INTERVISTA A MAGALI' MISSES SERRA, GIOVANE DEL CIRCOLO "RADICI SARDE" DI SAN ISIDRO IN ARGENTINA

il nonno di Magalì era originario di Tresnuraghes
il nonno di Magalì era originario di Tresnuraghes

di Massimiliano Perlato

Il suo nome è Magalì Fabiana Misses. Ha nel cognome materno Serra, la sua mal celata sardità. Già, perché la giovane sardo – argentina, nata nel 1986 a San Isidro un sobborgo di Buenos Aires, ha nel suo cuore la Sardegna. Ed è da questa ricerca delle origini, che la matassa della sua vita, si dipana con caparbietà. Qualità, che fa parte del suo modo di essere. Magalì ama sottolineare questo aspetto della sua famiglia d’origine soprattutto in Argentina.

Serra è il cognome di mia mamma, anche se non è scritto nel documento nazionale d’identità, lo uso comunque perché lascia in evidenza la mia discendenza sarda.

E del nonno Domenichino, nato a Tresnuraghes nel 1934, che Magalì ha perso quando era ancora molto piccola, sono tanti i racconti che parlano di lui e dell’isola della vasta comunità dell’emigrazione sarda che vive a Buenos Aires. Magalì si è diplomata in Umanità e Scienze Sociali nel 2003 al Collegio Santa Isabel. E per diversi anni ha studiato l’italiano alla “Dante Alighieri di San Isidro”. Attualmente studia Grafica Pubblicitaria all’Università di Buenos Aires (UBA). Come ama sottolineare lei stessa, “sento dentro di me la vocazione per il teatro e tutto quello concerne la recitazione”. Ed è anche da questo fattore che è nato il suo dialogo con il circolo “Radici Sarde” di San Isidro, dove lei è responsabile dei giovani.

Magalì, ci parla della vita del circolo nel nord di Buenos Aires.

La storia del nostro circolo comincia grazie alla forza e il sentimento di un gruppo di persone coraggiose, soprattutto donne.

Una evoluzione continua dal 1998 in cui si sono intrecciate vicissitudini ed incontri più o meno casuali che hanno portato alla fondazione del “Radici Sarde” in cui appare palese come sia stato determinante il ruolo della donna nei quadri dirigenziali.

Una delle fondatrici, Susana Manca, è professoressa di Espressione Corporale e nell’anno della fondazione, il 2000, aveva organizzato un corso per i discendenti sardi. Tanti ragazzi lo hanno frequentato. Da lì è nato un grandissimo legame fra tutti noi. In quel frangente ho avverato il desiderio artistico della recitazione, attraverso la musica e il ballo.

Magalì racconta come un fiume in piena, le tappe importantissime che hanno caratterizzato il percorso del “Radici Sarde”, come la sede propria nel 2005, e i presidenti che hanno accompagnato questo percorso: da Pablo Fernandez Pira per due legislature all’attuale presidente Anna Ruiu. E poi la recitazione.

Ho continuato a studiare teatro con un gruppo giovanile del comune al cui appartengo. Ho avuto la possibilità di realizzare diverse opere di teatro, cortometraggi e ho lavorato nella televisione argentina. Facevo parte del cast di uno dei programmi comici più visti in Argentina.

La svolta per Magalì, in riferimento al circolo sardo c’è stata nel 2006 quando Juan Morello Coga, attore e direttore di teatro nonchè socio fondatore del “Radici Sarde”, ha costituito un gruppo teatrale costituito dai soci.

Da quel momento in poi, abbiamo avuto la possibilità di forgiare un bellissimo gruppo di attori e amici sardi, di creare delle bellissime manifestazioni e opere di teatro, e soprattutto di partecipare ad eventi importantissimi a livello comunale e provinciale. Sono già tre anni che ci contatta il Governo di Buenos Aires per prender parte alla loro manifestazione chiamata “Teatro por la Diversidad” nella quale si presenta un’opera per ogni associazione di immigrazione straniera presente in Buenos Aires, e attraverso il nostro gruppo rappresentiamo non solo la Sardegna, ma tutta la comunità italiana.

Ed in questa chiacchierata, è d’obbligo parlare del film “Destinu Argentina” dove Magalì Misses è attrice protagonista.

Senza dubbio, una delle esperienze più belle vissute in questi anni, è stata la realizzazione del nostro cortometraggio. Tutto è cominciato da una iniziativa- concorso della Cineteca Sarda rivolta ai circoli dei sardi nel mondo. Juan Morello Coga, ha presentato un copione, la sua storia ricordava gli sposalizi per procura che si realizzavano intorno agli anni ’50. Abbiamo ottenuto una menzione speciale per la quale il comune di Asuni ci ha dato una parte del  finanziamento. L’esperienza vissuta è stata fantastica: con Pablo Fernandez Pira abbiamo avuto l’onore di poter dare vita ai protagonisti della storia che ha preso forma dai racconti dei nostri genitori, nonni e bisnonni sardi.

