INTERVISTA AD ANNA MARIA ALOI, RESPONSABILE DEL PROGRAMMA "ERASMUS" PER L'UNIVERSITA' DI CAGLIARI

Massimiliano Perlato (di Tottus in Pari) e Anna Maria Aloi, ospite al circolo AMIS di Cinisello Balsamo ai tempi in cui era Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Sardegna
Massimiliano Perlato (di Tottus in Pari) e Anna Maria Aloi, ospite al circolo AMIS di Cinisello Balsamo ai tempi in cui era Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Sardegna

di Daniele Gamberini

ANNA MARIA ALOI è la responsabile del Settore Mobilità Studentesca dell’Università di Cagliari. Lei, in concreto, ha in mano la situazione del programma Erasmus in città. E’ sposata e mamma di una bellissima figlia, da sempre punto di riferimento per gli studenti – sardi o meno – che vogliano parlare di mobilità. “Lavorare con i giovani è l’ambizione massima di chi come me ha avuto la fortuna di crescere in una parrocchia salesiana, alla scuola di Don Bosco – dice – C’è grande soddisfazione nel vedere come le vite di questi studenti, per effetto di un’esperienza di dimensione internazionale, si arricchiscano non solo professionalmente, con tante competenze, conoscenze e abilità in più, ma anche umanamente”.

Cos’è Erasmus? Non è solo divertimento, sballo e goliardia, ma è assaporare la dimensione più profonda del viaggio: quella che ti fa vedere la tua vita con occhi nuovi. Confrontandoti con gli altri, diversi da te per linguaggi, usi, tradizioni, costumi e valori, capisci quanto è prezioso il relazionarsi con l’altro in modo positivo e acquisisci quelle conoscenze (la disponibilità al confronto, il superamento dei pregiudizi, l’accoglienza dell’altro e delle sue opinioni) che fanno di te una persona nuova che, anche grazie all’Erasmus, ha maturato il senso di appartenenza a una comunità che è senza frontiere.

Dove chiedono di andare gli studenti cagliaritani? Le mete più ricercate sono quelle più vicine (Spagna, Francia) per motivi di prossimità geografica e di vicinanza linguistica. Per motivi di “economia domestica” le

scelte si stanno orientando anche verso tutte le sedi dell’Est Europeo, e ultimamente anche la Turchia, arrivata in Erasmus ancora prima di entrare nell’Unione Europea.

E gli studenti stranieri si trovano bene a Cagliari? Sono colpiti da due cose in particolare: l’accoglienza dei sardi, che sono ospitali e attenti quanto non mai, e la bellezza della città e dell’Isola. Questo aspetto favorisce enormemente la loro integrazione nella vita cittadina e universitaria. Rimangono piacevolmente impressionati davanti all’elevato livello dei servizi offerti da Cagliari; l’unica lamentela che sollevano riguarda il malfunzionamento del trasporto urbano nelle ore notturne e l’impossibilità così di potersi recare in visita ai

baretti del Poetto durante le ore notturne. Questo dal punto di vista turistico è importante non fosse altro perché, mentre stanno qui, c’è un via vai di parenti e amici.

E loro tornano volentieri in città? Molto volentieri. Quasi tutti ritornano per via delle amicizie profonde che nascono in Erasmus, ma anche per via dell’offerta mare/clima che trovano irresistibile e avvincente anche a

tanti anni di distanza da loro soggiorno di studio.

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