Tottus in Pari, 272: cuore sardo fra le Alpi

Il Circolo culturale sardo Coghinas è sempre stato dinamico e propositivo nell’ambito delle sue qualificate attività sociali, culturali e ricreative. È quindi una realtà culturale e associazionistica che ha saputo distinguersi non solo nel dare ottimi servizi di consulenza informativa e di assistenza ai propri associati e alla comunità italiana in generale, ma soprattutto per le qualificate proposte culturali, sociali e ricreative che puntualmente sa proporre col fine di unire, integrare e rendere partecipi le diverse comunità immigrate nella Svizzera italiana alla vita sociale e culturale del paese ospitante. Il sito internet, la bella sede nella quale è inserito un ottimo e attrezzato ufficio amministrativo che funge da base operativa per i qualificati servizi offerti alle comunità migranti, la sala conferenze e per le attività ricreative, e una fornita biblioteca di storia e cultura generale della Sardegna, catalogata anche nella biblioteca della Svizzera italiana e aperta agli studenti delle diverse università svizzere, fa del Circolo cultuale sardo Coghinas di Bodio una delle più apprezzate e qualificate associazioni regionali italiane all’estero. L’attività del Circolo è sempre stata caratterizzata da un forte impegno nel sociale, per dare consulenza e assistenza ai propri associati, ma in particolare nel proporre e promuovere un’ottima immagine della gente sarda, quindi della Sardegna nella sua bellezza turistica, paesaggistica, culturale e dei suoi prodotti. Anche nel 2009, dunque, nonostante le difficoltà determinate dalla preoccupazione di una crisi economica che si sta facendo sentire anche nella ricca Svizzera, il Circolo Coghinas non è venuto meno ai suoi molteplici impegni, messi in calendario dal direttivo e dalla brava e dinamica presidente, Michela Solinas, proponendo, oltre all’impeccabile servizio di sostegno e di aiuto offerto agli emigrati che si sono trovati in difficoltà a seguito della crisi, momenti culturali qualificati e di notevole livello. L’anno sociale ha avuto inizio con l’assemblea dei soci tenutasi il 7 febbraio presso la sede del Circolo nell’ambito della quale, oltre a fare un bilancio delle attività e approvare il consuntivo di fine anno, sono state prese in esame e discusse le tematiche sociali affrontate dal circolo nel corso del 2008. La conferenza sulla "Sardegna medievale" tenutasi il 7 marzo, in collaborazione con la Federazione dei Circoli Sardi in Svizzera nell’ambito del ciclo di conferenze proposto a livello nazionale, a cura del Dott. Francesco Ledda e Mariella Cortes, ritenuta di notevole interesse dalla comunità sarda e quella Svizzera, per l’alto contenuto culturale proposto, ha dato avvio alla serie d’incontri culturali programmati dal direttivo del Circolo. Il 27 aprile si è tenuta la conferenza sul tema "tutto quelle che è necessario conoscere se si hanno case e terreni in Italia", la cui relazione è stata tenuta dell’esperta Angela Sorrentino del Patronato Inca di Bellinzona. Nell’occasione si è colmata una lacuna informativa utile agli emigrati proprietari di abitazioni in Italia, ai quali manca spesso la conoscenza necessaria per adempiere le formalità che le normative di legge impongo in materia fondiaria e immobiliare. Il raduno famigliare proposto in data 30 maggio ha offerto gradevoli momenti di svago, riflessione e di dibattito dopo la proiezione del film sardo "La destinazione" di Piero Sanna, mentre a partire dal 20 e fino al 27 giugno il Circolo Coghinas è stato protagonista al grande Centro commerciale di COOP Svizzera, ubicato nel territorio di Tenero limitrofo alla bellissima Città lacustre di Locarno, proponendo la rassegna del fumetto e satira sulla Sardegna e i suoi abitanti "… e il mare intorno, l’Isola come Mito", che ha avuto un ottimo successo con una nutrita partecipazione di pubblico adulto, di giovani e bambini. Nel corso del mese di ottobre il circolo Coghinas ha voluto proporre una qualificatissima conferenza sulle radici cristiane dei sardi, col tema "La Sardegna cristiana lungo le vie dei pellegrini" nell’ambito del progetto "Le strade del tempo" la cui relazione è stata presentata dal bravo storico dell’arte Francesco Ledda. La conferenza è stata inserita nell’ambito dell’annuale manifestazione socio cultuale tenutasi nello stesso mese al centro delle manifestazioni del Comune di Giornico, caratterizzata dalla Santa messa per la comunità condecorata dai cantanti sardi Daniela Mulas e Franco Sechi, dall’incontro tra le famiglie in un clima culturale e ricreativo, arricchito da musiche e canti del folklore genuinamente sardo magistralmente interpretati da Pippo Giomi & Daniela Mulas e Franco Sechi, e da un’ampia esposizione e vendita della vasta gamma del prodotto agro alimentare di Sardegna. Le attività dell’anno sociale del circolo Coghinas sono proseguite con la realizzazione del progetto regionale itinerante – proposto anche dai circoli di Zurigo e Losanna – patrocinato e sostenuto dall’Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con la Federazione dei Circoli sardi in Svizzera, del Circolo sardo "Nuraghe" di Losanna, del Circolo culturale sardo "E. Racis" di Zurigo, al quale ha dato il patrocinio, il Consolato generale d’Italia in Lugano e in Zurigo, la Città di Lugano e di Bellinzona, il Conservatorio della Svizzera italiana, l’Istituto di Cultura Italiano di Zurigo e i Comites di Bellinzona e Valli e di Zurigo. Il progetto itinerante ha offerto l’occasione di presentare una Sardegna sensibile alla promozione e alla divulgazione della propria cultura, proponendo al Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano, un concerto di musica classica di notevole livello interpretativo, seguito da "sonate e cantate del 700 italiano" e musica sarda e algherese nell’ambito del quale si è potuta apprezzare la maestria e la bravura artistica di Stefano Lai al flauto dolce, Carlo Cabiddu al violoncello e il soprano Sonia spirito. La parte del progetto che
ha interessato la Svizzera italiana si è articolata su tre giorni (venerdì 13 – sabato 14 e domenica 15 novembre) passando dal Conservatorio della Svizzera italiana alla grande sala Carlo Cattaneo del Consolato generale d’Italia in Lugano, con la presentazione dell’" Urlo del silenzio", tratto dal romanzo "La madre" dell’indimenticabile scrittrice Grazia Deledda, magistralmente interpretato da Aldo Sicurella e Monica Pisano del Teatro Instabile di Paulilatino.
La rassegna del progetto Sardegna si è terminata nel salone della Casa d’Italia a Bellinzona con le Proiezioni cinematografiche sulla V edizione della rassegna del cinema indipendente sardo itinerante ideata e proposta dalla regista sarda PJ Gambioli dell’Associazione Culturale Janas di Nuoro. L’apprezzato progetto itinerante regionale per giorni ha animato alcuni spazi degli ambienti culturali svizzeri, raccogliendo qualificati elogi e consensi che hanno premiato le fatiche degli organizzatori dei tre circoli organizzatori e nello stesso tempo messo in risalto l’immagine culturale, propositiva e partecipativa di una Sardegna spesso conosciuta solo per le sue belle spiagge, ma non per il tantissimo che ha da offrire sul piano dei valori, della sua vastissima cultura e dei suoi meravigliosi prodotti che si sono potuti assaporare nei rinfreschi fanali offerti dai Circoli culturali sardi in Svizzera e dalla Regione Sardegna. L’assemblea dei soci del 13 dicembre 2009, nella quale ci si soffermerà sulle molteplici attività svolte nel corso dell’anno e sul consuntivo del Circolo, si chiude un anno ricco d’impegno e di soddisfazioni, festeggiando con le famiglie e brindando al Santo Natale.

