GIGANTI NURAGICI SENZA STORIA? FORSE, MA CON UNA MITOLOGIA GRANDE COSI'!


di Omar Onnis

Sarà l’effetto degli sbalzi di temperatura di questa strana estate, sarà perché qualcosa ogni tanto bisogna pur dirla, fatto sta che noi, popolo senza storia, ci troviamo immersi fino al collo in tentativi maldestri di narrazione mitologica a casaccio (o forse no).
Un tizio del ministero dei beni culturali italiano, tale Resca, ha proposto di piazzare due dei Giganti di Monti Prama al posto dei restaurandi Bronzi di Riace, a Reggio Calabria. Non contento, per spararla ancora più grossa, ha aggiunto che anzi tutti i Giganti dovrebbero partire per un tour promozionale in Cina.
Ora, forse il fatto che questo signore fosse l’amministratore delegato della McDonald’s in Italia non c’entra nulla, ma forse sì. Il dubbio rimane, almeno fino a che non saremo certi della composizione chimico-fisica delle polpette propinate a milioni di cosumatori nel mondo dalla suddetta azienda. In ogni caso, la polpetta che questo Resca vorrebbe far ingollare a noi altri è certamente avvelenata.
Intanto, anche i Giganti sono in fase di restauro, e non è che siano meno preziosi dei ben più famosi Bronzi. In secondo luogo, non si capisce cosa diavolo dovrebbero testimoniare queste statue lapidee a Reggio Calabria o in giro per il lontano Oriente (dove, ovviamente, non sanno nemmeno che la Sardegna esista).
Forse dovrebbero testimoniare della grande civiltà italiana. Capaci di sostenerlo, fidatevi. E noi, magari, pure contenti!
Come se non bastasse questa scempiaggine, eccone subito un’altra. Il partito dei Riformatori Sardi – come sempre ben appatellati alla maggioranza di governo, qualsiasi essa sia – propone la creazione di un ente dedicato agli studi sull’ipotesi che la Sardegna antica coincidesse con l’Atlantide del mito platonico. Una bella vagonata di denaro pubblico, qualche cognato sistemato e molto, molto folklore da riversare sul nostro immaginario collettivo, già abbondantemente violentato. Non c’è che dire, un colpo di genio.
Senza voler emettere sentenze sulla tesi del giornalista Sergio Frau (a cui si deve questo accostamento mitologico), rimane la sensazione che si tratti di un ennesimo espediente per sviare l’attenzione generale dalle cose serie. Dove non basta il ricorso alla sempiterna questione linguistica, una bottarella al nostro orgoglio “regionale” non guasta mai.
Di tutto questo, naturalmente, non rimarrà nulla (o almeno si spera). Ma rimarrà invece concreta e esiziale la penosa situazione di ignoranza e di incuria circa il nostro passato grazie alla quale queste operazioni hanno vita facile.
Se proprio si vogliono spendere soldi pubblici, dico io, perché non mettere mano a uno degli innumerevoli siti archeologici nostrani abbandonati ai tombaroli? O sostenere la creazione di un polo museale degno di attenzione internazionale nel Sinis (patria dei Giganti, appunto)? Dice niente l’esempio di Bolzano, fortunosa sede elettiva dell’ultima residenza del vecchio Oetzi?
Ma queste sarebbero appunto proposte serie. Per nulla degne di nota, dunque, nella terra del non-senso eretto a sistema.

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