IL POPOLO SARDO DIFENDA IL METANODOTTO: LA SARDEGNA RISCHIA DI PERDERE UN'OCCASIONE EPOCALE DI RESPINGERE I MALDESTRI TENTATIVI DEI PETROLIERI E DEI SIGNOR NO


di Mauro Pili 

 Il metanodotto è un’occasione storica per il popolo sardo. E’ una delle più importanti opportunità che abbiamo mai avuto per invertire la storia economica della nostra regione uscendo dall’isolamento energetico e diventando centrali nel Mediterraneo. Ora per colpa di ritardi, negligenze e distinguo ideologici privi di qualsiasi fondamento rischiamo di far morire quel progetto. Occorre fermare l’interesse particolare per far prevalere quello di un popolo intero. Ci sono veti ideologici che fanno a pugni con la disoccupazione, con la povertà, con la crisi economica. Sono la negazione dell’autonomia sarda che dovrebbe avere come primo obiettivo quello di superare i divari, a partire da quello energetico, per mettere la propria terra e il proprio popolo alla pari delle altre regioni d’Europa. Ci sono troppi nemici del metanodotto e della Sardegna che stanno cercando di sfruttare ritardi e malsani veti ideologici per far affondare il progetto del metanodotto. I sardi rischiano di pagare un conto elevatissimo per le croniche divisioni, per il perenne auto-boicottaggio, per l’insipienza di chi vede tutto come un’eterna invasione di predoni. Serve uno scatto d’intelligenza e lungimiranza. Basta porsi una domanda: per quale motivo i petrolieri sono contrari al metanodotto? E’ una contrapposizione atavica tra chi vorrebbe gestire in termini monopolistici l’approvvigionamento   energetico e chi ha invece il dover di perseguire tutte le strade per uscire dall’isolamento e dal ricatto. E’ indispensabile che i sardi aprano gli occhi, conoscano direttamente i dati, le opportunità, il tipo di progetto. Occorre che ognuno diventi artefice del proprio futuro. Non bisogna far decidere a pochi talebani del No in nome e per conto del popolo sardo. E’ inspiegabile che solo ora che il progetto ha superato analisi, valutazioni d’impatto ambientale, si pongano ostacoli molto spesso solo dogmatici e superficiali. Com’è possibile che nessuno abbia sollevato ufficialmente e a tempo debito i problemi che oggi tardivamente si pongono per la realizzazione del metanodotto? Stiamo rischiando di perdere una congiuntura internazionale che rendeva particolarmente favorevole la realizzazione del metanodotto. Ritardi ingiustificabili rischiano, invece, di far saltare quella che l’Unione Europea ha definito opera strategica nelle reti trans europee energetiche. Occorre stringere i tempi e definire una road map che entro dicembre dia il via libera finale al progetto per consentire ai soci di Galsi di pianificare l’avvio dell’opera. Sono stati già spesi 100 milioni di euro di progettazioni, l’Unione Europea ha già stanziato 120 milioni di euro e la proiezione internazionale del consumo del metano dice che tra non molto ci sarà una riduzione delle riserve del nord Europa e che quindi occorre tener pronte alternative valide di approvvigionamento. Per questo motivo avviamo da oggi un’operazione verità per far conoscere ai sardi l’importanza del metanodotto, dei risparmi e delle opportunità di sviluppo e occupazione. Prima di tutto bisogna sgombrare il campo dalle argomentazioni inconsistenti di chi parla di ennesima servitù: siamo nel campo delle sciocchezze. Il metanodotto servirà prima di tutto la Sardegna, considerato che la nostra Regione sarà la prima ad essere attraversata dal metanodotto. A chi sostiene che il tubo passerà senza consentire gli allacci si deve rispondere senza tentennamenti, per respingere farneticazioni che coincidono con ignoranza e a volte malafede. Basta studiare le leggi e i progetti. Le norme dicono che bisogna prevedere uno slaccio massimo ogni 15 km. Il metanodotto che attraversa la Sardegna sarà lungo 272 km e prevede 38 slacci di interconnessione con le reti secondarie dei centri abitati e delle zone industriali e artigianali. Se la matematica non è un opinione ci sarà una connessione in media ogni 7/8 km. E’, dunque, falsa la notizia secondo la quale non sarebbero previste interconnessioni. Qualsiasi soggetto gestore, che dovrà essere individuato con  procedure concorsuali, avrà il compito di provvedere agli allacci. Chiedere oggi che si realizzino gli slacci, prima di fare il metanodotto, è come pretendere di fare il tetto di una casa prima di aver realizzato le fondazioni. Siamo al demenziale. Così come è privo di qualsiasi fondamento sostenere che il costo del metano in Sardegna sarà superiore. Il sistema dei prezzi è regolato da un’Autority per il gas e nessuno potrà manipolare i prezzi a scapito dei sardi. Un dato è, invece, certo: il metano consentirà al sistema Sardegna un risparmio tra il 30/40% del costo energetico. Basta vedere la comparazione elaborata nel dossier allegato per rendersi conto che con il metano c’è un risparmio del 60% rispetto al costo della benzina. Ogni famiglia sarda risparmierà quasi la  metà degli attuali costi energetici. Le industrie della Sardegna avranno un risparmio di 200 milioni di euro all’anno. Dopo le rassicurazioni sui tempi dell’iter da parte del Ministro Romani ora bisogna presentarsi compatti al tavolo della conferenza dei servizi. Con una posizione univoca e chiara: la Sardegna vuole il metanodotto con forza e determinazione. Le imprese sarde abbiamo il massimo coinvolgimento possibile. Si chiariscano in tempi rapidissimi le questioni tecniche che si possono facilmente risolvere ma non bisogna in alcun modo andare oltre  dicembre con l’autorizzazione finale, dopo potrebbe essere troppo tardi. 

 

5 risposte a “IL POPOLO SARDO DIFENDA IL METANODOTTO: LA SARDEGNA RISCHIA DI PERDERE UN'OCCASIONE EPOCALE DI RESPINGERE I MALDESTRI TENTATIVI DEI PETROLIERI E DEI SIGNOR NO”

  1. Ma Pili lo sa che non faranno alcuna rete di distribuzione in Sardegna, lo sa che il metano passerà con gravi rischi per tutti e non si fermerà a scaldare le nostre case e a cuocere i nostri cibi?
    Qualcuno dovrebbe informarlo.

  2. se non ho capito malissimo non c’è impedimento alla creazione delle reti di distribuzione locali a partire da uno dei vari snodi. ma dovrebbero essere i comuni a richiedere l’allaccio.

  3. E a pagare per tutta l’infrastruttura: è una vergogna che come indennizzo per la servitù di passaggio non sia prevista la creazione della rete.

  4. La rete distributiva è a spese dei comuni sardi, viene solo concesso l’allaccio, il potere energetico del metano è il 30% in meno del gpl, la tassazione sull’uso non esclusivo per la cottura è al 21%, l’impatto ambientale incalcolabile, con deviazioni di fiumi (pericolosissimo da come ci fanno vedere le cronache di questi giorni della Liguria e del recente passato in Toscana), strade e quant’altro si trova lungo il percorso… Il gas non finirà solo nel Nord Europa, ma ovunque, quindi anche in Algeria. A me sembra la solita situazione che essendoci una marea di soldi in ballo, se li vogliono mangiare a quattro ganasce e a noi ci vogliono propinare una pillola molto velenosa..

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