Michela Solinas

INSEDIATA LA CONSULTA REGIONALE DELL’EMIGRAZIONE

PIU’ RISORSE PER I SARDI NEL MONDO

Alla fine, dopo tanta attesa, si è insediata a Cagliari la Consulta dell’Emigrazione che era decaduta dieci mesi fa al termine della passata legislatura. L’organismo, presieduto dall’assessore regionale del Lavoro, Franco Manca, è composto da 25 persone in rappresentanza dei sardi nel mondo, delle organizzazioni sindacali (Cisl, Cgil e Ugl), delle associazioni di tutela (Acli, Aitef, Atm "E. Lussu", Anfe e Filef) e del Ministero degli Affari esteri.  La nuova Consulta regionale risulta così composta: Presidente: Franco Manca (Assessore del Lavoro); Rappresentanti dei Circoli degli emigrati: Vittorio Vargiu (Argentina), Pietro Schirru (Australia), Ottavio Soddu (Belgio), Alberto Caschili (Brasile), Alberto Mario Delogu (Canada), Francesco Laconi (Francia), Alberto Musa ed Efisio Manai (Germania), Bruno Fois (Olanda), Giancarlo Farris (Perù), Raffaele Melis Pilloni (Spagna), Domenico Scala (Svizzera), Tonino Mulas e Serafina Mascia (Italia). Rappresentanti delle Associazioni di tutela: Giuseppe Dessì (Acli), Fausto Soru (Aitef), Bonaria Spignesi (Atm Lussu), Giorgio Randaccio (Anfe), Alexandro Jan Lai (Filef) e Pierpaolo Cicalò (Istituto Santi). Rappresentanti dei sindacati: Onofrio Napoli (Ugl), Oriana Putzolu (Cisl) e Maria Eleonora Di Biase (Cgil). Rappresentante del Ministero degli Affari esteri: Stefano Verrecchia. L’assessore Manca ha garantito la "massima apertura al dialogo verso un movimento che, negli ultimi anni, ha ripreso vigore a causa del dissesto economico che ci siamo trovati a governare, e che ha provocato ulteriori fughe di giovani in cerca di lavoro".  Manca ha sottolineato l’attenzione della Regione nei confronti dei sardi nel mondo. "Nella Finanziaria appena approvata – ha spiegato – ci sono quattro milioni 500mila euro a disposizione per questo settore, 500mila euro in più rispetto al passato: vanno spesi bene, con oculatezza e maggiore razionalizzazione" e l’esigenza di aggiornare una legislazione "ormai ventennale e superata, che va adeguata all’evoluzione della nostra società: dobbiamo intervenire con modifiche che siano anche il frutto delle vostre proposte". Le proposte non sono tardate ad arrivare, non soltanto per snellire le procedure burocratiche, ma anche su altri fronti: per esempio, per la rappresentatività in Consiglio regionale dei sardi nel mondo, ma anche per il loro coinvolgimento nell’assemblea costituente per la stesura del nuovo Statuto Sardo. Richiesti un provvedimento di legge per consentire agli emigrati il voto per corrispondenza, in occasione delle consultazioni elettorali, e l’istituzione di un’Agenzia regionale che si occupi specificamente degli emigrati. Proposte nuove iniziative per creare una cerniera tra i sardi emigrati e quelli che vivono nell’isola, attingendo alle nuove tecnologie per migliorare la comunicazione soprattutto tra i giovani: ipotizzato l’utilizzo di un canale televisivo satellitare e di una radio sul web oltre al "Messaggero Sardo" che viene già distribuito ed è visibile anche online. Nominato l’ufficio di presidenza, composto dall’assessore Manca (presidente di diritto), dal vicepresidente vicario Domenico Scala (Svizzera), dal vicepresidente Giuseppe Dessì (Acli) e dai membri Tonino Mulas (FASI) e Vittorio Vargiu (Argentina). Stabiliti i gruppi di lavoro che dovranno produrre ulteriori proposte anche in vista dell’approvazione del bilancio per il triennio 2010-2012. "La distribuzione delle risorse sarà fatta in tempi più rapidi rispetto al passato, anche perché la Finanziaria è stata approvata nei tempi dovuti", ha precisato l’assessore Manca.

