DALLO STRESS DELLA GRANDE CITTA' ALLA TRANQUILLA SARDEGNA. EMIGRARE A VILLAVERDE "PER LA SERENITA' E LA PACE"

aratura e buoi
aratura e buoi

di Vitale Scanu

Immigrati a Bannari (Villa Verde)… Ma state scherzando? Sì, è vero. Quattro d’un botto solo. Si tratta di quattro friulani che si trasferiscono, la scorsa primavera, nel piccolo centro della Marmilla lasciandosi alle spalle la città. Si tratta di Roberto Damin (56 anni), di sua moglie Linda Vizentin (38) e delle loro due bambine, che si considerano ora bannaresi doc. “Siamo friulani e siamo stati affascinati dalla bellezza del monte Arci. Qui tutto è vero e genuino.”

Da tempo cercavano di evadere dallo stress della città (Trieste), finché, rovistando tra le inserzioni di un giornale, hanno avuto l’indicazione di una casetta disponibile in un paesino sperduto della Sardegna. Non ci hanno pensato due volte e la loro vita è cambiata da così a così, perché, finalmente, qui a Bannari hanno trovato una pace, una serenità e gente che sorride, merce molto rara oggigiorno. «Posti speciali questi, dove si vive bene e a lungo. Da tempo con mia moglie cercavamo una casa in una località tranquilla. Dopo 42 anni di lavoro passati in una ditta di impianti industriali e in una società assicurativa, sentivo il bisogno – dice Roberto – di riposarmi e di cambiar vita: cercare la pace e la tranquillità. Nostri amici sardi che vivono a Trieste ci hanno parlato tanto bene di quest’isola e ci siamo decisi. Ben presto ci siamo accorti che non avremmo potuto fare scelta migliore. Qui la gente finalmente sorride, ti saluta per strada. Tutto è vero e genuino». «Tutto diverso rispetto alla vita anonima in un palazzo di città», aggiunge sorridendo Linda. «Veramente, io sono cresciuta in un paesino di trenta persone. Forse, anche per questo mi sono subito adattata qui a Villa Verde». E Bannari li ha “adottati” di vero cuore… in famiglia.

Nuova vita davvero. Tant’è che ora si sentono a tutti gli effetti cittadini di Bannari, e qui intendono mettere radici. I coniugi del Friuli si sono subito integrati nella comunità ed hanno parole di elogio per l’amministrazione, nonostante la piccolezza della realtà sociale: «Tante belle iniziative. I contributi per smaltire l’amianto dalle case. Ma anche gli alberi donati ai cittadini per recuperare il patrimonio ambientale distrutto dall’incendio della scorsa estate», ha affermato la coppia. Anche per questo (quasi un atto simbolico della loro simpatia per Villa Verde), con le loro due bambine hanno messo a dimora una pianta di ciliegio nel frutteto ubicato negli spazi retrostanti l’edificio scolastico. Questo progetto del Comune è stato chiamato “Imparis”, ovvero Insieme. E loro due, con le loro bimbe, si sentono ormai di e con Villa Verde.

Un bel punto di orgoglio per il piccolo villaggio della Marmilla, soprattutto per la motivazione che ha determinato i due coniugi friulani a trasferirvisi: la serenità e la genuinità della natura e della gente. Sembra di leggere una pagina di “Bachis Frau emigrato” (che i coniugi Damin già senza dubbio conosceranno) e del suo piccolo mondo antico. E’ quel sustrato spirituale della gente semplice di Bannari, sedimentatosi lungo i secoli attraverso quell’educazione e quegli usi e costumi comunitari, trasmessi inalterati di generazione in generazione fino ad oggi. Con l’augurio e la speranza che la vita “moderna” non devasti questo patrimonio inestimabile.

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