IL PROGETTO "CIRCOLI SARDI 2.0" AL "SARDISCHES KULTURZENTRUM" DI BERLINO: SOLUZIONI INNOVATIVE PER LA GESTIONE DELLE ASSOCIAZIONI DEGLI EMIGRATI ALL'ESTERO

visibili nella foto da sinistra: Fabrizio Palazzari, Alexandra Porcu e Georgia Valeria ... (ci dirà prima o poi il suo cognome tedesco)

di Fabrizio Palazzari – Tramas de Amistade

In un contesto mondiale sempre più globale e competitivo la rete delle associazioni dei sardi residenti fuori dall’Isola rappresentano una risorsa potenzialmente strategica per la promozione culturale ed economica della Sardegna. Per fare questo però è necessario superare tutta una serie di criticità, dalla gestione delle attività culturali al coinvolgimento della nuova emigrazione professionale, che non sempre possono essere affrontate con gli strumenti tradizionali. Il progetto “circoli sardi 2.0”, sviluppato dalla Tecnai di Cagliari per il Sardisches Kulturzentrum Berlin e.V. (Circolo Sardo di Berlino, ndr) e presentato ufficialmente a Berlino venerdi 21 ottobre 2011, rappresenta in questo scenario una soluzione innovativa ed una buona pratica di immediata replicabilità.

Berlino e le opportunità per i sardi all’estero Il Sardisches Kulturzentrum Berlin e.V. è la più giovane delle quindici associazioni affiliate alla Federazione dei Circoli Sardi in Germania che, nel momento in cui si è rivolta a dei professionisti per l’analisi e lo studio di un progetto di rilancio, aveva già maturato la consapevolezza della necessità di un programma interno di rinnovamento del suo funzionamento. Pertanto, sin dall’inizio, si è potuto contare su una forte sponsorship del progetto, sia da parte del Presidente che degli altri organi direttivi, che ha permesso di coinvolgere attivamente l’intera associazione nelle fasi di analisi, pianificazione e realizzazione del progetto. Per la rilevazione dei problemi e delle criticità si è partiti dall’individuazione di quei fattori che rappresentavano gli ostacoli effettivi o potenziali al perseguimento degli obbiettivi associativi. Innanzitutto non esistevano meccanismi consolidati di trasferimento delle esperienze, delle competenze e delle informazioni tra le varie generazioni di membri degli organi direttivi. Come conseguenza si veniva a determinare un eccessivo carico di lavoro e di responsabilità su un numero ristretto di persone con dei costi, in termini di tempo ed energie, molto elevati. Un’ ulteriore criticità era da attribuire ad un livello di dotazione di infrastrutture e competenze informatiche e gestionali non adeguate ad una gestione ottimale dell’amministrazione e della comunicazioni con i soci e con tutti i portatori di interesse. Come risultato, nonostante l’eccellente livello delle attività culturali realizzate e nonostante la forte dedizione e passione di tutti i volontari, vi era il rischio concreto di non riuscire a cogliere tutte le opportunità offerte dalla capitale tedesca e di non valorizzare appieno lo straordinario bagaglio di competenze e di relazioni dei giovani di prima e nuova emigrazione professionale.

Il progetto “circoli sardi 2.0”: tre strumenti ed un modello organizzativo In base a questa diagnosi è stato elaborata una proposta progettuale articolata fondamentalmente in quattro ambiti principali rappresentati dalla definizione di un nuovo modello organizzativo dell’associazione e dall’individuazione di tre strumenti che ne garantissero l’efficacia e l’immediata applicabilità ed operatività. Il modello organizzativo è l’elemento concettualmente più importante del progetto che descrive, con un approccio intuitivo e visuale, come l’associazione crea e trasferisce valore ai suoi associati. La piattaforma di formazione a distanza (FAD) costituisce invece il primo dei tre strumenti precedentemente menzionati ed è finalizzata a garantire la comprensione del modello da parte degli associati attraverso un corso annuale, in modalità e-learning, sulla gestione di un circolo. Attraverso quindici video lezioni, integrate da documenti di supporto e da due seminari in aula, sarà possibile apprendere come progettare, organizzare, gestire e comunicare le attività di un circolo culturale sardo. Gli altri due strumenti intervengono invece sulla dotazione tecnologica e sulle capacità di comunicazione e gestione. Si tratta del nuovo portale web CMS, acronimo dell’inglese Content Management System (letteralmente “sistema di gestione dei contenuti”, ndr), sviluppato per facilitare la gestione dei contenuti del sito svincolando i responsabili dell’associazione dalla conoscenze di tecniche informatiche avanzate, e di un sistema informatico per la gestione delle relazioni con i soci e con tutti i portatori di interesse dell’organizzazione (inclusi i donatori). La vera innovatività del progetto non è da attribuire solo ai singoli strumenti, peraltro disponibili da diversi anni anche in modalità open source, quanto all’approccio integrato e centrato sull’organizzazione che è stato adottato. Partendo da un’analisi accurata e condivisa delle problematiche dell’associazione si è elaborato un modello di organizzazione da trasferire ad ogni singolo partecipante in modalità e-learning e supportato da strumenti di comunicazione e di gestione. Il progetto “circoli sardi 2.0” parte dal riconoscimento dell’importante valore dei circoli sardi per rimuovere tutte quelle barriere che impediscono di esprimere appieno le loro potenzialità. Nel caso berlinese l’associazione potrà adesso gestire in maniera più efficiente il suo funzionamento interno, focalizzando così le sue energie nella creazione di valore da trasferire ai suoi soci ed ai suoi portatori di interesse.

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