Massimiliano Perlato

 

INIZIATIVA DEL CIRCOLO "SARDINIA" DI GRENOBLE IN FRANCIA

PROTAGONISTA LA LINGUA SARDA

Una serata all’insegna della lingua sarda a partire dai segni primitivi ad opera delle prime popolazioni sarde arrivando ai manoscritti sino ai giorni nostri. Nella gremita sala dell’Istituto Italiano di Cultura di Grenoble il professor Michele Contini ha ricostruito l’antichissima storia della lingua sarda per affrontare poi un’analisi dettagliata
dal punto di vista sociale e antropologico. L’incontro  vede nuovamente la preziosa  collaborazione del circolo con l’istituto Italiano di Cultura. Il discorso sulla lingua sarda investe diversi settori culturali. Parlare di lingua significa parlare di storia, cultura e tradizione. Ma chi parla oggi in "limba"? Il professore dell’Università Stendhal di Grenoble  ha dato una risposta, attraverso l’analisi dei dati statistici, alla domanda:  riassumendo il ricco discorso del professore, possiamo affermare che più il centro d’origine è piccolo e maggiori sono le possibilità di trovare persone che parlano e conoscono la lingua mentre la percentuale si abbassa notevolmente quando si parla di grandi centri e di persone con un alto livello di istruzione. Negli ultimi anni si è registrato un rinnovato interesse nei confronti della lingua e una graduale riscoperta; questo grazie a una serie di iniziative promosse da  associazioni, enti e dalla stessa Regione che ha permesso ai sardi di rimpadronirsi della propria lingua. L’interrogativo che ci si è posti e che rimane tutt’ora in sospeso è però  quello relativo alla scelta della limba. Quale sardo infatti scegliere tra le tante varianti che il nostro dialetto presenta? Il professor Contini ha infatti messo in evidenza proprio il modo in cui la Regione Sardegna sta strutturando la "riscoperta " de sa limba attraverso la traduzione di atti e documenti e promuovendo iniziative volte alla valorizzazione e alla prosecuzione di una tradizione importante.  Spazio poi al dibattito e agli interventi del pubblico grazie ai quali si è analizzato anche l’influsso di altre popolazioni che hanno modificato, oltre alla cultura- portando nuove usanze- anche il sistema della lingua; sono state avanzate inoltre proposte sulla scelta del sardo e sulle varie opzioni relative all’insegnamento della lingua sarda nelle scuole.

Mina Puddu

INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE SARDA DEL QUEENSLAND A BRISBANE

