TRENINO VERDE, PATRIMONIO DELL'UNESCO? AVVIATA LA PROCEDURA DI RICHIESTA DA PARTE DELLA REGIONE SARDEGNA

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Il trenino verde come la Certosa di Pavia o, se preferite, l’arcipelago della Maddalena e l’Asinara. La Regione si tuffa nel mare di candidature Unesco, anzi si prepara a farlo. Per ora c’è solo la delibera regionale che autorizza «la costituzione del gruppo di lavoro incaricato di redigere il dossier» e la somma, trecentomila euro, «per il rimborso delle spese». Entro quattro mesi l’assessore dei Trasporti, Liliana Lorettu, dovrà mettere sul tavolo i risultati. Sarà patrimonio dell’umanità? Oppure vagherà nel limbo dei candidati con compagni celebri? In mezzo alle ipotesi c’è una certezza che poggia su dodici milioni di euro. Sulle tratte Mandas-Arbatax, Isili-Sorgono, Macomer-Bosa e Nulvi-Tempio-Palau le Fds manderanno in pensione la vecchia littorina per far posto a due nuovi treni panoramici. Contemporaneamente saranno recuperate quattro locomotive a vapore, due carrozze storiche e tre locomotori diesel degli anni Cinquanta, due carrozze anni Trenta e un vagone per i bagagli. Non subito, però. Si dovrà pazientare sino a gennaio 2012.
Liliana Lorettu ha voluto con sé il direttore generale dell’assessorato, Roberto Neroni, e il presidente dell’Arst, Renato Mameli, per sottolineare «il primo passo dal quale dipende buona parte del progetto». È l’anno zero, tutto da costruire senza soffermarsi troppo sul passato prossimo. Perché i precedenti non sono incoraggianti: sino ad oggi la Sardegna è riuscita ad aprire l’ombrello dell’Unesco solo sul complesso nuragico di Barumini. Va da sé che i criteri di selezione siano rigidi, ancor più il controllo su gestione e valorizzazione a fini culturali. La convenzione sottoscritta fra l’Arst-FdS e la Regione ha in dote dodici milioni e rotti racimolati tra le somme non spese. Soldi che saranno investiti nell’acquisto di nuovi treni e per il restauro di quelli antichi. Se i milioni arriveranno in cassa, la Regione sarà pronta a spenderli. Ecco il piano in pillole: « Il rifacimento di rotaie e traversine nuove in ottanta chilometri di linea sulle tratte aperte (Mandas-Arbatax, Isili-Sorgono, Macomer-Bosa e Sassari-Palau). Alcune sono lì dalla fine dell’Ottocento. Manutenzioni su altri quaranta chilometri; per rifare stazioni e caselli». Non solo: «Recupero della memoria storica attraverso il viaggio nella sua componente culturale e una manutenzione importante del museo delle Ferrovie di Monserrato». Poi i nuovi treni panoramici, con l’aria condizionata e il riscaldamento, potranno essere utilizzati anche nel periodo estivo, quando i locomotori a vapore non possono circolare per evitare di provocare scintille che possono far scoppiare incendi lungo il percorso della ferrovia». Col progetto- trenino verde l’Arst-Fds avrà un braccio operativo in più – almeno stando alle previsioni del piano regionale dei trasporti – che entrerà direttamente nell’aspetto turistico. Testuale: «Operativamente si tratta di costituire all’interno dell’azienda una direzione dedicata al turismo, mirata non soltanto all’organizzazione dei viaggi, ma in grado di intervenire sull’intera filiera turistica, concorrendo alle attività di promozione dei territori dell’interno e favorendo il coinvolgimento e l’ingresso nella gestione di enti locali, imprenditori turistici e tour operator». Sostiene Roberto Neroni, direttore dell’assessorato al Turismo, che «si lavorerà con l’assessorato al Lavoro per incentivare le nuove attività che nasceranno sul percorso del trenino verde». C’è solo da aspettare che si passi dalle parole ai fatti.

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