LA LANA DI PECORA: IL VELLO SARDO SBARCHERA' ALL'EXPO 2015 DI MILANO. E' SOSTENIBILE TRA COIBENTAZIONE E PANNELLI SOLARI


di Maddalena Brunetti – Sette

Dalle magliaie ai muratori, la lana di pecora abbandona il tessile e punta dritta all’edilizia naturale al 100%. Si perché il vello – è quello degli ovini sardi eccelle – è un ottimo isolante termico, evita i fenomeni di condensa, è antimuffa e battericida. E’ una barriera contro il rumore, migliora l’acustica dell’ambiente, non attira né accumula polvere ed è ignifugo: prende fuoco con difficoltà, sviluppa poco calore e poco fumo. Alte prestazioni che hanno fatto il successo dei cuscinetti isolanti: facili da stendere ed ecosostenibili. A coibentare le case di mezza Italia è un marchio sardo scelto per gli appartamenti temporanei dell’Expo 2015 di Milano, che ha chiuso l’ultimo bilancio con un fatturato superiore ai 500mila euro: Edilana, sede a Guspini. Il suo business, fatto anche di export, è in crescita: e si espande anche ad altri settori, rigorosamente “green”. L’ultima creatura è un particolare geotessile di lana di pecora, specifico per i pannelli solari, che consente un incremento di produzione energetica, ma sono allo studio soluzioni per l’agricoltura (un’alternativa ai teli di plastica) e l’arredamento (imbottitura per poltrone e divani). Senza contare che, assieme al marchio Ovile Sardo, l’azienda ha già prodotto culle e librerie in lana. Tutto ha preso il via a Guspini, la cittadina dei coniugi Oscar Ruggeri e Daniela Ducato, grazie alla “banca del tempo”, l’associazione in cui ciascun socio mette a disposizione qualche ora per dare a un altro socio una certa competenza. Una “correntista” aveva consegnato una gran quantità di lana di pecora che, poco apprezzata dal mercato, non era riuscita a vendere ed era costretta a distruggere. Lo smaltimento ha costi alti: la lana, considerata rifiuto speciale, è destinata all’inceneritore. Un gruppo di ragazzi, quasi per gioco, l’ha presa in consegna e ci ha foderato una casa di legno. Quando ci sono entrata, mi sono accorta che acustica e clima erano perfetti, ricorda la Ducato. Da qui il lavoro con la Tessile Crabolu: assieme hanno ideato macchinari e strutture per realizzare i materassini fonoassorbenti. Usare materiali naturali aiuta ad abbattere l’inquinamento indoor, sottolinea Ruggeri. L’azienda sarda ci ha creduto. E si allarga. Sta per lanciare sul mercato malte, pitture, calci, intonaci e base di latte di pecora, miele, olio d’oliva, spezie, birra, vinacce. Le prestazioni sono certificate e premiate (nel 2010 l’azienda si è aggiudicata il riconoscimento Ecomondo, fondazione per lo sviluppo sostenibile, e quello di innovazione amica per l’ambiente di Legambiente e Confindustria). I prodotti garantiscono: zero Voc (composti organici volatili) che per la normativa europea non devono superare i 30 grammi per litro), zero CO2, zero additivi sintetici e, primi in Europa, sono water free. L’acqua è un bene comune e poi, a conti fatti, quella contenuta nelle pitture la si paga quanto quella minerale, precisa Ducato. Ma è tutta la filiera a essere a basso impatto ambientale. Per noi un rifiuto speciale può diventare una risorsa speciale. Come la robbia: una pianta selvatica che noi trasformiamo in mordente e colorante. E’ considerata un’erbaccia, così abbiamo fatto una convenzione con dei giardinieri che la estirpano e ce la consegnano. Un risparmio per tutti visto che prima usavano i diserbanti. Inoltre si preservano le biodiversità e si ricostruisce quel legame tra architettura e agricoltura che la chimica ha spezzato, conclude Ducato.

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