A MADRID SI PARLA IL SARDO: SERATA PROMOSSA DAL CIRCOLO "ICHNUSA" CON LA PARTECIPAZIONE DELL'ASSESSORE ALLA CULTURA DELLA REGIONE SARDEGNA, MARIA LUCIA BAIRE

Gianni Garbati, Maria Lucia Baire nell'incontro a Madrid
Gianni Garbati, Maria Lucia Baire nell'incontro a Madrid

di Gianni Garbati

Il Circolo dei sardi di Madrid “Ichnusa”, presieduto da Gianni Garbati, ha organizzato l’incontro “Literaduras de frontera”- Progetu Medi Terra”. La serata, finanziata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna – Servizio Lingua e Cultura sarda, si è svolta nel salone del Comitato italiani all’estero della capitale spagnola alla presenza dell’assessore Maria Lucia Baire. Tra il pubblico anche il responsabile culturale dell’Ambasciata Italiana Emanuele Rozo Sordini e i rappresentanti dell’Istituto Italiano di Cultura Davide Scalmani e Paola Cordone. Garbati, cagliaritano trapiantato in Spagna da 12 anni, ha introdotto Pierpaolo Cicalò, presidente dell’Istituto Fernando Santi Sardegna che si occupa dell’assistenza e tutela degli emigrati italiani all’estero e degli immigrati in Italia, e Raffaele Melis, presidente onorario dell’Associazione dei Sardi in Spagna di Barcellona. Entrambi hanno rimarcato l’importanza della tutela della lingua sarda all’interno delle comunità di emigrati ma non solo. Melis in particolare ha portato ad esempio il lavoro svolto dalla Catalogna per il recupero e il rispetto dell’idioma locale. “Medi Terra” è un progetto ideato dalla casa editrice Condaghes, che vede inoltre coinvolte l’editoriale catalana Fonoll e quella corsa Albiana. I tre editori hanno unito i propri sforzi per proporre ai lettori delle rispettive realtà linguistiche una collana dedicata a scrittori sardi, catalani e corsi le cui opere vengono proposte contemporaneamente nelle tre lingue. Sono già disponibili i primi due romanzi: “A Ballu Tango”, di Antoni Arca, uscito in Corsica col titolo “Un tangò trà Argentina è Sardegna” e che a breve sarà pubblicato in catalano, e “L’utima pagina”, di George De Zerbi, nell’edizione sarda “S’ùrtima pàgina”. Hanno parlato diffusamente del progetto Jaume Graupera, della Fonoll, e Gianni Muroni, collaboratore della Condaghes e membro, insieme allo stesso Arca e a Antoni Buluggiu, della Als (Agentzia Literària pro su Sardu), che ha curato editing e traduzione per le opere in sardo. Per ultimo ha parlato il linguista Xavier Frías Conde, che ha sottolineato l’imprescindibilità di uno standard linguistico per il sardo, pena il rischio di estinzione. Frías ha inoltre illustrato al pubblico il corso di lingua sarda che tiene all’Università di Girona, con tanto di unità didattiche, a dimostrazione del fatto che ogni lingua può essere insegnata senza impedimento alcuno. Gli interventi dei relatori sono stati intervallati dalle letture curate dall’attore del Teatro Stabile della Sardegna, Cesare Saliu, che ha aperto proprio con un brano tratto da “A Ballu Tango”, proponendo poi brani in sardo tratti da spettacoli prodotti negli anni dalla Compagnia sarda ed ha concluso con una poesia di Luigi Cocco. Nel dibattito che è seguito, Frías e Graupera hanno ribadito la necessità di uno standard in risposta ad alcune domande del pubblico composto, oltre che dalla comunità sarda, anche da incuriositi al principio, e affascinati alla fine, spagnoli. A chiusura della serata l’assessore Lucia Baire ha ricordato come in qualunque parte del mondo risiedano, gli emigrati sardi si caratterizzano per il ruolo di custodi del nostro patrimonio identitario all’estero. Ricordando l’importanza del lavoro per la diffusione di “Sa Limba”, le associazioni sarde di Madrid e di Barcellona, ha aggiunto l’assessore, si sono mostrate particolarmente attente alla diffusione e alla promozione della lingua sarda che, con la sua forte base latina, si è coniugata nei secoli con il catalano e il castigliano. La Spagna, infatti, è tra le regioni più avanzate, assieme alla Sardegna (cosa che non avviene tuttora in Corsica), nel riconoscimento e nel rispetto delle minoranze linguistiche che contribuiscono all’arricchimento culturale della società civile.

