L'EMIGRAZIONE SARDA E' SENZA FINE. L'ISOLA PERDE LE NUOVE GENERAZIONI: LO SPOPOLAMENTO DELLE ZONE INTERNE

murales a Fonni
murales a Fonni

di Daniele Maoddi

“Andare via lontano a cercare un altro mondo dire addio al cortile, andarsene sognando” cantava Luigi Tenco nel lontano 1967, parole intrise di significato in uno dei testi più lucidi e poetici mai scritti sullo spopolamento dei piccoli paesi. Lo spopolamento nei piccoli paesi del centro Sardegna e dell’alto Oristanese, giusto per limitarci ai territori della nostra diocesi, è inarrestabile e anno dopo anno il numero di coloro che lasciano il proprio paese di origine per stabilirsi nelle città dell’isola o nel Nord Italia quando non all’estero si fa sempre più elevato. Nei piccoli paesi rimangono gli anziani, straordinaria ricchezza in quanto memoria storica del territorio  ma  sempre più stesso tristemente ridotti a figure da museo per turisti (pochi) a causa della mancanza di giovani generazioni a cui trasmettere gli insegnamenti, l’esperienza di vita, la memoria della tradizione. Alla base della fuga la mancanza di lavoro ma spesso anche l’esigenza di cogliere nuove opportunità non solo lavorative ma di tipo sociale e comunitario: lasciare il silenzio e la solitudine dei piccoli paesi per godere il via vai delle città che spesso nasconde solitudini assai più drammatiche. Ci sono centri, anche di primaria importanza per il territorio, come  Desulo, Tonara, Aritzo, Sorgono che negli ultimi trent’anni hanno visto dimezzare il numero dei propri abitanti. Non va meglio a piccolissimi centri come Meana Sardo, Teti, Austis, Atzara oppure Busachi, Sorradile, Tadasuni;  la stessa Samugheo, da sempre esempio di vitalità creativa e di una operosità che ha garantito per anni occupazione per i suoi giovani, oggi soffre. Negli ultimi passati uno dei cavalli di battaglia dei sindaci dei piccoli paesi è stato proprio quello di proporre una serie di iniziative politiche finalizzate ad arginare lo spopolamento, buone intenzioni che spesso non hanno dato i frutti sperati. Negli ultimi anni una nuova generazione di amministratori si sta affacciando alla ribalta nel centro Sardegna e la sfida contro la fuga dei giovani dal territorio è una delle missioni che sentono maggiormente. Desulo è uno delle località  montane più grandi del centro Sardegna coi suoi 2600 abitanti che negli anni 60 erano quasi il doppio e dieci anni fa erano circa 500 in più. Secondo Gigi Litarru, primo cittadino da pochi mesi “ per alcuni versi la realtà di Desulo va in controtendenza rispetto ad altri posti coi suoi 220, tra bambini e ragazzi, che frequentano le scuole del paese e il grosso della popolazione ricompresa nella fascia di età che va dai 30 ai 60 anni delineandolo  pertanto come un  paese non solo di anziani. Occorre invertire la rotta su eventi e infrastrutture non incentrando tutto solo sulle fasce anziane, stiamo lavorando affinché Desulo abbia impianti sportivi adeguati che oggi mancano e si possano mettere in atto iniziative per le giovani generazioni che rappresentano il futuro in cui l’amministrazione  vorrebbe scommettere. Incentivare l’impegno delle giovani coppie nelle produzioni artigianali e agroalimentare locali è l’obiettivo, che sarebbe più facile da raggiungere se la Regione Sarda finalmente  recepisse la legge nazionale  sulla montagna. “ Un sostegno concreto  all’artigianato locale, settore trainante del nostro paese, è la prima strada che abbiamo intrapreso per combattere lo spopolamento – spiega Rinaldo Arangino, sindaco di Belvi appena rieletto – e lo abbiamo fatto coinvolgendo gli artigiani locali nei lavori di realizzazione di infrastrutture come ad esempio il centro sociale. Abbiamo dato vita ad un piano di recupero dei centri storici stabilendo dei criteri di concessione per la ristrutturazione delle facciate che vadano direttamente ad incidere sulla produzione artigianale locale. Abbiamo destinato 50000 euro del nostro bilancio a tirocini formativi o stage che i giovani svolgeranno presso le aziende del paese creando quel primo indispensabile contatto tra i giovani e il mondo del lavoro e ottimo trai d’ union tra offerta e richiesta di lavoro. Stiamo puntando il tutto per tutto sul sostegno alle ditte che lavorano e valorizzano i prodotti locali, dall’agroalimentare alla lavorazione del legno di castagno e nocciolo’.

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