RICORDO DEL VATICANISTA GIUSEPPE DE CARLI

Giuseppe De Carli con Papa Benedetto XVI
Giuseppe De Carli con Papa Benedetto XVI

di Paolo Pulina

 
Il penultimo  volume pubblicato da Giuseppe De Carli  (direttore dal 2003 di Rai Vaticano, morto qualche giorno fa a 58 anni: era nato a Lodi il 18 giugno 1952) è il  libro-intervista al segretario di Stato Tarcisio Bertone sui suoi colloqui con suor Lucia (“L’ultima veggente di Fatima”, come recita il titolo dell’opera, edita nel 2007 da Rai Eri con Rizzoli)  a proposito del terzo segreto di Fatima. Qualche mese fa mi ero ripromesso di leggere il libro per verificare se anche in quest’opera  vi fosse il  racconto  della subitanea decisione dei vertici vaticani di aprire la busta con la terza parte del segreto di Fatima e, nel caso,  di confrontarlo con la  versione di Andrea Tornielli, che nel volume “Fatima. Il segreto svelato” (Gribaudi, 2000) ha modo di  citare, tra i presenti all’evento,  anche il monsignore sardo Sebastiano Masala (Ploaghe 1915- Roma 1994),  mio compaesano. Scrive Tornielli: «All’improvviso, nell’agosto del 1959, quella terza parte del segreto di Fatima gelosamente custodita fino allora nella busta con i sigilli di ceralacca dell’ormai defunto vescovo di Leiria, viene dunque conosciuta da un numero imprecisato di persone. Tra di loro, oltre al Papa Giovanni XXIII e al suo segretario Loris Capovilla, ci sono il cardinale Alfredo Ottaviani, padre Paolo Philippe, padre Angelo Raimondo Verardo, monsignor Pietro Parente e monsignor Sebastiano Masala del Sant’Uffizio, il cardinale Domenico Tardini e monsignor Antonio Samorè della Segreteria di Stato, il cardinale Gregorio Pietro Agagianian (“concorrente” di Giovanni XXIII durante il conclave dell’anno precedente)». Come sappiamo, Giovanni XXIII non autorizzò la divulgazione del testo. Nel libro di Bertone-De Carli è ricordata più volte la contrarietà di Papa Giovanni alla pubblicazione ma la cronologia degli eventi di Fatima non nomina tutti i numerosi partecipanti al dissuggello della busta.  Si dice solo che «il 17 agosto 1959, il Commissario del Sant’Uffizio, padre Pierre Paul Philippe, O. P. , porta a Giovanni XXIII la busta sigillata. “Aspettiamo. Pregherò. Le farò sapere ciò che ho deciso”. In realtà il papa ha deciso di secretare il messaggio». Anche il successore  Paolo VI  legge il contenuto (il 27 marzo 1965)  con il sostituto mons. Angelo Dell’Acqua e con il suo segretario, mons. Pasquale Macchi. «Montini decide di non pubblicare il testo e di rinviare la busta all’Archivio del Sant’Uffizio». Il 26 giugno 2000, essendo Papa Giovanni Paolo II,  finalmente «cade il velo  sul mistero del XX secolo. Il “Terzo Segreto” viene divulgato e commentato nella sala stampa della Santa Sede dal cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della congregazione per la Dottrina della Fede, e dal Segretario, mons. Tarcisio Bertone». Al momento della redazione del libro Bertone è ormai cardinale (nominato da Papa Giovanni Paolo II nell’ottobre 2003) e Ratzinger è  diventato Benedetto XVI (dall’ aprile 2005). Per  19 anni De Carli aveva seguito il pontificato di Giovanni Paolo II e, fin dal suo arrivo a Roma come vaticanista, era in confidenza con Joseph Ratzinger. Giustamente quindi  gli organizzatori (Biblioteca Bonetta, Club Vogatori Pavesi in collaborazione con la libreria CLU)  della rassegna pavese  “Quattro chiacchiere con… sul fiume” avevano pensato a lui per un conversazione sul tema “Due Papi visti da vicino” programmata per il 9 settembre.  De Carli purtroppo non potrà sviluppare  sull’argomento  le sue sintetiche ma incisive dichiarazioni rilasciate alla “Provincia Pavese” del 7 novembre 2009: «Giovanni Paolo II era un mistico: più che credere, lui “vedeva”. Standogli accanto si coglieva un senso di mistero. Aveva straordinarie doti di comunicatore che tradivano un passato da attore. Benedetto XVI è un intellettuale con il cuore, possiede un calore tutto bavarese sia negli affetti che nella fede. Wojtyla era un papa pastore, a differenza di Ratzinger che è invece un papa catechista. Se Wojtyla lamentava che il mondo vive come se Dio non esistesse, Ratzinger sta rilanciando il concetto: proviamo a vivere come se Dio esistesse». De Carli aveva promosso nel 2008 la lettura integrale della Bibbia in diretta Tv dalla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma  e da questa manifestazione  aveva  tratto i materiali per il suo ultimo libro  “La Bibbia giorno e notte. I mille volti di un’esperienza indimenticabile”  (Editrice Velar e Rai Eri),  con un DVD che riporta tutte le foto dei protagonisti  e un documentario video su questa straordinaria iniziativa.

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