"FRATELLI D'ITALIA" A ROMA: LA F.A.S.I. E L'ASSOCIAZIONE "IL GREMIO" OMAGGIANO LA CAPITALE E IL 150° ANNIVERSARIO DELL'UNITA' D'ITALIA


di Antonio Maria Masia

Dopo una preparazione di oltre 12 mesi, di grande impegno e particolare cura, ha finalmente avuto inizio, a Roma, la Mostra, per illustrazioni, satira, grafica  ed immagini, Fratelli d’Italia, ideata e voluta  dalla FASI la Federazione dei Circoli dei Sardi d’Italia. Dai Fratelli Sardi ai Fratelli d’Italia. Un passo d’affetto, un contributo di ri-conoscenza reciproca, un omaggio della comunità dei Sardi “di fuori” per celebrare e ricordare il processo unitario del nostro Paese. Ricordare, attraverso il prezioso apporto di opere di grafica, caricature, fumetto  e satira, il  sofferto percorso di coesione nazionale a partire dal regno di Sardegna verso il regno d’Italia ed infine lo Stato repubblicano, questo era l’obbiettivo.  Ma non solo. Si rischiava, consapevolmente, anche  di cogliere, seguendo il pensiero creativo dei numerosi autori italiani e stranieri (circa 500) che hanno partecipato al concorso FASI, l’attuale punto amaro e conflittuale della mancata e completa condivisione del valore e significato dell’unità. Ed inevitabilmente  anche questo messaggio  è venuto fuori in maniera diffusa.

Una bandiera tricolore che si lacera perchè tirata da parti opposte,infatti ci ammonisce, grazie ad  un disegnatore albanese, Agim Sulay vincitore dietro Benedetto Nicolini “Benny” nella “sezione  illustrazione”, circa la fragilità ai giorni d’oggi del risultato unitario. Ed ancora un “Senatur” che azzanna il tricolore, un Berlusconi che arbitra il 150° fra opposte fazioni, un calcio da un  Bossi/Stivale all’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, un netto taglio di mano da un agguerrito Calderoli/Rambo che spezza in due la Penisola, ed altre immagini e frasi ironiche, a testimoniare che non tutti,  forze civili e politiche, attribuiscono il giusto e dovuto riconoscimento  al momento fondante e unitario del Paese. Ma, al di là di questo  preoccupante filo “separatista”, che la Mostra  evidenzia  purtroppo molto bene (il momento attuale è indubitabilmente ricco di contrasti e polemiche visto che a poche settimane dal 17 marzo ancora non sapevamo se il giorno di ricorrenza del 150° fosse da assumere come festa nazionale, oppure no), la rassegna, nel prestigioso  teatro dei Dioscuri al Quirinale,  generosamente concessa dal 24 febbraio al 4 marzo dal Ministero dei Beni Culturali, si è rivelata splendida, fresca, giovanile, divertente e ricca di spunti e riflessioni. La FASI, avvalendosi della meritevole e fattiva collaborazione dell’Associazione dei Sardi di Roma “il Gremio”, anche in rappresentanza dell’Acrase e dei 4Mori, gli altri due Circoli romani, ha voluto iniziare da Roma il viaggio della Mostra Fratelli d’Italia. Dalla  terza e definitiva Capitale alla seconda  Firenze, a Torino la prima, ed infine a Cagliari la “precapitale” come l’ha definita lo storico Prof. Francesco Cesare Casula in occasione di una partecipata e dibattuta conferenza all’interno della Mostra. L’evento, già richiesto dalla 3° Università di Roma e dal Comune di Catania, è inoltre destinato a replicarsi in diverse città  e centri del Continente ove risiedono circoli sardi ed anche a varcare i mari o i cieli per “mostrarsi”  in Canada, Argentina,  Stati Uniti, Francia, Belgio Svizzera, Germania. Insomma ovunque c’è un circolo dei sardi, probabilmente ci sarà la Mostra. Da rilevare che, a conclusione di tanto peregrinare, tutte le opere troveranno  sa domo issoro e  meritato riposo presso il museo di Burgos, uno dei più piccoli paesi della Sardegna. Dallo spazio enorme per notorietà e dimensioni a quello minuscolo, ma amorevole, del paesino sardo!  