrenia agonizza tra 150 e i 200. Meglio la Moby che arriva fino a 300. Ma sulle banchine dei porti del nord Sardegna si attende il ritorno delle altre compagnie. Snav, Grandi navi veloci, Grimaldi. Per ora hanno confermato che con l’arrivo della primavera riaccenderanno i motori dei loro traghetti. Ma le prenotazioni di tutte le compagnie, aperte a dicembre del 2011, mai così presto, sono da crisi profonda. I numeri fanno già gridare al fallimento della stagione. Sempre meno i paperoni arditi disposti ad arrivare nell’isola con i traghetti. E per cancellare una rotta è sufficiente un comunicato di quattro righe all’ultimo minuto. Come ha fatto la Sardinia Ferries. I privati senza le sovvenzioni di Stato devono cercare di salvare i bilanci. Le navi diventano sempre meno e più piccole. Voci, smentite dalla compagnia di navigazione, sostengono che Moby tratti la vendita anche di un altro traghetto. E nelle nebbie sono scomparsi anche i tre collegamenti promessi dalla Flotta Sarda. Dovevano partire due navi ogni giorno da Porto Torres per Vado Ligure, e una da Cagliari per Civitavecchia. I traghetti sono rimasti del tutto virtuali, in un mercato che implode. Ma anche la domanda interna è vicina al collasso. Il Lazio, cargo merci della Tirrenia messo a disposizione per caricare gli autoarticolati, è fermo da tre giorni in banchina e partirà lunedì. Non ci sono abbastanza camion per riempire la pancia della nave. Sempre più vuota.

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