2 risposte a “A MADRID SI PARLA IL SARDO: SERATA PROMOSSA DAL CIRCOLO "ICHNUSA" CON LA PARTECIPAZIONE DELL'ASSESSORE ALLA CULTURA DELLA REGIONE SARDEGNA, MARIA LUCIA BAIRE”

  1. Cari Amici,
    Io sono un discendente di Sardos della città di Sassari. I miei nonni sono emigrati in Brasile intorno al 1896.
    Mio padre era il quinto figlio della famiglia Dettori per parte di padre ed Scano della parte di mamma.
    Oggi, in Brasile, più sprecisamente in Minas Gerais , ci sono più di 300 descendetes tra nipoti e grande binestos della famiglia Dettori/Scano oriunda
    di Sardegna.
    Io sono la figlia più giovane della terza generazione di Dettori / Scano.
    In Minas hanno creato um circolo Sardo appena Virtuale, sensa registro in Sardegana, appna in Brasile. Io Sono la moderatore del Site, e faccio tutti per cortesia, perche ho amparato a maré la Sardenga di mie nonni e di mio padre.Il sito é http://www.circolosardomg.com.br
    Vorrei creare un’associazione diversa com obietivi specifico per diffondere la cultura e resgastare la memória lasciata per mie nonni.e mio padre Gaetano Dettori , ora morto.
    Per questo motivo chiedo dove posso prendere informazione e auido in Sardega per creare uno Circolo Culturale ed Sociale di descendetes non solo di Sassarese ma di tutti descendenti di Sardegna che abitano in mio paese.Cosi posso diffondere e sviluppare tra noi la cultura Sarda ei nostri antenatti..
    Mio desiderio e di prima fare uma scuola per insignare la língua dei nostre antenatti, perché abbiamo problemi con la língua.
    Epoi sono centinai di descendete di sardi geovanni che vagliano andare a conoscere la terra di toi nonni, pero abbiamo pochi sardi com la cittadinanza italiana ,includendo, io che solo adesse scoperto com tanta dificulta le registrazioni dei miei nonni a Sassari .
    Ricordo ancora, di uma bellissima storia, che mi a aracontado mio padre. La mia nonna, gia molto vecchia e cega,. Peangeva tutti il giorno perche non podeva andare a prendere lagua della fonte di Rosello. E quando mio padre diceva che qui non aveva questa fontana, lei pingeva di piu dicendo:
    Miséria! hanno rubbato la mostra riquesa; la nostra fortuna; la nostra fotanna di Rosello.!.. Poverella é morta in Brasile sensa, tornare realità il sogno di Tornare a Sassari ed a Ittiri dove hanno lasciato le tue terra e tutti le piantazione di uva dove lavoravanno come contadino…..
    Questa sono pochi ma meravilhose storia fragmentada della mia amata famiglia sarda.
    In Memoria a lei, vorrei creare il Circolo Sardo vittoria Scano “Fontana de Rosello”
    Nella oportunità volevo applaudire il buon lavoro con il Tuttus in Pari, di cui io sono una lettura assidua.
    Nelagurdo di um contato.
    Aspetto che qualungue possa capire e scusare il mio péssimo italiano.
    Caro Saluto a tutti

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