GRANDE SUCCESSO PER IL CONCERTO DI GIULIANO MARONGIU

Alla Tavernetta Function Centre, Dorville Rd, Carseldine ha avuto luogo il tanto atteso concerto di Giuliano Marongiu ed il suo gruppo proveniente dalla Sardegna. Oltre a Giuliano Marongiu, celebre conduttore televisivo e affermato cantante isolano, con il gruppo hanno partecipato all’eccellente concerto: Roberto Tangianu, celebrato musicista dell’antico strumento "launeddas", Lucia Budroni, nota cantante di brani tradizionali sardi, Peppino Bande, polistrumentalista di Sarule, e Michele Foddis, giovane vocalista sassarese di grande talento. Questo gruppo di artisti, rappresentante di una importante porzione della sardegna musicale e giunto a Brisbane per questo unico concerto sul suolo australiano per presentare il nuovo disco "Semus Chelos", uscito da poche settimane e per documentare la preziosa testimonianza di uno spaccato di emigrazione che vive felicemente a migliaia di chilometri dalla sua terra d’origine. Ancora una volta l’Associazione Sarda del Queensland, nata nel 1995 e presieduta da Giuseppe Murtas, può dire di aver fatto centro con un concerto di grande successo che ha ottenuto sentiti consensi da parte dei numerosi spettatori presenti. A proposito di questo il conduttore del gruppo, Giuliano Marongiu ha dichiarato quanto segue: "Giuseppe Murtas e tutti i componenti dell’Associazione hanno una consolidata capacità organizzativa e un amore profondo per la nostra terra.  Sono riusciti a trasmettere la passione per la nostra musica, la nostra cultura e le nostre tradizioni anche a coloro che non arrivano dalla Sardegna, ma che attraverso di loro hanno imparato ad amarla.  La nostalgia, da queste parti è un valore aggiunto in quanto stimola iniziative efficaci e promuove una sana immagine della nostra terra ovunque. La Sardegna, anche quella delle istituzioni che governano, può andare orgogliosa di questi ambasciatori che onorano le loro radici e guardano al futuro.  Le Associazioni ed i Circoli sono presidio armato di volontà e determinazione, propaggini della nostra terra fiorite nel mondo". Giuliano Marongiu, oltre ai brani contenuti nel CD, ha coinvolto il pubblico presente con i successi del suo repertorio quali "Serenada", "Ballende…cantende" e i noti "Badde lontana", "Nanneddu meu", "Dimonios", "Terra mia", "Pratobello", per citarne alcuni. Applauditissimi gli interventi di Roberto Tangianu, uno dei protagonisti del concerto che con le sue "launeddas" hanno commosso i sardi presenti e suscitato l’interesse vivo di chi le ascoltava per la prima volta. Il giovane musicista ogliastrino ha rivelato i segreti dell’antico strumento, soffermandosi sulla storia e sulla tecnica, unendo la magia dei suoni e la competenza in materia. La cantante Lucia Budroni ha interpretato diversi brani della tradizione sarda: da "Non potho reposare" a "Deus ti salvet Maria", offrendo, tra le altre cose un sentito omaggio a due famosi cantanti sardi: Maria Carta e Andrea Parodi.  Il polistrumentista di Sarule, Peppino Bande, ha incantato per il suo talento, passando con disinvoltura dall’organetto alle tastiere ed alla fisarmonica.  Bande insieme a Roberto Tangianu ha animato una danza con gli strumenti organetto e launeddas che ha portato tutti i presenti in una impegnata danza di "ballu tundu". L’organico è stato completato dal giovane cantante Michele Foddis che ha interpretato con successo alcuni brani sardi. Durante il concerto, il presidente Murtas ha salutato gli ospiti sottolineando l’importanza di produrre cultura attraverso le iniziative che colmano distanza di spazio e di tempo tra la Sardegna e l’Australia e dopo di questo ha ringraziato le numerose persone che hanno partecipato al concerto. Al termine della serata tutte le persone presenti hanno avuto il piacere di fare una conoscenza da vicino con gli artisti sardi con un rinfresco organizzato dall’associazione. Una ampia sintesi del viaggio a Brisbane e delle interviste ai sardi emigrati, saranno oggetto di un programma curato da Giuliano Marongiu e trasmesso su Sardegna Uno anche attraverso il sito internet  www.sardegna1.it.

Giuseppe Murtas

CHIUSURA IN BELLEZZA DEL 2009 PER TANTI EMIGRATI SARDI DEI CIRCOLI DELL’ARGENTINA

LA STATUA DELLA MADONNA DI BONARIA REALIZZATA A SAN PEDRO

All’inizio di dicembre tantissimi soci e amici del Circolo "Radici Sarde" Buenos Aires Nord, hanno partecipato ad una bellissima giornata presso la località di San Pedro, insieme alla autorità della Federazione Sarda Argentina, l’Associazione Sardi Uniti, il Circolo Sardo di Tucumàn, il Circolo Sardo di Rosario e l’Associazione Italiana Sardegna di Villa Bosch, insieme al gruppo di giovani sardi di tutti i Circoli e autorità della Società Italiana di San Pedro. Il motivo: l’inaugurazione della statua della Madonna di Bonaria, patrona della Sardegna. La stessa è stata realizzata dallo scultore sardo Graziano Penduzzu, presso la sua fattoria "El sueño del tano", ed è stata benedetta dalla autorità ecclesiastiche della zona. Un tenore del Circolo Sardo di Rosario ha partecipato cantando alcune canzoni e canzonette ed inoltre, per accompagnare questo bellissimo momento alcune donne sarde hanno indossato i costumi, hanno portato la bandiera ed hanno cantato una canzone in onore della Madonna. Da Buenos Aires portata una pergamena con la storia del culto alla Madonna di Bonaria. Complimenti a Graziano Penduzzu per tenere sempre in alto il nome della Sardegna! Enorme l’emozione di tutti quelli che hanno accompagnato Graziano in questo importante momento della sua vita, tra cui i soci del nostro Circolo María Josefina Marras, Ana María Ruiu e le giovani María Josè Altamiranda Madau e Magalí Misses Serra. Si chiude così un’anno all’insegna della sardità in questo meraviglioso Paese!

