IL RITORNO DI VENERE: UNO SGUARDO ALLE STELLE E A "S'ISTEDDU DE SOS ANZONARZOS"

il pianeta Venere

di Tonino Bussu

Mancava ormai da parecchi mesi perché in congiunzione col Sole ultimamente, mentre questi giorni è riapparsa in tutto il suo splendore sul nostro Cielo la sera. E gli appassionati di stelle e astri celesti hanno accolto con grande entusiasmo il ritorno del pianeta Venere che ogni sera ora ci accompagnerà, appena tramontato il Sole, per un lasso di tempo sempre più lungo. E così se appena cala la notte guardando verso Ovest osservate un solitario splendido astro  è Venere che si presenta in tutto la sua luminosità apparendo nel cielo per prima, mentre le stelle pian piano, a mano a mano che l’oscurità diventa più intensa, punteggeranno la volta celeste. Quindi Venere è il primo astro che sorge la sera, sempre a Ovest, mentre quando in seguito sorgerà la mattina, qualche ora prima del Sole, sempre a Est, sarà l’ultima a scomparire, a tramontare, ad annegare sopraffatta dalla luminosità del Sole. Dunque una regola per ammirare questo bel pianeta è  che, quando si presenta la sera, è sempre a Ovest, e segue, è dietro il Sole, mentre quando appare la mattina è sempre a Est e precede il Sole. Da questi movimenti deriva il detto che Venere è il primo astro che sorge(la sera) e l’ultimo che tramonta(la mattina). Presentandosi così  relativamente vicino al Sole in certi periodi all’alba e in altri al crepuscolo gli antichi credettero per secoli che si trattasse di due astri distinti: Lucifero quello del mattino e Vespero quello del crepuscolo. Mentre in seguito si resero conto che era lo stesso pianeta.  La sua luminosità è veramente incantevole tanto è vero che è 12 volte più brillante di Sirio, la stella più luminosa del cielo che i sardi chiamano isteddu de obresci o arbeschida, la stella dell’alba, ricordando il momento in cui sorge nei mesi estivi. Per la sua luminosità gli antichi dedicarono questo pianeta alla dea della bellezza e dell’amore, mentre Dante lo chiama ‘lo bel pianeta’, nel Primo Canto del Purgatorio, e così lo descrive: ‘Lo bel pianeta che ad amar conforta/ facea  tutto rider l’oriente/ velando i pesci ch’eran di sua scorta’. Rispetto agli altri pianeti la sua rotazione è retrograda per cui, se ci trovassimo su Venere, vedremmo sorgere il Sole ad Ovest e tramontare ad Est, al contrario che sulla Terra Venere non possiede né satelliti né anelli e si muove intorno al Sole lungo un’orbita quasi circolare, alla distanza di 108 milioni di chilometri; una rivoluzione completa dura 225 giorni terrestri. Su Venere si raggiunge una temperatura di 475° C, tanto alta dunque da poter fondere un metallo, per cui è del tutto inospitale e  impossibile viverci. Una particolarità poco conosciuta di Venere sono le fasi, simili a quelle della Luna, che Galileo scoprì nell’autunno del 1609 quando da Padova per la prima volta ha puntato su questo pianeta il suo famoso cannocchiale. Abbiamo quindi Venere piena, metà, un quarto e nuova  e queste fasi rafforzarono la convinzione di Galileo della bontà e veridicità del sistema copernicano rispetto a quello tolemaico. I sardi chiamano Venere  ‘s’istella’ o  ‘s’isteddu de sos anzonarzos’ forse perché paragonano ad esso gli agnelli migliori, i più adatti per la macellazione e per il mercato. Tanto è vero che il verbo ‘istellare’ in lingua sarda significa proprio scegliere gli agnelli migliori e ucciderli per fini commerciali.

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