LE SCELTE DI VITA E DI CUORE DI VALERIA GENTILE: NON SONO CORAGGIOSA, SONO SARDA. E DICO NO A QUESTI SIGNORI TRISTI

nella foto, l'autrice dell'articolo

di Valeria Gentile

Sono andata via di casa a diciannove anni, dopo il diploma linguistico e qualche dramma familiare in valigia. Ho vissuto a Firenze per laurearmi in Media e Giornalismo, ho vissuto due anni a Roma collaborando con festival, riviste, agenzie di comunicazione, case editrici. Ho viaggiato come reporter in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Ho dormito e mangiato per terra con i bambini in Senegal, mi sono lavata nei bagni delle palestre abruzzesi con le donne terremotate delle tendopoli. Ho girato da sola nell’infinita metropolitana di Tokyo, ho passato i checkpoint israeliani a Ramallah, ho scalato col vento gelido di gennaio la Grande Muraglia Cinese. Sono salita su mulini olandesi e torri taiwanesi, sono entrata nella pancia dell’enorme Buddha di bronzo sulla costa giapponese, ho assistito ai lanci dai tetti di soldati mangiatori di serpenti in Libano, ho guidato una zattera di bambù sul fiume Li. Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. Ogni giorno della vita è una lotta in cui le mie radici sono alleati e nemici, armi e talloni d’achille. Sono tornata per scelta a vivere nella mia isola perché tutto il mondo non basta a contenere l’amore e la gratitudine che provo verso questa terra. Credo nella vita e nel mio futuro perché la Sardegna mi insegna ogni giorno i suoi miracoli senza vergognarsi di essere onnipotente. Finché poi arriva un giorno in cui metti tutto in discussione. Arriva un super resort di lusso fondato da milanesi e altri italiani, che sulla mia isola ricopre venticinque ettari di parco in cui ci sono ventun ristoranti di lusso, quattordici bar, otto alberghi cinque stelle più diverse suites e qualche centinaio di bungalow, nonché children city, leisure land, sport academy, discoteca, spiaggia privata e tanto altro, dove una notte per una persona non costa meno di seicento euro. Arriva proprio quando meno me lo aspetto, mi contatta tramite Linkedin, mi offre un lavoro di gestione della comunicazione online e offline. Il che vuol dire comunicati stampa, fotografie, video, gestione della presenza e della reputazione sul web. Passo il primo colloquio telefonico, la Media Relations & Events Manager mi adora e “caldeggia la mia candidatura”. Passo anche il secondo colloquio in carne ed ossa, quello con il Sales & Marketing Executive Manager. Mi dice che ho un curriculum anomalo, che “mi sono fatta il mazzo” e mi porta a farmi conoscere al General Director che è anche socio, ai piani alti insomma, dove si parla a voce bassa e si tiene anche la testa, bassa. Primo e secondo colloquio, poi test individuale per il percorso di selezione, ma i manager ormai mi presentano dicendo “lei è, si occuperà di”. Ma non si accorgono che loro non hanno passato il mio, di colloquio. Il luxury resort numero uno mi contatta via Linkedin, mi offre un lavoro, mi scomoda, mi prepara a lasciare tutto quello che ho per trasferirmi a vivere dentro il resort, a non avere mai un giorno o un’ora libera, per fare la comunicatrice tuttofare, in un’industria dello svago di lusso che è una gabbia d’oro finto, in cambio di un contratto a progetto di sei mesi per settecento euro al mese. E allora ripenso alle nuove tendenze del futuro che vogliamo, il futuro sostenibile di cui tanto ci riempiamo la bocca. Ripenso alla manifestazione della Consulta dei Movimenti di stamattina a Nuoro dove Gavino Sale ha detto una cosa semplice e vera: noi sardi siamo poveri perché regaliamo le nostre ricchezze. Ripenso alle mie amiche laureate che lavano scale per cinquanta euro alla settimana, alle sette donne che hanno fatto lo sciopero della fame, ai padri che non sanno come dare da mangiare ai figli per colpa delle trame marce di questo sistema mortificante. In loro onore e in loro nome, in nome della loro dignità, io rifiuto l’offerta e vado avanti, a testa alta. Rifiuto, declino, non accetto, respingo, boccio, dico di no, a questi signori tristi che hanno perso completamente ogni contatto con la realtà. Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. 

