HOTEL E ANTICHI MESTIERI: LA FIERA DI MILANO PREMIA L'OGLIASTRA. QUANDO IL TURISMO SI FA' CON GLI ARTIGIANI

le scogliere rosse di Arbatax
le scogliere rosse di Arbatax

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Al Salone dell’immobiliare in Italia e nell’area del Mediterraneo, trionfa la Sardegna. Vince un progetto sul turismo integrato del gruppo Mazzella che prevale su quelli di Valtur e Sprintour. Alla base c’è un’idea diversa: unire l’alberghiero alla creazione di un borgo con 50 laboratori artigiani di produzione e vendita. Se il consumatore non va a cercare i prodotti sardi, devono essere agricoltori e artigiani a proporsi direttamente al turista. È il verdetto del salone specializzato organizzato da Gefi, (Gestione fiere) con la partecipazione di cinquanta Paesi e 470 imprese, che ha scelto di premiare il «Progetto Jana» di Giorgio Mazzella. Un modello, il cui motore sta nella creazione di un borgo di artigiani all’interno di un’area turistica, che potrebbe essere «esportato» in altre parti d’Italia. L’area del Mediterraneo nel «Real estate» è un vero e proprio cantiere: basti pensare ai 7 miliardi di investimenti nel primo trimestre 2010, cioè il 50% in più rispetto all’anno scorso. Ma molti dei progetti presentati alla Fiera di Milano-Rho, Eire 2010, riguardavano attività tradizionali magari in luoghi esotici come le isole Mauritius (progetto della Valtur). Il piano che ha vinto la terza edizione degli Hospitality Award, sarà realizzato nella zona di Tortolì-Arbatax: si snoda su sessanta ettari di parco ritagliati in una sorta di penisola, sui quali passeggiare potendo osservare mufloni, cavallini, daini che vivono liberamente. Ma il cuore del progetto è un altro, si chiama Jana: si tratta di riqualificare il comprensorio con un «borgo artigianale» al cui interno saranno avviati i cinquanta laboratori artigiani. Tra questi è prevista l’apertura dei laboratori degli artigiani di corallo, cuoio, ferro, coltelli, l’orafo, il ceramista ma anche il falegname, il tappezziere, la sartoria degli abiti sardi, il centro del ricamo. E nell’alimentare con un’ampia offerta che va dal laboratorio del torrone a quello del pistoccu, dal panificio alla gelateria carapigna. Gli artigiani al lavoro nei loro laboratori daranno vita a un piccolo borgo affacciato su una piazza. Lavoreranno in proprio ma potranno vendere anche i prodotti artigianali realizzati in altre parti dell’isola. Stesso discorso per gli agricoltori e gli allevatori che avranno la possibilità di rivolgersi direttamente al consumatore senza dover necessariamente passare, come accade oggi, dalle «forche» della grande distribuzione per la vendita di biscotti e pasta fresca. Infatti, il Consorzio Jana si farà promotore della nascita della prima cooperativa per la vendita dei prodotti sardi. Il turista che trascorre le vacanze in un resort sulla costa raramente si sposta per andare a visitare laboratori artigiani all’interno dell’isola. In questo modo gli artigiani di Jana che realizzeranno i loro manufatti attireranno turisti ma anche i residenti che vorranno assistere alla lavorazione dei vari prodotti. Superata questa fase, i più curiosi che volessero contattare artigiani o visitare i laboratori in altre zone dell’Ogliastra potranno usufruire magari del trenino verde. Tutte le costruzioni del borgo saranno realizzate in pietra, legno e cotto secondo le tradizioni dell’architettura sarda. Il progetto di integrazione riguarda un’offerta variegata dai villaggi, agli hotel già esistenti, dalle case vacanze alla multiproprietà. Il premio degli Hospitality Award era stato vinto nella precedente edizione dal gruppo Jons Lange la Salle, leader mondiale nel settore immobiliare turistico. «L’idea è che il borgo funzioni da calamita dando alle nostre piccole imprese l’opportunità di far conoscere i loro prodotti», commenta l’imprenditore Giorgio Mazzella, presidente della Banca di Credito sardo. E che le piccole imprese siamo pronte a rispondere è assicurato dal fatto che il «Progetto Jana» è stato condiviso da tutte le maggiori associazioni di categoria. «Una volta terminato l’intervento», spiega Mazzella, «ci sarà un notevole incremento delle presenze prevalentemente fuori stagione e la nascita di un modello turistico con la riqualificazione di tutto il comprensorio».

 

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