Pablo Fernandez Pira 

LA VI EDIZIONE DEL "PREMIO SOLIDALE" DEL CIRCOLO DI MAR DE PLATA

RICONOSCIMENTO PER WILLY WULLICH, AMICO DEI SARDI

Alla fine del mese di novembre, presso il circolo sardo "Grazia Deledda" di Mar de Plata in Argentina, si è svolto il tradizionale incontro denominato "The dell’Amicizia" dove ogni anno viene dato un riconoscimento ad una personalità della comunità locale che si è contraddistinta positivamente. Quella di quest’anno è la VI edizione del "Premio Solidale". Alla manifestazione del 2009 ha preso parte padre Hugo Segovia, il consigliere comunale Cristina Coria, il Presidente della Federazione delle Società Italiane Juan Radina. Il "Premio" tanto ambito è stato assegnato a Willy Wullich, direttore del Teatro Colòn di Mar de Plata per il suo grande impegno nella conduzione e la direzione degli eventi promossi e per la sua enorme sensibilità umana nei confronti di tutta la comunità locale di Mar de Plata, ed in particolar modo, verso quella di origine sarda. Alla fine si è esibito il gruppo "Coral Tango" diretto dal maestro Dardo R. Taboada.

Loredana Manca

                                                                                                      

LA XVIII EDIZIONE DEL "PREMIO SOLIDARIDAD" DEL CIRCOLO SARDO DI TUCUMAN

TRIBUTO A ROSA MARIA SIMS PER IL SUO IMPEGNO CON I DISAGIATI

Con la consegna del "Premio Solidaridad" il Circolo Sardo di Tucumán, in Argentina, ha chiuso venerdì  11 dicembre, le attività del 2009.  Sin dal 1991, il Premio Solidaridad viene assegnato a fine anno alle persone della città di Tucumán che lavorano in favore dei più bisognosi. Il riconoscimento consiste in una riproduzione di un "bronzetto", una statuetta di bronzo della civiltà nuragica della Sardegna risalente al 3000 a.C, che rappresenta il "Capo Tribù", figura che simboleggia la protezione. A ricevere il Premio quest’anno è la dottoressa Rosa Maria Sims che, insieme a un gruppo di medici e studenti universitari, è impegnata in un progetto di volontariato a favore di famiglie disagiate. Il laboratorio di tango dell’associazione ha partecipato con delle coppie che hanno ballato proprio nel Giorno Nazionale del Tango, dichiarato da poco come Patrimonio  dell’Umanità.  Gli  allievi dei diversi corsi di lingua italiana hanno ricevuto gli attestati corrispondenti. Hanno partecipato della festa oltre ai soci del circolo, dirigenti di altre associazioni italiane, amici della nostra associazione e pubblico in generale. La serata si è chiusa con una degustazione di pietanze e dolci sardi preparate dalle socie del Circolo.

 

SERATA TEATRALE IN LIMBA AL "DOMO NOSTRA" DI CESANO BOSCONE

LA COMPAGNIA "POSARRINCUMPANGIA"

Già nell’ottobre 2008, in occasione del trentennale del circolo, era stata proposta una serata teatrale con la compagnia filodrammatica di Barumini, la proposta ha riscosso molto successo, per tale motivo anche nel  2009 il Consiglio Direttivo ha voluto riproporre una serata a teatro. Per l’occasione sul palcoscenico del Teatro L. Piana si è esibita la compagnia teatrale di Tratalias – i suoi componenti sono: Maria Teresa Garau, Mauro Lai, Atzori Anna Carmine e Sandra Cardis. Per la compagnia teatrale si è trattato del  battesimo fuori dall’Isola, infatti per la prima volta si sono esibiti in un teatro vero e proprio davanti ad un pubblico numeroso, che ha esternato il proprio gradimento con sonore risate. I testi scritti da Maria Teresa Garau descrivono con esilarante sapienza alcuni personaggi e situazioni  comico grottesche che ben rappresentano la vita quotidiana, i titoli delle scenette indicano e anticipano le situazioni comiche interpretate: Tziu Ernesto e la moglie nel traffico; Il primo pacco per Ivaldu emigrato in Germania; Cosa leggia sa beccésa!; La cantante Nilla Coccoi. La compagnia è attiva da poco più di un’anno ma ha dimostrato di sapere tenere la scena ed anche  improvvisare. La scenografia, estremamente essenziale è stata improvvisata con poche cose e con la collaborazione di parenti ed amici da anni emigrati in continente in paesi nelle vicinanze di Cesano Boscone, che hanno fatto sentire la loro calorosa presenza tra il pubblico. La compagine ha preso forma e corpo da un’idea di Sandra Cardis dopo aver visto all’opera Maria Teresa Garau -"proporsi negli ospedali per portare agli ammalati non solo solidarietà ma anche un po’ di buon’umore" –  Ambedue svolgono la propria attività lavorativa nella sanità isolana, a loro si sono affiancati: Mauro Lai – anch’egli operatore sanitario e Anna Carmine Atzori casalinga. Attualmente la compagnia oltre ad esibirsi nelle strutture ospedaliere ha ampliato i propri orizzonti con esibizioni nelle piazze paesane. In conclusione possiamo ben dire di aver trascorso una piacevole  serata  con la compagnia teatrale "Posarrincumpangia".

