UN PROGETTO SARDO PER LA RICERCA SUL MORBO DI PARKINSON: RICONOSCIMENTI PER LA CAGLIARITANA ANNA ROSA CARTA

Anna Rosa Carta
Anna Rosa Carta

ricerca redazionale

C’è anche uno progetto diretto da una ricercatrice sarda, Anna Rosa Carta, 41 anni, (laurea a Cagliari, specializzazione a Bethesda)  del dipartimento di tossicologia dell’Università di Cagliari fra gli otto sul morbo di Parkinson finanziati quest’anno dalla fondazione dell’attore Michael J. Fox. La ricerca biennale, condotta in collaborazione con lo scienziato siciliano Andrea Giufrrida, che da anni lavora alla S.Antonio University, in Texas, beneficerà di 240 mila dollari, di cui la metà per il dipartimento della facoltà di Farmacia dell’ateneo cagliaritano. Punto cruciale del progetto è l’impiego di un farmaco, il rosiglitazone, che stimola selettivamente i recettori nucleari Ppar-gamma, in modo da contrastare le cosiddette discinesie, movimenti involontari invalidanti che insorgono nei malati di Parkinson in terapia farmacologica. Negli ultimi anni Carta ha condotto studi mirati alla manipolazione della proteina recettoriale Ppar-gamma come target per la cura del morbo. Il rosiglitazione sembra essere in grado di arrestare la neurodegenerazione in un modello di Parkinson sperimentale. La ricerca biennale finanziata dalla fondazione voluta dall’attore, colpito dal Parkinson giovanissimo, cerca di verificare se questo farmaco ha anche un’attività antidiscinetica. Ai giornalisti la dottoressa Carta ha detto: “E’ la prima volta che il premio viene assegnato a un progetto sardo. E nella storia della M.J.F.F. siamo i terzi in Italia”.

 

Una risposta a “UN PROGETTO SARDO PER LA RICERCA SUL MORBO DI PARKINSON: RICONOSCIMENTI PER LA CAGLIARITANA ANNA ROSA CARTA”

  1. Son o un parkinsoniano da dieci anni, purtroppo devo dire di aver fatto una brutta esperienza con questa malattia, attivando sia l’ospedale di Brozzu sia il policlinico di Monserrato, il motivo è semplice. Durante la terapia i medici dopo la somministrazione dei farmaci non chiedono mai come si trova il paziente neppure se è soddisfatto della cura. Purtroppo le terapie a me prescritte mi davano esito negativo, perciò ho dovuto cambiare farmaci e medici sottoponendomi a una ricerca personale, cosa non comune per un paziente.Scusata se parlo così sono costretto a farlo, nel corrente anno ho speso oltre mille euri per le visite mediche grazie al mio amico Parkinson. Vi saluto sperando che la Dott.ssa Carta possa fare un buon lavoro.

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