UNA FONDAZIONE PER CICITU MASALA: A NUGHEDU SAN NICOLO', LA SUA ARASOLE', ANCHE UNA CASA DELLA POESIA

Cicitu Masala

di Paolo Pillonca – Nuova Sardegna

 

Scomodo anche da morto? Sono passati cinque anni dalla sua scomparsa e Francesco ‘Cicitu’ Màsala non gode ancora della simpatia dei potenti. Eppure le attuali vicende amarissime delle industrie in Sardegna, di anno in anno più drammatiche, era stato proprio lui a prevederle fin dai primi insediamenti, in netto anticipo sugli altri. “Profezia” difficoltosa: allora l’industria sembrava a molti il rimedio a ogni male, l’incenso era il profumo dominante e le voci fuori dal coro si contavano sulle dita di una mano. Oggi è diverso, ma la riconoscenza, come si diceva una volta, non è di questo mondo. Per fortuna esiste un’eccezione: il Comune di Nughedu San Nicolò, la diletta Arasolè di ‘Quelli dalle labbra bianche’. Con una delibera unanime del Consiglio comunale i giovani amministratori del paese natale del poeta hanno dato vita alla ‘Fondazione Francesco Masala’. Quello di Gianni Fresu -assessore alla Cultura- è un sospiro di sollievo: “Ci pensavamo da tempo, abbiamo avuto qualche intoppo burocratico ma ora possiamo dire di esserci riusciti. La nostra speranza è che la Regione si svegli dal torpore e ne tenga conto”, sbotta. L’idea della giunta guidata da Dario Fenu appare chiara: “Punto base del programma è la Casa della Poesia, struttura multimediale progettata dal regista Francesco Casu e dall’architetto Olindo Merone, divisa in due edifici storici del paese: la ex-conceria e la casa natale del poeta”, racconta l’assessore Fresu. “Siamo consci dell’importanza del nostro concittadino illustre nella storia sarda del ventesimo secolo e cercheremo di onorarlo, accogliendo nel museo testi e voci di tutti gli altri poeti in limba, a partire dai nughedesi Foricu Sechi e Salvatore Corveddu”. Ma il programma non si limiterà al solo ambito letterario. Chiarisce ancora Fresu: “Cicitu Masala era solito dire che la cultura produce benefici economici. Siamo d’accordo con lui. Abbiamo un progetto sull’ospitalità diffusa di qualità per valorizzare al meglio le produzioni tipiche di Nughedu, materiali e immateriali”. Ugo Masala, figlio del poeta e presidente dell’associazione dedicata al padre, precisa: “A differenza di altre Fondazioni nate senza un preciso progetto, noi da qualche anno lavoriamo a un’idea: fare di Nughedu un paese virtuoso attraverso la cultura. Luoghi come il museo multimediale della poesia sarda sono strutture che finora non esistono da nessuna parte. Per valorizzarlo nella maniera migliore dovremo formare un gruppo di giovani operatori di turismo alternativo ai grandi alberghi e ristoranti. Il luogo si presta molto bene, per collocazione naturale e risorse dello spirito”. Ugo Masala annuncia anche la pubblicazione di un Dvd del regista Francesco Casu, con una documentazione inedita sul poeta. Ma soprattutto non dimentica la lezione del padre: “Babbo era contro la petrolchimica, la cementificazione e l’assalto alle coste”, ricorda. “Combatteva la gente che non faceva turismo ma palazzi. Noi saremo suoi seguaci. Abbiamo luoghi bellissimi: perché non recuperare il decoro delle nostre cittadine soprattutto nel centro nord? Abbiamo subito una distruzione antropologica ma anche strutturale dei paesi. Il loro recupero in funzione della ospitalità diffusa è un percorso già iniziato in diversi luoghi”. Il figlio del poeta presiede una associazione che raggruppa gli operatori di piccole strutture ricettive di qualità. “Siamo partiti con dodici persone e ora abbiamo duemila e cinquecento strutture di ospitalità diffusa in tutta la Sardegna. Il prodotto turistico, come tutti gli altri prodotti, si vende solo se è buono e ha prezzi accessibili, altrimenti rimane invenduto. Esattamente come il formaggio”.  L’ospitalità diffusa -secondo Ugo Masala- “ha molti vantaggi: non solo consente di non aggredire il territorio con nuove costruzioni ma permette la salvaguardia e il recupero di edifici storici e di vecchi mestieri come lo scalpellino e il falegname-artista. Pensiamo a che cosa è successo a Gavoi, Berchidda e Santu Lussurgiu”. Punto dolente, la formazione dei gestori. “Da formatore dico che il sardo ha poca voglia di mettersi in gioco”, rimarca Ugo Masala. “Tende a credere di essere già formato in partenza. Invece non è così. Occorre studiare molto per conoscere bene le tecniche di accoglienza, sapere le lingue e l’informatica. Ormai le richieste turistiche passano su internet, se non sai navigare sei tagliato fuori”. Gli ostacoli principali? “Sono gli interessi del comparto alberghiero. Paolo Savona diceva che per questo settore in Sardegna ci sono stati prenditori, non imprenditori: tutte le iniziative sono nate con denaro pubblico. Il nostro turismo lascia i soldi nel territorio, smercia formaggio, dolci, vino, coltelli, tappeti. Il turismo alberghiero classico rimane chiuso a Forte Village: così i nostri soldi prendono il volo”. Come vede Masala il ruolo dei Comuni nella formazione? “Hanno responsabilità enormi”, risponde. “Alcuni centri virtuosi ci sono stati: Santu Lussurgiu, Cagliari, Osidda. Rebeccu è una bella sfida, come Nughedu, Laconi, l’Ogliastra e la Barbagia di Seulo. Ci sarebbe anche Osilo. Peccato che il sindaco Nanni Manca, dopo una prima sbornia di entusiasmo, si sia dato alla latitanza”. Fosse ancora vivo Cicitu, gli dedicherebbe una ‘Cantone pro sos bandidos’.

 

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