Marinella Panceri

 

LA PRODUZIONE DI GRAZIA DELEDDA

TRA ISOLA E MONDO

«Grazia Deledda tra Isola e Mondo», di Autori Vari, Cives Universi-Centro Internazionale di Cultura, Milano, 230 pagine, s.i.p. Cosa insolita, questo volume era già pronto il 26 settembre 2009, quando nella Sala del Grechetto di Milano si svolgeva il convegno sulla Deledda del quale sono trascritti gli atti. Merito del sodalizio Cives Universi di Milano, presieduto da Alberto Frigerio, cui l’opera può essere richiesta. Le relazioni, che analizzano la produzione letteraria della scrittrice nuorese anche in rapporto con quella di D’Annunzio e di Pirandello, sono di Valentina Radaelli, Sara Colombo, Simonetta Sanna, Alessia Tresoldi, Paolo Pulina, Annamaria Andreoli, Gianluca Bavagnoli e Massimo Onofri. (Rubrica "Libri sardi" del quotidiano "La Nuova Sardegna", 07 dicembre 2009)

Cives Universi-Centro Internazionale di Cultura  Viale Lombardia, 8 – 20131 Milano

Telefono 02.23951702 Fax. 02.26688035 Cell. 335.221650

E-mail: info@centrointernazionaledicultura.it

mailto:info@centrointernazionaledicultura.it http://www.centrointernazionaledicultura.it/

Indice del volume "Grazia Deledda tra Isola e Mondo": Valentina Radaelli: "Grazia Deledda. Voci di Sardegna" e "La produzione letteraria di Grazia Deledda"; Sara Colombo: "Grazia Deledda. Contesto storico e culturale"; Simonetta Sanna: "Grazia Deledda fra isola e mondo"; Alessia Tresoldi: "Cenere. Il romanzo"; Paolo Pulina: "Alcuni modi extraletterari per attualizzare il messaggio di Grazia Deledda" e "Noterelle su Grazia Deledda"; Annamaria Andreoli: "Gabriele d’Annunzio e Grazia Deledda: il folklore"; Gianluca Bavagnoli: "La Sardegna di Grazia Deledda dal descrittivismo alla ricerca ancestrale del mito"; Massimo Onofri: "Un appuntamento mancato: Grazia Deledda e Luigi Pirandello".

Salvatore Tola

 

INIZIATIVA A BOLOGNA DEL "PROGETTO BRINC@" PER IL 7 MARZO

MUSICA PER GLI EMIGRATI SARDI

Stiamo organizzando a Bologna una giornata dedicata ai sardi emigrati. Domenica 7 Marzo. Abbiamo intenzione di organizzare dei pullman dalle città dove si raggiunga un buon numero di interessati, come Roma, Pisa, Milano, Torino, Firenze, Padova, Udine, Genova. Provvederò a contattare i Presidenti e valutare insieme la cosa. Per il pernottamento abbiamo una convenzione con l’Hotel Città di Bologna. E’ un ottima occasione per fare una piccola vacanza e partecipare a questo incontro che avrà come protagonista la nuova musica prodotta in Sardegna e sarà una festa per tutti gli emigrati. Stiamo definendo un dibattito dedicato ai Social Network e l’emigrazione, pranzo tipico sardo e un intero pomeriggio fino a sera di musica.

Giancarlo Palermo

 

DAL "SU NURAGHE" DI BIELLA: LANCIARE "PONTI" TRA MONDI GENERAZIONALI

OLTRE UN’APPARENTE QUOTIDIANITA’

