COSTITUITA LA FONDAZIONE GIORGIO ASPRONI: OMAGGIO ALLA FIGURA DELL'ILLUSTRE BITTESE

ritratto di Giorgio Asproni

di Cristoforo Puddu

Finalmente, dopo tre anni dalle celebrazioni del bicentenario della nascita di Giorgio Asproni, si concretizza  l’atto costitutivo della fondazione che renderà omaggio ad una tra le massime figure della storia moderna dell’Isola. L’istituzione della Fondazione “Giorgio Asproni” -sottoscritta a villa Devoto dal presidente Cappellacci, dall’assessore regionale alla Cultura Milia, dal sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini,  e da Idimo Corte, rappresentante della neo associazione- ha gli scopi definiti dalla Legge regionale 1 aprile 2010, n.7 “Partecipazione della Regione autonoma della Sardegna alla costituzione, quale socio fondatore, della Fondazione Giorgio Asproni”  (pubblicata sul “Bollettino ufficiale della Regione Sardegna” n. 12 del 16 aprile 2010) e prevede la divulgazione dell’opera e del pensiero politico, anche attraverso un centro di documentazione e specifica biblioteca, dell’illustre democratico e repubblicano bittese. Giorgio Asproni nasce a Bitti il 5 giugno 1808, nell’attuale rione di Gorofai dove avrà sede la fondazione, da Giorgio e Rosalia Demurtas. Rimasto orfano di padre è avviato e sostenuto agli studi da uno zio canonico. Obbedendo alla volontà del familiare e benefattore, dopo la laurea in diritto, intraprende la vita ecclesiastica e svolge la sua missione sacerdotale come canonico penitenziere del capitolo  di Nuoro ed insegnante di teologia morale nel seminario. Per controversie teologiche con l’amministratore apostolico della diocesi Varesini e per i frequenti dissensi con il clero locale abbandona l’abito talare e dimostra attivamente le sue tendenze repubblicane e riformistiche. A partire dal 1849 -eletto deputato per il collegio di Lanusei dopo che l’elezione del 1847 nella I legislatura era stata annullata per incompatibilità con la carica di canonico- diviene un chiaro riferimento laicista e politico “di punta” della rappresentanza sarda nel parlamento subalpino, prima, e successivamente alla camera del Regno d’Italia, totalizzando ben nove legislature. Da deputato si occupò delle principali problematiche del’Isola (agricoltura, infrastrutture ferroviarie e marittime, miniere, ordine pubblico, circoscrizioni giudiziarie e amministrative) e sostenne inoltre la possibilità dell’autonomia sarda in un contesto federalista. Politicamente legato ai massimi esponenti democratici del risorgimento italiano (Mazzini, Garibaldi, Cattaneo, Manin), si dimostrò irriducibile avversario di Cavour e dei governi di destra che, attuando una politica liberista, condizionavano lo sviluppo e gli interessi della Sardegna. Per le sue posizioni talvolta “anticlericali” (s’impegnò sull’abolizione delle decime, sostenne l’introduzione del matrimonio civile, guidò commissioni d’inchiesta sull’operato di vescovi, etc.) si conquistò il critico giudizio storico dello scrittore ecclesiastico Filia che, con significativo disprezzo, lo definirà “l’ex canonico apòstata”.  Nell’Asproni è stata intensa l’attività pubblicistica e di collaborazione ai giornali democratici, che ne documentano pensiero e percorso ideale, mentre l’azione politica e parlamentare, dal 1855 al 1876, è contenuta ampiamente nella monumentale opera autobiografica “Diario Politico”. Il politico sardo si spense a Roma il 30 aprile 1876 e Pasquale Stanislao Mancini, commemorando il bittese, concluse con queste parole: “In Asproni pareva rivivere uno di quegli antichi e severi modelli di storica virtù che Tacito seppe così al vivo dipingere col suo sovrano pennello”.

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