IO E GLI EMIGRATI SARDI: UN DIALOGO BASATO SULLA FIDUCIA E LA RECIPROCA STIMA (REPLICA DELL'ASSESSORE ALLE PAROLE DELLO SCRITTORE MARCELLO FOIS PUBBLICATE IL 31 OTTOBRE)

Antonello Liori è Assessore al Lavoro e all'Emigrazione della Regione Sardegna

di Antonello Liori

Per fare gli scrittori occorre tanta fantasia, per essere un “autore prolifico” (come si legge nel suo sito ufficiale) occorre essere dotati di una rara capacità onirica. Dell’articolo di Marcello Fois, si capisce che la sua passione per la cinematografia l’ha portato a sceneggiare un film che, in occasione del Congresso FASI, ha visto solamente lui. Ero certo che i congressisti avrebbero legittimamente fatto “barba e capelli” alla Regione. Ciò nonostante, come Assessore del Lavoro con delega all’emigrazione ho ritenuto opportuno, seppure insediato da appena due mesi, non far mancare il mio apporto di idee, ma soprattutto mio dovere ascoltare la voce di questo pezzo di Sardegna lontano dall’Isola. L’accoglienza che ho ricevuto ad Abano Terme è stata ben diversa da come si potrebbe evincere dall’articolo. Infatti, è stata cordiale, attenta, fiduciosa, a tratti anche affettuosa. Nel mio intervento ho concordato sulla necessità di rivisitare la legge del 1991, aprendo al confronto con le associazioni per una nuova proposta. Ho detto che l’importante somma stanziata (nel 2011: 3,8 milioni di euro) obbliga a rivisitare funzioni, regole e criteri per una migliore distribuzione delle risorse, con l’obiettivo di premiare la qualità delle iniziative, valorizzando il patrimonio umano e culturale che ha contribuito a far conoscere la Sardegna nel mondo. Mi sento molto vicino a questi sardi che testimoniano un forte senso di appartenenza ad una medesima comunità, che si sentono uniti da un sentimento identitario  e sono convinto che meritino grande attenzione da parte delle istituzioni regionali. Perciò, troveranno in me un attento e sensibile interlocutore. Ho portato loro il saluto del ‘popolo sardo residente’, perché gli emigrati non amano più essere chiamati tali, ma si considerano ‘sardi non residenti’. Quanto al “pensiero orizzontale”,  citato con intenti offensivi nei miei confronti dal laureato in italianistica, sono un semplice cardiologo, che si dedica alla politica da 40 anni e che rappresenta il popolo sardo nelle Istituzioni da quasi 20, e non sono appassionato ad elucubrazioni filosofiche. Ho il dovere di farmi capire senza esibizioni linguistiche, evitando di trasformare la conoscenza in strumento di faziosità da bar dello sport, più che da barberia.

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