Valeria Gentile è laureata in Media e Giornalismo all’Università degli Studi di Firenze con una tesi in Sociologia dei Processi Culturali dal titolo “Uomini, maschere e dèi. La sopravvivenza di un rituale pagano nella società barbaricina” – sulle maschere dei Mamuthones e degli Issohadores di Mamoiada. Ha studiato all’Accademia delle Arti Digitali di Firenze e ha fondato Altri Occhi. Nei suoi reportage letterari e fotografici di denuncia sociale ha toccato temi come i senzatetto a Firenze, il potere del Vaticano, le discariche abusive in Campania, il terremoto in Abruzzo, il ponte sullo Stretto, l’alluvione di Messina. Ha collaborato con Il Filo di Arianna (Perugia) all’organizzazione del Festival Internazionale del Giornalismo, con la casa editrice Exorma (Roma), con la Maia International – Make An Impact Association (Trento), la cooperativa sociale Nuovi Scenari e l’associazione RAM – Racconto Arte Materia (Nuoro), la compagnia teatrale Deamater – Cultural Movements from Sardinia, e con le riviste Altreconomia, Altri, Carta, Crisi, Colors Magazine, Il Mucchio Selvaggio, Il Post, InFly e InTravel, Internazionale, Le Voci del Villaggio, Narcomafie, Peacereporter. I suoi fotoreportage sono stati esposti in Sardegna (Rassegna culturale della Libreria Un Libro Al Mare, Porto Ottiolu), a Roma (“Music, Books & Food”, aperitivo culturale a Soul Kitchen, San Lorenzo), a Perugia (Rocca Paolina, Festival Internazionale del Giornalismo), a Marciana, Isola d’Elba (Premio Giornalistico Gaspare Barbiellini Amidei) e a Bologna (”Terra di Tutti” Film Festival, Cinema Lumiere). Ha viaggiato in (ordine alfabetico): Cina, Francia, Giappone, Irlanda, Israele, Libano, Olanda, Palestina, Portogallo, Senegal, Spagna, Taiwan, Tunisia, Vaticano. Ora è caporedattrice del trimestrale cartaceo Il Reportage (Roma), reporter per il mensile Millo (Nuoro), consulente di comunicazione online per Bitness (Genova). Collabora con la trasmissione radiofonica La Rosa dei Venti (Radio Capodistria) e il progetto di “agri-cultura” L’Elicriso (Sardegna). E’ l’organizzatrice di Centomila Poeti per il Cambiamento in Sardegna e l’ideatrice di Viagginversi, reportage itinerante sulle tracce dei poeti del mondo. Cura anche Creativity&Communication, blog di scrittura creativa e poesia, e il tumblr Block Quotes.

4 risposte a “LE SCELTE DI VITA E DI CUORE DI VALERIA GENTILE: NON SONO CORAGGIOSA, SONO SARDA. E DICO NO A QUESTI SIGNORI TRISTI”

  1. E’ raro trovare tanto coraggio e tanta coerenza; o forse dovrei dire che é raro una vera Sarda; confesso che non avrei avuto niente da obiettare se l’autrice del post avesse accettato l’offerta; forse non sarebbe stato coerente con il suo emozionante curriculum, ma non avrei avuto niente da ridire; a volte si spera o ci si illude di cambiare le cose dall’interno; oppure si ha bisogno semplicemente di una sicurezza economica, di una opportunità, di una pausa dal precariato perpetuo, di un trampolino di lancio o di che altro non saprei; ammiro naturalmente la coerenza e la Sardità. Auguro Ignazio Salvatore Basile

  2. Oggi, leggendo “TottusinPari” ho conosciuto virtualmente una sarda-tutta-d’un-pezzo: Si chiama Valeria Gentile. L’articolo su di lei mi ha conquistato

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