"I PAESI DEGLI EMIGRATI SARDI, IERI E OGGI": A VERONA, CONVEGNO DEL CIRCOLO "SEBASTIANO SATTA"

immagine del convegno a Verona
immagine del convegno a Verona

di Tonino Bussu

Per iniziativa dell’Associazione dei Sardi di Verona, in base a un progetto finanziato dalla Regione Sarda, si è tenuto un incontro tra alcuni amministratori sardi per parlare della realtà dei loro comuni oggi e dei grandi cambiamenti che vi sono stati rispetto alla descrizione che di queste comunità troviamo nel Dizionario Storico-geografico, statistico e commerciale dell’Angius Casalis. Dopo il saluto del presidente dell’Associazione dei Sardi di Verona Maurizio Solinas, che ha sottolineato l’importanza dell’incontro anche per la valorizzazione della lingua sarda, Tonino Bussu, nella sua introduzione in limba, ha descritto le figure dei due studiosi, piemontese Goffredo Casalis, sardo Vittorio Angius, tutti e due abati;  il nostro tra l’altro è stato anche deputato del Parlamento subalpino. Studiosi e professori universitari entrambi, hanno girato in lungo e in largo la Sardegna l’uno e il Piemonte l’altro per raccogliere quante più notizie sui Comuni del Regno di sua Maestà il re di Sardegna. Regnava allora da qualche anno Carlo Alberto e l’Angius girò la Sardegna soprattutto tra il 1834 e il 1848, completando l’opera qualche anno più tardi e dandola alle stampe.

Questo monumentale lavoro è ancora oggi oggetto di studio e fonte di informazioni preziose per la conoscenza dei paesi sardi nell’Ottocento. Nell’incontro di Verona erano presenti amministratori dei Comuni di Ottana, Sinnai, Ula Tirso e Tratalias. Tonino Bussu ha sintetizzato quanto Vittorio Angius aveva detto di questi Comuni spaziando dal  clima alla presenza di stagni, ruscelli e  fonti d’acqua, dalle condizioni igieniche allo stato di salute della popolazione, dalle risorse economiche alle attività agropastorali e artigianali, dalla viabilità ai  siti archeologici,  chiese o cattedrali o altri monumenti religiosi, dal carattere della popolazione alla diffusione delle scuole. Sono intervenuti gli amministratori comunali dei paesi citati, dal sindaco di Tratalias Marco Piras alla consigliera di Ula Tirso Pietrina Cossu, dal vicesindaco e  assessore di Ottana Franco Saba e  Roberto Del Rio agli assessori di Sinnai Gianni Falqui e Matteo Aledda. Tutti hanno sottolineato i grandi cambiamenti che vi sono stati nei Comuni, soprattutto dal punto di vista igienico-sanitario e dei servizi, oltre che per la viabilità, l’istruzione e  l’economia, ma alcuni, come Tratalias e Ula Tirso, hanno evidenziato i problemi dello spopolamento, dell’occupazione, dello sviluppo. L’economia di queste due comunità è stata condizionata anche dalla creazione di invasi lacustri come la diga sull’Omodeo per Ula Tirso e quella di Monte Pranu per Tratalias. Quest’ultima diga ha prodotto conseguenze igieniche gravi e la presenza di tale e tanta umidità che gli abitanti di Tratalias hanno dovuto abbandonare il vecchio centro storico e crearne uno nuovo più a monte e al riparo dagli influssi negativi della diga che ha invece avuto effetti positivi permettendo l’irrigazione di gran parte del basso Sulcis e per l’approvvigionamento di Portovesme. Per Ula Tirso invece il grande invaso del lago Omodeo sul Tirso, che ha permesso l’irrigazione del Campidano di Oristano,  è stato per lunghi anni fonte di occupazione e quindi occasione di lavoro. Gli amministratori di Sinnai hanno parlato dei grandi progressi che il paese ha avuto, dello sviluppo demografico molto alto, passando dai quasi 3000 abitanti ai tempi dell’Angius-Casalis ai quasi 16 mila di oggi, con la creazione di nuovi insediamenti abitativi per cui il centro storico antico è abbastanza ristretto rispetto al nuovo sviluppo urbano. Di grande importanza anche gli insediamenti costieri, basta pensare a Solanas. Anche Ottana ha migliorato la sua situazione, ha cancellato gli acquitrini intorno al paese, ha risolto i problemi igienico sanitari e, con l’avvento dell’industrializzazione, ha avuto migliori servizi e una viabilità soddisfacente. Ma l’industria, sostengono gli amministratori, ha frenato l’economia tradizionale, ha quasi cancellato gli antichi mestieri e anche alcune tradizioni; e oggi si sta tentando di rivitalizzarli  anche per riproporli sia per le esigenze della comunità sia come fonte di occupazione. Tratalias, Sinnai e Ula Tirso sono gemellati con altrettanti Comuni del veronese e nel convegno infatti ha portato il suo prezioso contributo il sindaco Domenico Bianchi di Fumane, gemellato con Tratalias, che ha esposto la realtà della propria comunità evidenziando molte problematiche simili a quelle dei comuni sardi.  E’ stata una serata ricca di informazioni, di confronti, di conoscenze sui nostri paesi che hanno poche occasioni di incontrarsi e di affrontare queste problematiche di carattere storico, sociale ed economico. Il confronto con la comunità degli emigrati di Verona ha fatto nascere negli amministratori di Ottana il desiderio anche per loro di gemellarsi con un Comune del veronese. E credo che nel giro di breve tempo questo desiderio possa essere esaudito.

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