EMIGRAZIONE SARDA: L'INFORMAZIONE E' AL BIVIO CON L'EVENTUALE PERDITA DEL "MESSAGGERO SARDO". LE PAROLE DEI POLITICI, ANCORA UNA VOLTA, COME GHIACCIO AL SOLE

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di Vitale Scanu

L’informazione e l’intercomunicazione con ogni mezzo (cartaceo e web) sono vita per le nostre associazioni, perché aggregano e suscitano entusiasmo, danno vita a una sana competizione, fanno emergere i problemi e valorizzano i “prodotti” meritevoli dell’emigrazione (letteratura, arte, scienza, folclore, musica…), trasmettono la nostra cultura etnica, stimolano i nostri giovani e creano cultura associativa, cosa che manca terribilmente a noi sardi. Insomma, è l’unica maniera per compattare e dare un’anima alla “provincia” dell’emigrazione. L’ho già detto e mi ripeto: in un tempo come il nostro, in cui l’esito di un’iniziativa, l’efficacia di un’idea, la forza di un progetto è direttamente proporzionale alla propaganda che se ne fa, possiamo mai, noi emigrati, privarci di un mezzo congruo di informazione per la nostra realtà? Se perdiamo l’informazione e non agganciamo i giovani possiamo chiudere.

Qual è la situazione attuale? – La Regione diminuisce sensibilmente i suoi contributi all’informazione e il “Messaggero Sardo” ne esce gambizzato di brutto. Sarà la perdita più grossa per l’informazione e i nostri Circoli si sfilacceranno ulteriormente senza più unità né entusiasmo. “Gli emigrati sono un patrimonio inestimabile per la Sardegna”… dicono, e intanto si tolgono vitali sussidi regionali alla stampa di emigrazione. Ma come fanno i nostri politici a non rendersi conto dell’incongruenza tra le loro parole e i fatti reali? – Il campo dell’intercomunicazione elettronica non è sfruttato adeguatamente dalle nostre associazioni. Eppure, anche questa nostra discussione senza confini è un esempio della sua importanza incalcolabile – I nostri dirigenti dicono che “anche senza un mezzo cartaceo i problemi vengono discussi”. Ma per favore… E così si discute si discute si discute… e verba volant, senza frutto, perché le parole hanno il peso del vento. “Diamoci davvero una mossa”.

Tutti ci rendiamo conto del problema più grave: continuare a vivere per mezzo dei Circoli. Automaticamente, il rimando è alla comunicazione e ai giovani. Molto valido mi sembra, in questa linea, il progetto della Regione (già finanziato nel Piano triennale) di una “manifestazione sportiva internazionale da tenersi in Sardegna”. E troppo importante mi sembra, ancora una volta, un “foglio federale”, tipo quello sollecitato dal Prof. Pulina già dal 1998: “stabilizzato nelle sue cadenze di uscita, che ponga fine ai frammentati impegni redazionali che vengono saltuariamente, cioè senza regolarità (tranne qualche rarissima occasione) dispiegati all’interno di alcuni, singoli circoli”, che raggiungesse con voce ufficiale tutti i Circoli. Ti immagini, per esempio, l’impatto che avrebbe con questo mezzo l’annuncio della suddetta competizione internazionale tra giovani sportivi sardi da tenersi in Sardegna, magari sotto una sigla, che so… GGS (Giochi Gioventù Shardana – Giochi Giovani Sardi…)?

I nostri emigrati non si fidano più delle parole, delle declamazioni e dei tavoli aperti. La nostra Sardegna poi, è famosa per i tavoli aperti che durano anche decenni senza… chiudersi, tanto che alla fine ha ragione la nota legge di Hendrickson: “Se una questione causa molte riunioni, alla lunga le riunioni diventeranno più importanti della questione stessa”. Servono obiettivi certi e realizzazioni concrete.

2 risposte a “EMIGRAZIONE SARDA: L'INFORMAZIONE E' AL BIVIO CON L'EVENTUALE PERDITA DEL "MESSAGGERO SARDO". LE PAROLE DEI POLITICI, ANCORA UNA VOLTA, COME GHIACCIO AL SOLE”

  1. Caro Vitale Il campo dell’intercomunicazione elettronica non è sfruttato adeguatamente dalle nostre associazioni.anzi l’informatizazione dei circoli sardi è stato combatuto duramente da alcuni anziani direttivi che avevano paura di perdere il "controllo" sull informazione! qualcuno voleva adirittura che le lettere ,la RAS le inviase a casa del segretario o del presidente , e no solo questo ma anche la radio volevano farla tacere! chiuderla come hanno fatto con a bibblioteca che stavo informatizzando collegandola alla rette di bibbioteche popolari !
    sordos zegos e mudos e ignoranti ci vorrebero alcuni x comandare tranquilli e indisturbati .
    La radio va avanti a costa di molti sacrifici personali e senza contributi e per fortuna la web è un mezzo che non possono controllare ne far chiudere , Mi auguro che il Messaggero Sardo possa continuare ad essere pubblicato-
    cari saluti a nos bidere semper sardos.Teresa

  2. Cara Teresa,
    hai ragione. Quanti nella nostra grande “provincia” di disterraus meriterebbero maggior considerazione e anche più riconoscenza per quanto fanno in nome dela Sardegna con bei sacrifici. Purtroppo la meritocrazia è merce rara e non sempre vanno avanti i meritevoli.
    C’è una casta di persone che, prima delle elezioni ti scrivono una bella letterina, ti telefonano di persona e sembrano i tuoi migliori amici. Come raggiungono il posto di comando non ti conoscono più. Son quei tipi che poi usano i loro talenti e il proprio tempo per cavalcare le istituzioni e così si ripagano dei propri sacrifici. Se non hanno un vantaggio personale non si impegnano in quello che dicono e si mettono un distintivo per giustificare se stessi e il loro operato. Grandi nuvole senz’acqua, alberi autunnali senza frutto che non producono per quanto la comunità paga per loro.
    Ma il peggio non è questo. Il peggio del peggio è che a tutto questo non c’è rimedio.
    A ottobre ritornerò sull’argomento, anche per capire a che punto è la formidabile iniziativa (già finanziata) lanciata dall’assessore Manca per una manifestazione sportiva internazionale in Sardegna. Credi che le nostre Federazioni si coinvolgeranno o che quel massiccio stanziamento andrà perso?…
    Cordiali saluti. Vitale

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