Le nuove generazioni sono oggi al centro di un vasto ed articolato dibattito presso i vari studiosi delle scienze umane, tra i quali si annoverano, con diverse finalità, sociologi, educatori, psicologi ed esponenti dei mass-media. A tale proposito i festeggiamenti che hanno riguardato il Circolo Culturale Sardo "Su Nuraghe" di Alessandria lo scorso mese di Settembre sono stati l’occasione per affrontare un tema particolare con riferimento a fanciulli e giovani, ossia il problema della continuità culturale nel mondo dei Sardi del Continente. Nel corso della giornata di Domenica 27 settembre l’Ass
ociazione dei Sardi di Biella, nella persona del suo presidente, prof. Battista Saiu, ha fornito un personale contributo alla relativa discussione, attraverso il racconto di quanto accade presso la comunità sardo-biellese, posta storicamente, come quella alessandrina, sotto la protezione del patrono del Piemonte, Sant’Eusebio da Cagliari, vescovo di Vercelli del IV Secolo, introduttore dei culti mariani ad Oropa (BI) ed a Serravalle di Crea (AL). Preliminare è stata una riflessione che ha avuto ad oggetto le diversità tra i Sardi delle vecchie generazioni e coloro che ne sono oggi i figli ed i nipoti. Tale distanza non si riflette solo nell’età dei soggetti posti a confronto, ma si evidenzia nei contesti storico-ambientali del vissuto individuale e nelle esperienze affrontate. Tutto ciò risalta già solo nei ricordi dell’emigrazione dei Sardi in Continente nel corso degli anni ’50 – ’70 ed, in particolare, con riferimento al cd."marchio identitario": gli emigranti dall’Isola, infatti, hanno al tempo dovuto affrontare l’allora dogana di Genova, ove le valigie venivano segnate dalle autorità portuali col gesso all’ingresso in terra ferma al fine di indicare la regolarità contro il contrabbando del sale. Ma a questo si aggiunge il divario esistente tra il passato e l’oggi nel mondo del lavoro: gli emigranti del tempo, in cerca di sicurezza e di fortuna durante il grande boom economico italiano del secolo scorso, erano gente motivata abituata e pronta alla fatica, e le donne, specie coloro senza famiglia, erano umili protagoniste di lavori domestici, o si presentavano come infermiere od operaie in botteghe e fabbriche, specie nel Nord-Ovest del Paese. La distanza generazionale è poi riscontrabile relativamente al mondo delle relazioni sociali: in passato i circoli, luoghi partecipati, sorta di salotti di casa allargati e di succursali continentali delle piazze dei paesi natii, erano la sede della promozione e per la condivisione ristretta dei prodotti tipici e delle attività culturali specifiche sarde, quale sorta di legame e, al contempo, di palliativo alle sofferenze per il distacco dalla propria terra e, spesso, dalla propria famiglia. Nel tempo il mondo è cambiato e ciò si è naturalmente riflesso anche presso le comunità di emigrati, ove progressivamente sono venute a crearsi nuove esigenze, prima fra tutte quella della integrazione attraverso la conoscenza, il confronto ed il rapporto diretto con la terra ospitante di immigrazione. Tuttavia sono anche venuti a "sfilacciarsi" quelli che erano dei veri e propri "cordoni ombelicali" con la terra origine per ciò che riguarda le persone, la mentalità, le usanze e le dinamiche relazionali: le distanze, quindi, tra i sardi immigrati in terra ferma e quelli rimasti sull’Isola sono progressivamente cresciute. Si è giunti così all’attuale problema di come garantire la sopravvivenza di quelli che possono definirsi dei veri e propri "noccioli duri" nell’identità, ossia la continuità culturale sarda presso le nuove generazioni. Una questione problematica di non certa facile soluzione, considerato anche il fatto che lo stesso concetto di identità ha caratteristiche dinamiche ed evolventi, che evidenzia come la relativa ricerca non possa essere affrontata con atteggiamenti superficiali. Oggi, come ha evidenziato più volte nei suoi saggi il filosofo Bauman, nelle nostre società si propone qualsiasi cosa solo al fine di consumare, ottenendo il risultato per il quale, parafrasando l’adagio cartesiano, "si è quel che si consuma". In questo quadro d’insieme si evidenziano quelle che vengono denominate le cd. comunità guardaroba, ossia quegli assembramenti umani che nascono per assistere ad una partita, per partecipare a meeting, a cerimonie o manifestazioni di varia natura, costituite giusto per la durata dello spettacolo e dell’evento e sciolte al termine di esso (a riguardo si veda l’opera di  Z.Bauman, a cura di Benedetto Vecchi, Intervista sull’identità, V Ed. Saggi Tascabili Laterza, Roma – Bari, 2006, pag. 33 e ss.): di questa specie si palesano anche quei gruppi nei quali la Memoria dei costumi, della tradizione e della cultura di origine viene ad essere proposta come se fosse posta all’interno di un espositore di museo, nel quale il soggetto usufruisce e partecipa dell’evento quale semplice spettatore distaccato entro un tempo limitato. Sebbene in queste dinamiche sussistano indubbi vantaggi, quali proprio la brevità temporale ed il minimo impegno nel personale coinvolgimento, utili ad incrementare la partecipazione numerica, tuttavia gli stessi citati elementi strutturali determinano un distacco dalle tradizioni mostrate, poste in visione ma lasciate solo alla percezione superficiale di chi le osserva manifestarsi. Già solo il fatto di porre un fatto od un oggetto in una dimensione da museo significa ritenere detti oggetti non viventi, non propri del presente ma del passato, da custodire in quanto prossimi alla scomparsa (a riguardo si consulti M.Aime, Eccessi di culture, Ed. G.Einauidi, Torino, 2004, pag. 