LE TRE PUBBLICAZIONI DI LUIGI FARINA, VETERINARIO E VOCABOLARISTA NUORESE

BOCABOLARIU LUIGI FARINA
di Cristoforo Puddu

Per l’originale divulgatore linguistico e studioso de su nugoresu Luigi Farina (Nuoro 1910 – 1994), professionalmente veterinario con laurea conseguita nel 1936 nell’Ateneo sassarese, la passione del vocabolarista affonda negli anni giovanili di liceale. E’ infatti spronato nello studio della flora spontanea dell’Isola e alla ricerca specifica sul lessico nuorese dal prof. Valentino Martelli, noto autore del Vocabolario Logudorese – Campidanese. Attiva nel tempo importanti frequentazioni e collaborazioni. Informatore e ricercatore sulla fonetica per esimi studiosi come George Milardet, dell’Università di Montpellier, di W. Theodor Elwert e del tedesco Max Leopold Wagner, autore del rinomato DES (Dizionario Etimologico Sardo). Da militare frequenta la Scuola di Cavalleria di Pinerolo e nella parentesi bellica della seconda guerra mondiale è destinato in Montenegro. La professione di veterinario, conclusa nel 1973 nella condotta di Nuoro, permette a Farina la conoscenza delle diverse aree linguistiche della Sardegna con l’acquisizione di varianti e studio degli elementi del linguaggio quotidiano del logudorese, campidanese, sassarese, galllurese ed ogliastrino. Coltiva particolare interesse per la botanica, zoologia, speleologia e registra con puntualità i numerosi nomi di animali e piante locali. L’intenso lavorio si concretizza con tre pubblicazioni di estremo interesse e utilità per la variante nuorese: Vocabolario Nuorese – Italiano (1973); Bocabolariu Sardu Nugoresu – Italianu  (1987) e Vocabolario Italiano – Sardo Nuorese (1988). L’edizione postuma datata 2002, sotto il titolo di Bocabolariu, raccoglie in volume unico l’intera opera dell’uomo di campagna e di lettere. Luigi Farina è conosciuto anche in Giappone per l’importante contributo offerto al prof. Shigeaki Sugeta, docente di Linguistica all’Università di Tokio, che ha realizzato Su bocabolariu sinotticu nugoresu – giapponesu – italianu. Per lo studioso nuorese il vocabolario non è stato solo un libro su cui registrare-riversare ordinatamente il lessico di una lingua ma soprattutto il frutto di profondo amore per la propria terra e per la primaria espressione identitaria, valorizzata nella conoscenza della natura e dell’ambiente umano-lavorativo.

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