UN PONTE FRA SARDEGNA E VENETO: INTERVISTA AD ELISA SODDE, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE SARDA CON SEDE A NOALE IN PROVINCIA DI VENEZIA

nella foto da sinistra: Elisa Sodde Presidente dell'Associazione "Un ponte fra Sardegna e Veneto" con Valentina Usala

di Valentina Usala

Quattro chiacchiere tra amici valgono di più quando accenti e locuzioni rivelano provenienze diverse. Contaminazioni tra culture a volte lontane quanto le terre che per secoli di storia le hanno cullate. Incontro ed intreccio di suoni, sapori, profumi, pensieri, ricordi, conoscenza. Improvvisazione musicale che alterna scontate armonie a dissonanze di insospettabile bellezza.
Dopo il preambolo iniziale di presentazione dell’Associazione, conosciamo la Presidente. Chi è Elisa Sodde? Sono nata a Sant’Antioco (CI), splendida isoletta del sud-ovest sardo, collegata all’Isola madre (anticamente da un istmo naturale ed ora) da un ponte. Dopo varie peripezie e variegate esperienze lavorative, a metà degli anni ’90, per motivi di lavoro, sono approdata con alcuni amici sardi in provincia di Livorno e nel 1997 decido di iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza a Pisa. Mi divido così tra lavoro e studio per diversi anni, finché, dopo essermi sposata e trasferita in Veneto per seguire mio marito, riesco a coronare il sogno di laurearmi in giurisprudenza.
Come nasce l’idea dell’Associazione? Nonostante il conseguimento della laurea, il mio sogno lavorativo di lungo periodo non trova seria concretizzazione in una terra come il Veneto, ancora un po’ incline ai preconcetti nei confronti delle persone non nate e cresciute in questa regione. Da qui matura l’idea di dar vita ad un’associazione culturale che possa far conoscere la vera Sardegna e i veri sardi,  le nostre peculiari tradizioni popolari, artistiche, enogastronomiche, ecc, ecc. L’input per la costituzione dell’associazione nasce, inizialmente, da una delusione ma assume sempre più corpo in relazione alla scoperta o riscoperta di una importantissima parte di storia della Sardegna, sconosciuta spesso anche a noi nativi dell’Isola. Galeotti, insomma, furono i popoli Shardana – gli antichi progenitori degli attuali sardi – valorosi guerrieri ed abilissimi navigatori. Questo squarcio di sole nella nebbia storica mi ha condotto a profonde riflessioni: così come noi sardi quasi ignoravamo, fino a pochissimo tempo fa, le nostre remote e reali radici; probabilmente, anche qui in Veneto potrebbero esserci frammenti di storia celati, nicchie artistiche e culturali da rivalutare e far maggiormente conoscere ed apprezzare. Dunque, perché non proporre ad alcuni amici veneti questa sorta di connubio culturale da condividere e promuovere insieme?
Parlami di “Un ponte fra Sardegna e Veneto”. Ti rispondo citando ciò che abbiamo brevemente messo per iscritto nel nostro sito internet (www.unpontefrasardegnaeveneto.it ) e che, molto modestamente, potrebbe esser definito il nostro “manifesto culturale”. ‘Un gruppo di amici sardi e veneti si sono ritrovati intorno ad un’idea un po’ fantasiosa, poi diventata un concreto progetto culturale comune: approfondire, conoscere e promuovere la condivisione di storia, arte, cultura e tradizioni proprie alle due Regioni di appartenenza, dando vita ad un’Associazione culturale denominata “Un ponte fra Sardegna e Veneto”.  La nostra associazione si pone, dunque, non solamente come punto d’incontro ed aggregazione di donne e uomini legati – per origini, amore o simpatia – alla Sardegna; ma anche quale ulteriore momento di condivisione e spunto di riflessione sulle rispettive culture e tradizioni, quella sarda e quella veneta in primis, senza peraltro disdegnare l’apertura e l’interscambio culturale con altri popoli, regioni italiane, europee e non, da trasformare in occasioni di crescita ed arricchimento personale e sociale.   Per l’Associazione “Un ponte fra Sardegna e Veneto”, quindi, ogni singolo socio è un “portatore sano” di entusiasmo, idee, esperienze, capacità, conoscenze, passioni e hobby. Ci piace, infatti, pensare alla nostra Associazione come ad un puzzle, in cui tutti i suoi soci costituiscono un importante e necessario tassello per comporre l’immagine nitida e luminosa di un unico popolo con un’unica bandiera, ritratto in festante armonia’. Ecco, da questa idea noi partiremo per proporre eventi culturali sia di matrice sarda che veneta. Invitando autori, studiosi, artigiani, maestri d’arte, poeti, pittori, fotografi, disegnatori, artisti di ogni genere e tutti quelli che abbiano piacere di comunicarci il loro entusiasmo e la loro passione.
