6 risposte a “DOPO ROMA E BERLINO, UN "SARDEGNA STORE" A MILANO: IL 18 FEBBRAIO IN PIAZZA DIAZ 7, L'INAUGURAZIONE”

  1. Perchè dopo roma e berlino se milano è il primo a inaugurare? e c’è veramente poco da festeggiare se conosceste a fondo(ma anche molto superficialmente) la situazione degli artigiani dell’artistico ,delle aziende dell’agroalimentare ma sotratutto il capitolato di spesa di questa mossa promozionale!!! Andate a vedervele sul sito della regione.
    Se volete possiamo parlarne più dettagliatamente.
    Un artigiano senza bottega

  2. Ciao,
    È una vergogna. L’assessorato al turismo si dovrebbe veramente vergognare. Il Sardegna Store a Berlino è aperto da qualche mese. Beh, aperto è anche esagerato! C’è una ragazza seduta tra roba che è arrivata poco tempo fa. Dopo di che si è speso 3.000 Euro al mese l’affitto per 8 mesi a vuoto. e da quando è “aperto”, no succede neanche niente. Adesso è programmata l’apertura della struttura con la Borsa Internazionale del Turismo. Sono già molto curiosa di vedere cosa succede! Ci sarà l’inaugurazione e poi, niente. Auguri veramente, per il più grande spreco di soldi che io abbia mai visto.
    Presidente del Circolo Sardo di Berlino.

  3. Quindi non mi sono sbagliata….
    si copiano le idee e si fanno sempre gli stessi sbagli !!!!!
    Come negli anni scorsi quando si volevano aprire delle sedi di prestigio nelle capitali, con più o meno lo stesso concetto di questo STORE, si era manovrato tutto dall’isola con persone che non c’entravano niente con gli emigrati…. conclusione a Londra è stata una spesa di soldi e basta!!!! NON esiste più niente!!!!!
    A Milano si è aperto un semplice “negozio” come tanti altri, che serve a fare un po’ di rumore di STAMPA, poi se funzionerà bene altrimenti si chiuderà….perché oggi non basta più avere la vetrina, c’è tutto un’ enorme lavoro da sviluppare….e senza voler offendere la persona che se ne occupa e che penso sia bravissima nel suo mestiere, ma è il più grosso sbaglio che si possa fare è di darne la gestione a persone che non vivono nel contesto dove si apre la vetrina, bisogna che abbia tutte le conoscenze e capacità di relazioni e pratica commerciale della città in cui vive da anni.
    L’esempio di casa della SICILIA ( 600 M2 in un quartiere di lusso) qui a Parigi, aperta con enormi finanziamenti di banche e istituzioni, creata per iniziativa del la camera di Commercio, dove avevo partecipato all’inaugurazione e conosciuto il direttore e le tre persone assunte a dirigere, questi arrivavano freschi freschi dalla Sicilia persino la commessa parlava appena la lingua francese…..roba da incapaci…. ebbene Casa Sicilia è ormai chiusa da almeno 5 anni, perché è stata gestita alla loro maniera!!!
    Buona inagurazione e lunga vita agli STORE

  4. Penso che qualsiasi operazione commerciale venga fatta,riesca nel bene e nel male a far parlare di se.
    Nel caso specifico credo che ancor prima di vendere qualcosa sia indispensabile avere la certezza di averla.
    Gli artigiani sardi sono allo stremo,e molti stanno comparendo,in Sardegna sono rimasti in pochi i pdv che vendono il vero artigianato sardo,la maggior parte vende souvenir e gadget che nulla hanno da spartire con le vetrine che voi state realizzando nelle piazze
    più importanti d’Italia e non solo.

  5. Quando l’assessorato al turismo vuol fare di testa propria, senza VOLUTAMENTE prendere in considerazione gli Artigiani da coinvolgere, questi sono i risultati, pessimi e deludenti sotto ogni punto di vista. il denaro pubblico non si deve sprecare così: incompetenti.

  6. La propostra vincitrice del bando -quella della famosa societa’ siciliana- prevedeva aperture anche a New York e Chicago e credo fossero stati trovati anche dei locali. Non capisco perche’ invece si e’ scelto Roma, Milano e Berlino. A New York ci sono i capitali internazionali ed e’ la vera vetrina sul mondo. A Roma, Milano e Berlino la Sardegna la conoscono molto bene e basta un’ora d’aereo per conoscerla di persona.

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