Per Magalì questo è un periodo di riscoperta delle proprie radici.

Da piccola ho sentito parlare della Sardegna, vedevo foto di tanti paesaggi meravigliosi, di strade strette, di case antiche, dei nuraghi, dei gioielli sardi e dei costumi tipici appesi al muro del circolo, nel libri, nei video e sembrava quasi una favola questo posto così lontano e incantevole, quanto misterioso.

Nel 2008 l’associazione di tutela FILEF ha organizzato un corso a Cagliari dedicato ai giovani discendenti di origine sarda. Magalì quasi per gioco e anche un po’ per caso, dopo aver mandato la domanda di partecipazione, viene ammessa al corso di due settimane che si è svolto in Sardegna.

La felicità che ho provato in quel momento non la posso descrivere, ma non è stata nulla in confronto a quello che ho provato quando ho visto dall’aereo i confine dell’isola. Era la prima volta che andavo in Sardegna e tutto sembrava un sogno. Quei giorni a Cagliari, sono stati i più eccitanti della mia vita, non solo per aver conosciuto la Sardegna, ma anche per essermi relazionata con tantissimi giovani di origine sarda provenienti da paesi diversi.

Magalì, di origine abruzzese di parte paterna, ha avuto modo in quell’occasione di visitare anche quei luoghi. E lì ha anche scoperto l’amore: uno di quegli amori a distanza, separati nel suo caso da un oceano. Pensando a lui, Magalì sospira.

Un giorno proveremo a sistemare i nostri destini per stare insieme.

Successivamente le esperienze nel 2010 e 2011: il viaggio in camper nell’entroterra sardo insieme ad altri quattro ragazzi di origine sarda dell’Argentina e degli Stati Uniti, dove è stato analizzato nei contatti con la popolazione locale, il fenomeno dell’emigrazione e poi il recente Meeting dei giovani sardi nel mondo. Per Magalì, un ricco mosaico di esperienze indimenticabili che hanno lasciato traccia indelebile nel suo animo dell’importanza della Sardegna nella sua vita e nella sua quotidianità. Ma il suo pensiero prima di concludere è sempre per quel nonno pressoché mai conosciuto, per riscoprirne i luoghi e le origini della  “sua” amata isola.

Dopo il viaggio in camper, sono andata per conto mio a Tresnuraghes, a conoscere finalmente il paese di mio nonno e a conoscere i parenti. Una grande emozione vissuta tra lacrime e vecchie fotografie dei miei nonni e di mia mamma in bianco e nero.

Magalì ci parla dei suoi sogni per il futuro.

Sarebbe bello avere la possibilità di dare continuità a quanto cominciato nel Meeting del 2011, con nuovi confronti generazionali per poter dar continuità alle associazioni sarde degli emigrati. E poi, ed è il sogno più grande, portare un giorno il gruppo teatro del “Radici Sarde” a recitare le nostre opere in Sardegna.

13 risposte a “INTERVISTA A MAGALI' MISSES SERRA, GIOVANE DEL CIRCOLO "RADICI SARDE" DI SAN ISIDRO IN ARGENTINA”

  1. Ciao ragazzi,
    Bellissimo l’articolo, complimenti a tutti e due, siete bravissimi!
    Adesso lo pubblichiamo sul ns. facebook!
    Mi é piaciuto un sacco, é molto allegra la presentazione del Circolo e le foto di Maga sono troppo belle!
    Baci,

  2. Quiero decirles que Magalí con este artículo me ha emocionado mucho, por eso lo publiqué en el facebook del Círculo y Pina lo publicará en el blog.
    Además de ser un artículo “alegre”, me ha gustado mucho la forma de encararlo.
    Yo en particular me emociono porque la contacté con Max hace pocos meses, para que hablara del tema de los jóvenes (que de hecho lo hizo y fue publicado en Tottus in Pari) y porque habla de la “svolta” del Círculo a partir de 2006, o sea que plasma todo lo que hemos hecho en estos últimos años, sin dejar de lado los inicios con las mujeres “corajudas” de las cuales ella habla que fueron las fundadoras.
    Por otro lado pone de relieve el papel del grupo de teatro y el resultado del cortometraje, porque es ahí donde ella ha logrado lucirse desde siempre, y por último me emociona porque la idea de crear un grupo de teatro surgió en Sardegna justamente en el viaje del año 2006 cuando acompañé a la delegación de “personas de edad avanzada” y con Juan Merello, a quien conocí en ese viaje, nos propusimos de armar un grupo de teatro a nuestro regreso, y así fue, lo hicimos y hoy hemos llegado a nuestra realidad.
    El corto no deja de darnos satisfacciones, el lunes lo hemos presentado en el Ciclo de Teatro del CRENAI y todos han quedado asombrados de lo que hemos hecho.
    Les quiero mandar un saludo especial a Nora y a Oscar, los padres de Magalí, porque han sabido inculcar en ella el amor a sus raíces y eso lo estamos viendo ahora! En poco tiempo llegará el turno también para Denise, que se está preparando.
    Ringrazio anche Max Perlato, perché ha dato il tocco giusto all’articolo, grazie amico!
    Saludos a todos,
    Pablo