Tre aggettivi per definire la nostra Sardegna. Misteriosa. Perché c’è ancora tanto da scoprire, approfondire e studiare. Basti pensare che esistono ancora diverse teorie e filoni storico-archeologici in merito all’individuazione delle funzioni attribuite alle costruzioni nuragiche. Magica. Per tutte le leggende che si continuano a sussurrare sulle fate (janas), sui poteri curativi di alcune pietre (i menhir) e luoghi particolari.  Attraente. Perché è una terra di maestosa bellezza, verace ed intensa che ti entra nel cuore per sempre. Infatti, chi è nato in Sardegna, ogni qualvolta che se ne allontana per lungo tempo, soffre di quel sentimento interiore che può ben definirsi “mal di Sardegna”.
Un tuo giudizio sul tema dell’emigrazione sarda. L’emigrato in genere e quello sardo in particolare, proprio per questa caratteristica di forte richiamo attrattivo della terra sarda appena citata, vive un po’ sospeso fra due culture e diventa partecipe di una doppia territorialità: la terra d’origine e la terra ospitante. Infatti, nelle prime intenzioni di un sardo che lascia la sua isola, per motivi di studio o lavoro, la migrazione è un accadimento temporaneo. Il paese “straniero”, sia esso uno stato estero o il Nord Italia, è visto solo come un posto di studio o di lavoro dal quale tornare il più presto possibile al paese d’origine, spesso anche con la speranza di poter riportare con sé un quid pluris, un valore aggiunto, in termini culturali ed economici che possa esser reinvestito per un miglioramento delle condizioni di vita non solo personali o familiari, ma di un’intera comunità. Dunque, il mio giudizio sul tema dell’emigrazione, quella che poi diventa definitiva, andando oltre le intenzioni primarie, non è molto positivo poiché ritengo che trovi la sua causa nella mancanza di scelte politiche lungimiranti e seriamente costruttive e protettive nei confronti delle numerose peculiarità che presenta la nostra bellissima Isola. Non credo sia un territorio a vocazione industriale. Le industrie che si sono succedute nel nostro territorio, dopo aver sfruttato le nostre preziose risorse naturali e quelle economiche messe a disposizione dalle casse regionali, hanno presto lasciato solo lugubri “cattedrali nel deserto”, compromissione ambientale, inquinamento, disoccupazione e tanti sogni infranti. Un evidentissimo e purtroppo tristissimo esempio lo abbiamo proprio in questi giorni sotto i nostri occhi: il caso dell’Alcoa nel Sulcis-Iglesiente. Ma potremo anche citare il “Galsi” che propone ai sardi l’avveniristico  progetto di sventrare longitudinalmente l’Isola facendovi interrare quasi 300 km di tubi che trasportano gas proveniente dall’Algeria e diretto verso la Toscana, col solito miraggio di nuovi posti di lavoro e paventate diminuzioni del prezzo del gas; ma tacendo ancora una volta che si andrà a compromettere di fatto ecosistemi marini, zone archeologiche e tante altre aree di territorio sardo in cui si coltivano prodotti di prima qualità e senza mettere nel dovuto computo anche la sicurezza dei cittadini. Si tratta, in realtà, di un’altra servitù di cui la Sardegna non ha veramente alcuna necessità. Penso, piuttosto, che sia una regione che debba mettere in campo una precisa programmazione che abbia esclusivamente ad oggetto la salvaguardia e la valorizzazione delle sue eccellenze paesaggistiche, culturali, artistiche ed enogastronomiche (e sono veramente tante, se solo pensiamo che in Sardegna esistono oltre 300 tipi di pane!) e di tutto ciò farne una sorta di segno distintivo, di “marchio di fabbrica”….. questo si da esportare con convinzione, più unione, orgoglio sardo e la giusta tutela nei confronti delle contraffazioni.
Un augurio per la Sardegna e i sardi.  Mi auguro, appunto, che i sardi possano davvero riprendere in mano le sorti del proprio destino senza ripetere gli errori del passato: studiare la storia serve anche a questo.  Ecco perché sarebbe molto importante ripartire dalle basi, ovvero iniziare proprio dall’insegnamento scolastico dello studio della vera storia della Sardegna, quella che sta ultimamente emergendo con forza, anche grazie alle opportunità offerte dalla rete, con lo scambio di informazioni, foto, studi ed il confronto su di essi in tempo reale.

