LINGUA E' POTERE: RITARDA IN SARDEGNA L'UFFICIALIZZAZIONE DELLA "LIMBA"

la copertina della rivista "Limes"
la copertina della rivista "Limes"

di Costanzo Pazzona

L’ultimo numero dei Quaderni Speciali di Limes, da qualche giorno in edicola, è dedicato all’analisi geopolitica delle lingue nel mondo, in Europa, in Italia, nelle nazioni senza stato e negli stati plurinazionali. Lingua è potere è il sottotitolo a evidenziare la dimensione geopolitica delle lingue non da ultimo per le tensioni indipendentiste o la instabilità che  originano (per es. le quote etniche in SudTirol, Libano, Belgio, ecc). Alla Sardegna è dedicato un articolo a firma di A. Aresu che vale la pena di leggere e rifletterci sopra. Pocos Locos y Mal Unidos è il titolo che esprime l’opinione dell’autore circa i motivi del ritardo in Sardegna dell’”ufficializzazione della limba” rispetto ad altre realtà italiane a noi più vicine quali il Trentino –SudTirol, il Friuli V.G. e la Val d’Aosta. Gli effetti nefasti di questa incapacità dei Sardi a “ far prevalere la cooperazione e la collaborazione  sullo spirito individualista” non si manifesterebbe  solamente nel campo della lingua (tra Limba sarda unificada e Limba sarda comuna non disponiamo ancora di uno standard condiviso) ma in ogni campo della nostra esistenza come popolo , dalla politica  ( il mondo frastagliato dell’indipendentismo e dei movimenti nazionalitari) alla progettazione dello sviluppo economico  ed andando più lontano nel tempo nel mancato sviluppo del cooperativismo in tutte le sue forme. Indubbiamente la trappola individualista ed il rifiuto di una visione unitaria da parte dei Sardi è potente e permette, storicamente, ad altri, ai conquistatori di turno ed alla classe compradora, di risolvere il dilemma e di indirizzare il futuro dell’Isola in una direzione ad essi congeniale. A mio parere però c’è un altro aspetto che andrebbe preso in considerazione, ed è l’eccessivo formalismo nell’approccio al problema della lingua in Sardegna. Un esempio lo si ha nell’affermazione di Aresu “che la lingua è una occasione di autoaffermazione ed allo stesso tempo di equiparazione all’altro da se”, idea sicuramente condivisibile. Tuttavia  a sostegno di ciò vi è solamente il ricorrente riferimento a Wagner, sacrosanto ovviamente, mentre sono assenti – invece – riferimenti  a più concrete occorrenze nel mondo reale. Per essere più chiaro trovo frustrante che ogni volta che si parla di affermazione della lingua sarda si esibisca solamente la “carta d’identità“ della lingua stessa in cui si  afferma  ritualmente , con un chiaro intento consolatorio, che “la lingua Sarda, figlia del Latino, è sorella di tante lingue romanze di ampia diffusione”. Invece mi sembra che non si discuta  mai abbastanza sia dei fattori “immateriali” (università, editoria,media, stato nazionale,etc) che  dei fattori “materiali” che sono sottesi al successo o all’insuccesso nella diffusione della lingua sarda. L’impressione è che poco si analizzi l’insieme dei risultati raggiunti o che si intende raggiungere, se debbono essere le forze spontanee e/o l’intervento pubblico (o entrambe) il motore della diffusione e dell’affermazione della lingua  stessa . Qualora si adottasse anche questo punto di vista la riflessione potrebbe aiutare ad individuare quali sono le concrete condizioni materiali (per citare solo quelle economiche, oltre alla pastorizia lo sviluppo economico sostenibile,in particolare il turismo sostenibile,) che potrebbero consentire alla Limba  di sopravvivere come deposito di identità, irrobustirsi e diventare veicolo di più ampio respiro.

2 risposte a “LINGUA E' POTERE: RITARDA IN SARDEGNA L'UFFICIALIZZAZIONE DELLA "LIMBA"”

  1. Buon giorno e buon anno, sono Bruno il segretario del coro maschile
    “sucuncordiusinniesu”, stò organizzando
    le varie attività per il nuovo anno, sarei lieto di conoscervi e farci conoscere per vedere se
    c’è la possibilità di uno scambio tra
    le nostre associazioni.
    Per conoscerci potete visitare il nostro sito http://www.sucuncordiusinniesu.it
    Rinnovo gli auguri di un sereno 2011 a tutti voi e
    forza paris

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