  3. Hola Gente:
    Les mando este correo desde Parla ( 50 km.de Madrid)
    Realmente es una gran alegrìa leer todas estas buenas cosas que le ocurren al cìrculo, mejor dicho a las personas que integran el cìrculo. Es doblemente loable que las segundas y terceras generaciones de Sardos tengan el sentimiento de sardita que supieron heredar de sus bisabuelos, abuelos y padres y los expresen y demuestren con ese profundo sentimiento de pertenencia.
    Para aquellos que hemos nacido en la isla y que por distintas razones debimos alejarnos de ella, vemos con profundo orgullo a los jòvenes descendientes que riegan y afianzan por el mundo las raices de esa tierra y pueblo maravilloso.Mi humilde reconocimiento por ello.
    Les comento que aquì, pese a la crisis, la gente sigue su vida y casi tan alegre como lo vì en èpocas pasadas. Se continùan haciendo caminos,puentes, vias ferreas y obras. Quizas bajò la construcciòn de viviendas, yà que hay muchas y los precios de las mismas son mas baratos que años anteriores tanto para alquilar como para comprar, pero igualmente sigue siendo caro para quien no tiene empleo o un ingreso razonable.Lo que sì muchas cosas, comida, ropa, electro, autos, etc. son en general mas baratos que en Argentina, ya que aquì mantuvieron sus precios o bajaron en los ùltimos años.
    Ya hablaremos cuando nos volvamos a encontrar.
    Les mando a todos un afectuoso saludo y hasta pronto.

  4. Si bien hice un comentario en el facebook, te reitero el agradecimiento por todo lo que haces por la imagen de nuestro Circulo en las tierras sardas. No solo nos haces quedar muy bien como
    Círculo, sino también a los jóvenes argentinos. Sos nuestra EMBAJADORA JUVENIL por excelencia. Espero que los demás jóvenes puedan seguir representándonos del mismo modo, cuando se presenten las distintas oportunidades que seguro no faltarán

  5. Hola a todos!
    Muchas gracias por las palabras y el reconocimiento! esta entrevista fue una experiencia muy linda y ùnica, y trate de disfrutarla al màximo. Simplemente abri mi corazon y me expresè con la mayor sinceridad posible. Igualmente el toque especial lo dio Massimiliano que es un verdadero profesional y una persona muy amable y con una excelente predisposicion.
    Les mando un beso y un abrazo a cada uno de ustedes y nos estamos viendo pronto!

  6. Estoy contenta y orgullosa por los logros realizados por Magui en la tierra de mis queridos abuelos Salvador y Juana, quisiera que tanto ellos como mi padre pudieran verlo, sentirían exactamente lo que siento ahora y mucho más. Sin dudas Magalí lleva Sardegna en el corazón y me conmueve saber que ella haya podido caminar por la tierra de mis antepasados.
    A todos Uds queridos compañeros les agradezco las lindas palabras hacia mi hija y en especial el saludo de Pablo para con nosotros sus padres.
    Les envío un fuerte abrazo.
    (toy emocionada)

  7. Brava! siamo orgogliosi di te, come di tutti gli emigrati e discendenti sardi che hanno la Sardegna nel cuore e fanno tanti sacrifici per valorizzarla.

  8. Mi rendono felice i vostri comenti e mi riempono il cuore! ma voglio dirvi che questo è solo l’inizio. Chiedo a tutti i sardi al mondo che trasmettano l’amore all’isola ai vostri figli e nipoti perchè ancora c’è molto da fare! io continuerò a lavorare per il circolo come faccio da un bel po’ di tempo ma facendo sempre più sforzo per offrire il mio umile aiuto alle generazioni più giovanili a diventare sempre più attive, sembrando l’interese di conoscere l’isola, di sapere più delle sue bellezze e dei suoi misteri. Vorrei che il Circolo sea un posto in cui i più giovanni si sentano parte, si sentano come “a casa”, godendo della compagnia dei più grandi e imparando da loro. Siamo una gran famiglia. Grazie!

  9. Sono bellissime le tue parole …chissà forse abbiamo un destino in comune anche mia nonna ” Raimonda Serra ” si chiamava come tuo nonno e era di Tresnuraghes …. Anche se non sono un’emigrata sono molto vicina a coloro che per necessità o per qualche altro motivo sono dovuti partire da questa meravigliosa isola. Cercate di ritornarvi vi farà sicuramente bene e se non potete rientrare scrivete , fatevi sentire e non dimanticate mai la sonorità dei dialetti, il profumo del mirto, il sapore del mare .

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