CAGLIARI, METROPOLI E POVERTA': LE CONTRADDIZIONI DI UNA PROVINCIA PERCORSA DA UNA CRISI PROFONDA

immagine di Cagliari
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L’area metropolitana è sempre e solo sulla carta, errore clamoroso. Le coste da Villasimius a Pula sono sature: molto cemento, pochi servizi. Va peggio nelle zone interne, da quelle parti è cresciuta la lista dei comuni prossimi allo spopolamento. Cagliari è una provincia una e trina, queste sono le sue facce. Continua a essere zeppa di contraddizioni economiche e sociali, in cinque anni è cambiata poco o nulla. Come nel 2005 va avanti ancora a strappi: ha grandi accelerazioni, o prova ad averle, seguite da cadute rovinose. L’economia è in crisi, i consumi si assottigliano, aumenta la povertà, cresce il numero dei disoccupati, seimila posti di lavoro in meno nel 2009, questi erano e questi restano i suoi mali. Con cinismo economico, messi uno dopo l’altro dall’ufficio studi del Banco di Sardegna: ritardi nelle sfruttamento delle infrastrutture produttive, scarsa propensione all’export, carenze nei servizi, offerta turistica sottodimensionate, mancato coordinamento fra enti locali, insufficienza nel marketing e nella formazione delle nuove generazioni. Sono sette punti di debolezza, come sono sette i peccati capitali. Espiati con un reddito pro capite che supera appena i mille euro al mese. Con un tasso di disoccupazione oltre l’undici per cento, sono ben ventiseimila i senza lavoro, con alle spalle un plotone di precari. Con una popolazione sempre più affollata nell’hinterland Cagliaritano, dove i servizi non crescono e la forbice ricchi-poveri è sempre più larga. Sarebbe facile dire: è un disastro. Forse è vero quando lo sguardo finisce sulle zone interne – Gerrei, Sarcidano e Trexenta – dove gli indicatori economici e sociali sono in caduta verticale. Da queste parti è ripresa forte l’emigrazione verso una speranza che si può chiamare Cagliari (un’illusione), Continente, o ancora più lontano, Europa. Dal 2005 a oggi la situazione è peggiorata, perché è il sistema, nel suo insieme, a essere finito sotto la linea di galleggiamento. Un dato su tutti: solo a Cagliari la Caritas assiste quasi tremila famiglie e le nuove povertà sono in aumento. Sembra il racconto di un declino fatale. Eppure ci sono almeno sei punti di forza su cui poter far leva, così scrive la Camera di commercio: dinamica imprenditoriale almeno nei progetti, alcune eccellenze infrastrutturali, lo sono il porto canale in ripresa e l’aeroporto. E ancora: buona integrazione sociale con gli immigrati, collocazione strategica al centro del Mediterraneo, regalo della natura finora sfruttato male, discreta sinergia tra il territorio e l’alta tecnologia. Su queste specificità bisogna credere, per evitare che continui, come denunciato a gran voce da sindacati e Confindustria, lo scivolamento verso il baratro. Con un ultimo rischio: la rassegnazione.

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