La manifestazione  molto attesa a Roma, e che ha pienamente risposto alle aspettative, ha avuto un prologo di assoluto prestigio in una sede istituzionale: la sala delle Colonne di Palazzo Marini, resa possibile dalla Presidenza della Camera dei Deputati. Una presentazione  alle autorità nazionali e della Regione Sardegna, alla stampa, agli ospiti  ed ai vincitori del concorso,  introdotta e condotta da Antonio Maria Masia presidente del Gremio, e che ha visto il presidente della FASI Tonino Mulas illustrare le motivazioni dell’iniziativa, le finalità e il lungo e ammirevole lavoro svolto dai collaboratori della Federazione e segnatamente dal direttore tecnico Luca Paulesu e dal responsabile della Fasi centrosud, Bruno Culeddu. Tonino Mulas non ha mancato di ringraziare i componenti della giuria, presieduta dal celebre pubblicitario sardo Gavino Sanna, che ha saputo con competenza selezionare fra le 1200 opere pervenute,  le 100 finaliste ed infine le 17 premiate. E così pure il lungo elenco degli sponsor e patrocinatori, a partire dalle Regioni Sardegna, Toscana, Piemonte e Lazio, Provincia  e Comuni di Roma, Cagliari, Firenze e Torino, le  Acli, la Fondazione Banco di Sardegna… Non è mancato il saluto, al momento della premiazione  dei vincitori, delle personalità presenti, on. Federico Palomba, on. Mauro Pili, il prof. Francesco Margiotta Broglio, il sindaco di Cagliari Emilio Floris, la Consigliera sarda  del Comune di Roma Gemma Azuni, alla quale è stato riservato un particolare ringraziamento per l’aiuto costantemente assicurato ai circoli  romani, il consigliere regionale del Piemonte Stefano Lepri, il presidente onorario di corte d’assise Pierluigi Onorato, la responsabile dei Musei Civici di Cagliari  Anna Montaldo, il presidente della Fondazione Siotto  Aldo Accardo, l’on Franco Narducci.  Il consigliere Acli Michele Consiglio, il sindaco di Burgos Tore Arras… Dopo la lettura del saluto  inviato dal presidente del Comitato per il 150° Prof. Giuliano Amato e di un accorato e intenso messaggio unitario del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, Masia ha chiamato uno per uno gli artisti premiati che,  illustrati nella loro biografia artistica  dalla voce dell’attrice Ilaria Onorato, hanno “confessato” al pubblico presente le motivazioni delle loro opere, meritandosi  generosi applausi. E così in tanti abbiamo potuto conoscere autentici personaggi dell’arte del fumetto, della satira e della caricatura: Riccardo  Mannelli vincitore della “sezione satira”,  Benny e Agim Sulay,   Achille Superbi e Nicolò Melis vincitori della “sezione Sardegna”,  Ernesto Cattoni vincitore per l’opera definita “Pecora Nera”,  Mario Magnati “Marion” e Maddalena Fragnito De Giorgio premiati per la “sezione dentro la storia”, Gef Sanna premiato per la satira giornalistica unitamente a Franco Putzolu purtroppo assente, Stelvio Sciuto premio Videoclip, Francesco Frongia e Luca Abergoni premiati per “Sa die de sa Sardigna”. Assenti ma menzionati  il rumeno Mihai Ignat e l’argentino Hopracio Fidel Cardo, per la “sezione così ci vedono”  e Edoardo Mulas “Mulase”.  A conclusione della presentazione-premiazione un bel  buffet di prodotti sardi ha accompagnato  i commenti  assolutamente positivi dei   numerosi ospiti. La Mostra, due giorni dopo, arricchita ed impreziosita dalla partecipazione del maestro ed affermato scultore, a livello nazionale e non solo, Silvio Amelio, con alcune sue opere( fra l’altro  un bellissimo cartiglio in bronzo raffigurante i quattro padri del  nostro Risorgimento Mazzini, Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II°) ha visto la sua inaugurazione ufficiale da parte di Gemma Azuni, in rappresentanza del Sindaco Alemanno, e di Mario Segni presidente onorario del Gremio.  