LA LEGGENDARIA "ICHNUSA": BIRRA SARDA, PASSIONE E BOOM COMMERCIALE


di Cristoforo Puddu

La birra Ichnusa, per il nome mitico e l’etichetta con il logo dei quattro mori, nell’immaginario di tanti consumatori della lager (prodotta con i lieviti della specie Saccharomyces carlsbergensis con un processo a “fermentazione bassa”) rappresenta il “chiaro dorato” biglietto da visita dal gusto “leggermente amaro e mediamente corposo” della Sardegna. L’ormai tradizionale e rinomata birra sarda si deve ad Amsicora Capra – industriale cagliaritano di grandi capacità, attivo nel settore della viticoltura e nella produzione di vini pregiati e mosti filtrati dolci – che nel 1912 crea uno stabilimento di produzione ad Assemini. Lo storico impianto, acquisito nel 1986 dal gruppo multinazionale olandese Heineken, lavorando con l’impronta e carattere originario ha ampliato la produzione con le versioni “Speciale” (iniziata a commercializzare nel 2002, in occasione del 90° anniversario) e la birra cruda “Jennas” (2006). La birra dal marchio quattro mori risulta la preferita dal 50% dei consumatori sardi residenti e la primariamente richiesta – anzi l’unica! – nella totalità dei circoli dei Sardi emigrati nel Nord Italia. La passione sarda per la birra corrisponde a sorprendenti  dati di consumo pro capite, doppi a quelli nazionali e addirittura con percentuali vicine  a quelle teutoniche  in alcune aree del Nuorese. Naturale quindi che la migliore birra d’Italia sia la sardissima BB10, prodotta dal birrificio artigianale Barley di Maracalagonis, e che il suo titolare Nicola Perra abbia conquistato meritatamente il titolo di “Birraio dell’Anno 2009” proprio per il suo celebrato prodotto che, con intuizione unica, aromatizza con il mosto cotto (sa saba) di Cannonau. L’estate sarda è stata caratterizzata anche dall’appuntamento di “Birras 2010: Festa delle Birre Artigianali Sarde”; l’evento unico, con laboratori di degustazione, ha avuto come scenario il villaggio minerario di Montevecchio (Miniera di Piccalina – Pozzo Sartori). A rappresentare l’autenticità e genuinità del prodotto artigianale operano in Sardegna diversi micro birrifici: Barley (Maracalagonis – 2006), Birrificio di Cagliari (Cagliari – 2008), Dan (Carbonia – 2007); Dolmen (Uri – 2005); Horo (Sedilo – 2008); Janas (Fluminimaggiore – 2006); Lara (Tertenia – 2008); Montevecchio (Guspini – 1993); Orteip (Oliena – 1999); Rubiu (Sant’Antioco – 2009) e Sambrinus (Muros -1997). Il processo produttivo industriale della “birrificazione” o “brassaggio” conta diverse fasi di lavorazione. L’antica bevanda della Mesopotamia e dell’Egitto può essere prodotta con ogni tipo di cereale ma nel mondo occidentale è principalmente utilizzato e preferito l’orzo, che deve necessariamente “maltare”. L’industria internazionale birraria è dominata dai potenti gruppi InBev, SABMiller ed Heineken. Grande l’espansione di produzione e consumi nei nuovi mercati emergenti dell’America Latina e dell’Asia che con la Cina rappresenta il più importante mercato nazionale con oltre 410 milioni di ettolitri prodotti nel 2009.

Una risposta a “LA LEGGENDARIA "ICHNUSA": BIRRA SARDA, PASSIONE E BOOM COMMERCIALE”

  1. ho assaggiato per la prima volta la Jennas quest’anno durante le mie vacanze in sardegna e me ne sono innamorata ho cercato un fornitore per poterla fare assaggiare ad amici del veneto dove abito sicura che apprezzeranno il prodotto spero che si possa reperire anche in futuro …auguri

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