COSI' SULL'UNIONE SARDA, LA MANIFESTAZIONE DELLA F.A.S.I. "FRATELLI D'ITALIA" CON LE VIGNETTE DI SATIRA

in primo piano: in piedi Antonio Masia (Presidente de "Il Gremio" di Roma) e seduto Tonino Mulas (Presidente FASI)
in primo piano: in piedi Antonio Masia (Presidente de "Il Gremio" di Roma) e seduto Tonino Mulas (Presidente FASI)

di Carlo Figari

L ‘Unità d’Italia si festeggia anche così: con una grande mostra itinerante che, partendo dalla capitale, toccherà Firenze, Cagliari e Torino. E ancora sarà ospitata in diverse città della penisola e nei centri della Sardegna. Non solo Italia. Nell’ambizioso programma compaiono una serie di manifestazioni all’estero dove esiste una forte presenza di emigrati sardi, dall’Argentina al Brasile, dagli Stati Uniti all’Australia, passando nei maggiori paesi europei. Si intitola “Fratelli d’Italia” ed è l’omaggio della Fasi (la federazione delle associazioni sarde degli emigrati) all’evento nazionale dei 150 anni dell’Unità. Con il patrocinio della Regione, delle Acli, della Fondazione Siotto di Cagliari, di numerosi enti pubblici e privati e del gruppo editoriale de L’Unione Sarda, la Fasi ha promosso un concorso internazionale di opere di satira e grafica, giunto ieri alla cerimonia di proclamazione dei vincitori. Le opere selezionate, 150 su 1200 presentate, verranno esposte nella mostra che si potrà visitare da domani al 4 marzo nelle sale del Teatro dei Dioscuri, nel complesso di Sant’Andrea al Quirinale (via Piacenza 1). La stessa mostra successivamente comincerà il tour che la porterà a Firenze, che fu seconda capitale d’Italia, a Cagliari e quindi a Torino, le sedi storiche del regno di Sardegna diventato il 17 marzo 1861 regno dell’Italia con la solenne seduta del primo parlamento unitario. Il giro durerà per l’intero 2011, infine la mostra troverà una definitiva sistemazione nel piccolo centro del Goceano di Burgos dove verrà costituito il museo regionale della satira.  I particolari dell’iniziativa sono stati illustrati ieri a Roma nel sontuoso salone di Palazzo Colonna della Camera dei deputati, nel corso della cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso. «Un successo straordinario per numero di partecipanti (489 italiani e 189 stranieri) e di grande qualità con nomi di prestigio nel panorama degli artisti di satira e di grafica» sottolinea Tonino Mulas, presidente della Fasi ricordando che la mostra è il risultato di un lavoro durato due anni. Grazie all’attivismo del coordinatore Bruno Culeddu, del curatore scientifico Luca Paulesu, del presidente della giuria Gavino Sanna e dei rappresentanti dei circoli dei sardi di Roma, Torino, Firenze e della Lombardia, è stato possibile organizzare un evento che porterà il nome della Sardegna per la penisola e all’estero. Una richiesta è già arrivata da Venezia per ospitarla in un luogo di prestigio. «Questa mostra» rileva Antonio Maria Masia del Gremio dei sardi di Roma «è una testimonianza di fratellanza perché le celebrazioni per i 150 devono unire e non certo dividere». Un messaggio della ministra alle politiche giovanili Giorgia Meloni, poi le parole di soddisfazione – a nome di tutti i sindaci sardi – di Emilio Floris, qui nelle vesti di primo cittadino del capoluogo che dal 2 aprile al 10 maggio ospiterà la manifestazione alla Fiera e alla Galleria comunale. «Non è un caso che arrivi anche a Cagliari che si può considerare precapitale del regno d’Italia», afferma lasciando il dibattito sulla continuità statuale della sovranità agli storici. Il sindaco di Burgos Salvatore Arras accoglie con speranza il futuro museo della satira: «Sarà un’occasione per il nostro piccolo paese che in dieci anni ha perso 700 abitanti e dove c’è chi è disposto a lavorare per 500 euro al mese», dice. Il presidente della “Siotto” e presidente del comitato regionale per le celebrazioni dei 150 anni, professor Aldo Accardo, ricorda le numerose iniziative per le scuole e il lavoro degli storici per questa ricorrenza e ribadisce che il presidente Giorgio Napolitano entro l’anno verrà in Sardegna. Infine la parola a Gemma Azuni, consigliera comunale di Roma: «Da sarda colgo l’occasione per invitare i nostri politici regionali e parlamentari a battersi per la continuità territioriale», dice accorata: «Il rincaro delle tariffe dei traghetti è vergognoso, significa allontanare gli emigrati dall’isola». L’arte unisce, ma il mare e il cielo, senza una politica seria per i trasporti continua a dividere. 

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