Altra chicca, l’esposizione per il periodo del grande libro sul Risorgimento realizzato dalla Edizioni Numismatiche rappresentata da direttore Angelo Corona. E nel corso dei nove giorni di apertura gratuita  al pubblico,  all’interno dei Dioscuri , nella bellissima  e capiente sala  teatro, alcune interessanti manifestazioni hanno completato e dato ulteriore contenuto e significato alla Mostra. La prima, nel corso della serata inaugurale è stata caratterizzata da un seguitisissima conferenza sul tema “Bell’Italia amate sponde” condotta da Neria De Giovanni, Presidente dell’AICL – Associazione internazionale dei Critici Letterari, che ha visto gli interventi della stessa Neria e degli scrittori Pierfranco Bruni sull’apporto all’Unità d’Italia  dalla letteratura  in genere e dalla   lingua nazionale in particolare comprese quelle minoritarie, da Maria Milvia Morciano, Antonio Mendoza e Annita Garibaldi Jallet con le “Donne nel Risorgimento”, e da Antonio Maria Masia con il tema Sud/Nord a rilevare la determinante partecipazione del Sud al miracolo unitario e la  preoccupazione e l’incongruenza di quella parte politica, non certo trascurabile, che ha nel suo  nome e cognome e statuto (art.1, che occorrerebbe far rimuovere) la finalità dell’indipendenza della Padania per la creazione di uno stato autonomo ed indipendente dall’Italia.  A conclusione della conferenza il Gremio ha regalato ai presenti il libro “Bell’Italia amate sponde” L’Italia nelle pagine degli scrittori, edizione Nemapress,  completo dell’intero ciclo di conferenze precedentemente tenute presso la Provincia di Roma ed in Campidoglio.  Il secondo incontro, come anticipato, ha riguardato una lezione magistrale del Prof. Casula che, in maniera incontrovertibile, deciso seppure
consapevole delle critiche che altri storici gli rivolgono, e coadiuvato  da immagini, date e documenti ha dimostrato che, almeno nei libri di testo e negli insegnamenti scolastici la storia del Regno d’Italia e poi della Repubblica non dovrebbe  prescindere dalla storia del Regno di Sardegna. E’ grazie a quello strumento statuario e organizzativo esistente sin dal 1324  che i duchi di Savoia diventati Re di Sardegna  nel 1720, danno corpo e sostanza alle idee e strategie di uomini con il passaporto sardo come  Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele, ed uomini con il passaporto di altri stati preunitari come Mazzini, Silvio Pellico, Piero Maroncelli, Attilio ed Emilio Bandiera, Carlo Pisacane, Jacopo Ruffini, Carlo Poma, Giovanni Zambelli, Enrico Tazzoli, Angelo Scarsellini e Bernardo De Canal… Una storia quindi quella del  Regno di Sardegna che andrebbe  conosciuta (a partire in primis dai Sardi) e ri-conosciuta e tenuta nel dovuto conto. Una tesi ampiamente sostenuta dal Prof. Casula nel libro “Italia il grande inganno 1861.2011”,  Carlo Delfino editore, “l’unico Stato al mondo che non vuole sapere quando è nato, dove è nato e qual’è la sua storia” La terza ed ultima manifestazione ha visto come protagonisti l’attrice, maddalenina, Ilaria Onorato che ha recitato ad un pubblico attento e coinvolto alcuni brani tratti da “Passavamo sulla terra leggeri” , il magnifico, immaginifico ed emozionante romanzo del grande Sergio Atzeni, scomparso ancora giovane nel mare di Carloforte. Un racconto che evoca il mito e la storia della nascita  del consolidamento e della civiltà del popolo sardo, dall’origine sino al giudicato della regina Eleonora d’Arborea. Una narrazione quella di Ilaria che ci ha perfettamente ed emozionalmente inseriti nelle parole appassionate, piene di un amore sconfinato per la sua e nostra Isola, di Marco Pinna, medico sardo fiorentino, che ci ha presentato un eccezionale documentario, da lui stesso realizzato nel corso di lunghi anni, intorno, sopratutto, alla civiltà nuragica. Una serie di immagini bellissime commentate da un non storico, non archeologo, non geografo, non del settore insomma, che, con spirito di  autentico e disinteressato servizio verso la sua identità sarda, ha descritto, coinvolgendo il numeroso pubblico presente, sardi e non,  gli oltre mille anni che hanno visto in Sardegna esprimersi  “una cultura “Nuragica” con un livello di raffinata sensibilità artistica, con uno sviluppo economico che ha rasentato l’opulenza, ma sopratutto con una profondità spirituale che davvero lascia incantati. Una cultura che merita il posto che le compete nella Storia.” Manco a dirlo, a chiusura di tutte le manifestazioni gli ospiti hanno potuto piacevolmente brindare e gustare in sardo con i prodotti della nostra Terra.

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