8 risposte a “UN PONTE FRA SARDEGNA E VENETO: INTERVISTA AD ELISA SODDE, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE SARDA CON SEDE A NOALE IN PROVINCIA DI VENEZIA”

  1. Wowww! Che onore essere intervistata dal giornale dei Sardi nel Mondo! Grazie di cuore a Massimiliano Perlato e Valentina Usala. Portiamo in alto la Sardegna, la sua storia, le sue tradizioni, la sua arte, musica, cultura, i suoi gli artigiani più creativi e i piccoli imprenditori che ancora portano avanti tradizioni enogastronomiche millenarie e facendoci dono di prodotti genuini e deliziosi.

  2. grazie a te Elisa e mi associo nel ringraziare Massimiliano! Grazie di tutto!!! Il cammino è appena iniziato! Ci scambieremo ancora molti “grazie”….e lo spero davvero! 🙂

  3. E’ con immensa sorpresa ed infinito piacere, che ritrovo la Gentilissima amica Elisa Sodde, Presidente dell’Associazione Sarda "Un ponte fra Sardegna e Veneto" con sede a Noale in Provincia di Venezia.
    Esprimendo i più sinceri e vivissimi complimenti per la creazione dell’Associazione, che nei propositi esposti condividi pienamente, essendo un cultore della nostra storia plurimillenaria della quale vado orgogliosamente fiero, colgo l’occasione per avanzare la richiesta di presentazione del mio libro, da Lei già conosciuto ed apprezzato, e che mi onoro di averle inviato a suo tempo.
    Sperando si possa creare quest’occasione, nella quale ripercorere insieme ai cittadini di Noale e non solo, le tracce dei nostri lontani progenitori, al fine di ampliare la conoscenza sui Misteri che ancora avvolgono la storia, quella Vera, piena di documenti (i reperti archeologici, come ad esempio quelli epigrafici tenuti gelosamente nascosti nei magazzini delle varie Soprintendenze) ancora da leggere, convinto che in essi si celi la vera storia del Popolo Sardo, e non la solita ancor oggi sostenuta ad oltranza, nel timore di essere scalzati dal trono dove si sono assisi, e dall’alto di questi dettar legge… come nel classico Ipse Dixit.
    A questo punto, non mi resta che salutarLa con un abbraccio, che estendo anche alla Gent.ma Valentina Usala ed a Massimiliano Perlato, che puntualmente si presta alla divulgazione della nostra cultura… in tutto il mondo.

  4. SUUM CUICUMQUE TRIBUERE. Ovvero “diamo a Cesare quel che è di Cesare”! — Ritengo doveroso e necessario citare i soci che si sono distinti nella preparazione di questo primo nostro evento culturale. E’ un’abitudine che voglio prendere fin da subito e portare avanti per tutti gli altri appuntamenti che saranno messi in campo dalla nostra Associazione. Voglio quindi SENTITAMENTE RINGRAZIARE, innanzitutto mio marito, Marco Bernardini, per l’impegno profuso in particolare nel reperimento degli sponsor che ci hanno sostenuto e di quelli che continueranno ad affiancarci per le prossime iniziative sociali. Alessandro Landi, per l’ineguagliabile entusiasmo riposto nel portare avanti e dare concretezza allo spirito dell’Associazione e per il suo grande supporto tecnico nella realizzazione del logo, delle tessere, del banner e delle foto e filmati di questa presentazione. Poi, un ringraziamento particolare và senz’altro a Oscar Cocco, per la grande e fattiva disponibilità dimostrata nelle prime fasi di creazione dell’Associazione; sia per aver curato, insieme a Giorgio Mascia, Masiero Luca ed Oreste Lucca l’allestimento ed il riassetto della sala; ed insieme a Mario Locci e Gabriele Rocco, la preparazione del buffet. Ancora il Vice-presidente, Vincenzo De Falco, per l’opera di divulgazione dell’idea sottesa in questo nostro progetto culturale e costante coinvolgimento di tante belle persone nella nostra Associazione. Carlo Borghesan per avermi affiancato nella presentazione del libro di Valentina Usala. Inolte, ultimo ma non ultimo, un RINGRAZIAMENTO SPECIALE tributato ai titolari del Bar-Trattoria “DA OLI'” che sin dall’inizio dei preparativi per la costituzione dell’Associazione sono stati veramente squisiti con noi, concedendoci la disponibilità della sala per le nostre riunioni e poi anche per questo nostro primo evento culturale. Infine, un affettuoso ringraziamento a tutti coloro che, sfidando il tempo da lupi, hanno voluto esser presenti e condividere con noi il nostro primo appuntamento. Ci auguriamo che continuino ancora a seguirci nelle prossime iniziative che organizzeremo diventando sempre più numerosi. Senza di tutte queste splendide persone le mie idee sarebbero rimaste tali; non avrei potuto rilasciare questa intervista, nè esser presidente di alcuna Associazione perchè senza di tutti loro nulla si sarebbe

  5. grandiose parole di un altrettanto grandiosa presidente! Grandiosi i suoi soci…….tutti!!!! E mi verrebbe da dire: avanti così, tottus in pari!!

  6. Ho capito, al sistema non piacciono le virgolette di nessun tipo! Ci provo per l’ultima volta: Tottusu in pari. Per i non sardi: Tutti insieme fraternamente! Ora più che mai!

  7. Caro Pier Paolo, ti ringrazio per le gentili parole nei miei confronti e ti dico che non mancherà sicuramente occasione di proporre e condividere anche i tuoi interessanti studi con la nostra associazione e quanti altri vorranno unirsi a noi. In ogni caso, possiamo tranquillamente sentirci per parlarne e definire meglio i dettagli. A presto. Ti saluto cordialmente. Elisa

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