32 e ss.): in sostanza in tale situazione la Tradizione non viene trasmessa ma al più riesumata, oppure posta in teca, in quanto già morta. Il Circolo "Su Nuraghe" di Biella, cosciente di tali eventualità, ha adottato nuovi approcci ed una ricerca per tentativi per ovviare alla questione della continuità culturale presso le nuove generazioni. Ma il problema si complica ulteriormente in quanto concerne il come coinvolgere le nuove generazioni, specie in riferimento a coloro che sono nati fuori isola. Problema cui la stessa Chiesa Cattolica, con riferimento specifico all’educazione alla fede ed ai valori cristiani, propone diversi spunti e riflessioni utili anche al tema del dibattito in oggetto. Recentemente  è stato segnalato come i giovani oggi vivano, oltre ad un’apparente quotidianità propria dell’età personale, anche una contestuale vita parallela a quella degli adulti, all’interno della quale il singolo si rifugia in una sorta di falsa autonomia. Alla luce di ciò si evidenzia la necessità di lanciare "ponti" tra questi due mondi generazionali, da individuarsi nei luoghi della relazione e nei momenti della vita quotidiana, accettando la sfida di far diventare queste occasioni centri di educazione, attraverso l’incontro, la relazione concreta e personale, diretta e a quattro occhi (a riguardo si veda l’intervento di D. Segalini, Per educare i giovani occorre costruire ponti, consultabile in Formazione&Lavoro, n. 3, Anno 2007, pag. 59 e ss.). Anche papa Benedetto XVI ha segnalato come la "frattura fra le generazioni" sia l’effetto, piuttosto che la causa, della mancata trasmissione di certezze e di valori del passato, i quali non possono semplicemente essere ereditati, ma fatti propri e rinnovati attraverso una spesso sofferta e non sempre facile scelta di coinvolgimento personale, cui si innesta un grande desiderio di sapere e di capire, che si manifesta in continue domande e richieste di spiegazioni, senza limitarsi al mero passaggio di nozioni ed informazioni (a riguardo si rimanda a Benedetto XVI, Lettera del Santo Padre Benedetto XVI alla Diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell’educazione – 21 gennaio 2008, Ed. Libreria Vaticana, Città del Vaticano, 2008). A Biella, pertanto, si agisce in "Su Nuraghe" per coinvolgere nella comunità le nuove generazioni, attraverso una serie di iniziative cui partecipare personalmente contribuendo in prima persona, attraverso eventi conviviali, aggregativi, o più strettamente culturali. Lunga sarebbe l’elencazione delle iniziative, ma per citarne alcune
si rammenta il caso del cumbidu di presentazione dei neonati e l’annessa "festa degli alberi" in applicazione della Legge 29 gennaio 1992, n. 113, l’indizione di borse studio, l’organizzazione di tornei e gruppi sportivi con la previsione di sezioni per genere o età, l’allestimento di feste per il carnevale dei bimbi ove i giovani rivestono piccoli ruoli di responsabilità e visibilità, analogamente a quanto avviene nelle occasioni nelle quali occorre un servizio ai tavoli per i banchetti sociali o per la presentazione di libri o  film a tema, o la possibilità, specie per le donne, di proporre e mettere alla prova le proprie capacità culinarie partecipando alle serate di "Sapori di Sardegna", o arricchire il proprio bagaglio culturale attraverso la partecipazione a corsi ad hoc di intreccio, di ricamo, di ballo, di lingua, di panificazione, ecc., o attraverso le manifestazioni collegate all’area monumentale di Nuraghe Chervu, dedicata ai Caduti della Grande Guerra biellesi e sardi, nonché alla Brigata Sassari. Sintetizzando, quindi, si assiste presso l’Associazione dei Sardi di Biella al coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso tre principali canali che possono integrarsi e coesistere tra di loro, in contemporaneità, ossia una dimensione di protagonismo, una forma di ritualità e una sorta di ambito vestimentario. In particolare, presso il Circolo Su Nuraghe di Biella il coinvolgimento delle nuove generazioni ha, quindi, un carattere specifico consistente in una partecipazione attiva multiforme in quanto indirizzata con la quale si ha il transito da un "prima" ad un "dopo": si compie, in sostanza, l’ingresso del "neofita" nella comunità attraverso un’attività, in una sorta di un vero e proprio rito di passaggio, testimoniato anche dalle circostanze nelle quali sono i genitori ad accompagnare nell’ingresso i propri figli, quali, ad esempio, spettatori alla presentazione di libri o filmati a tema. Sussiste poi uno scambio ed un’alternatività tra i protagonisti: spesso i giovani, nelle serate di proiezione di film a tema, sono spettatori gli uni degli altri, dando luogo ad un coinvolgimento tra persone di stessa o diversa età in un contesto di inconsapevole successione di consegne, quale sostanziale forma di un altro ulteriore vero e proprio rito di passaggio, così come avviene nella stretta di mano nel caso di saluto, ove sussiste un passato ed un seguito. In tale quadro d’insieme, quindi, tanto più esistente nelle occasioni dell’uso di tradizioni obliate dal tempo, si tenta di innestare nei presenti uno stimolo per riconoscere come proprie, in quanto parte del personale background culturale, aspetti propri della comunità, quali, tra tutti, usanze o connotati di esse, sebbene in un ambito di consapevole evoluzione. Per tali motivi gli aspetti della Tradizione, possono essere vissuti con l’entusiasmo per la "novità" dell’evento nella riscoperta di una parte di sé, con il risultato di aver suscitato, altresì, un ulteriore potenziale stato di attesa personale nella consapevolezza dell’eventualità di una ripetizione di tutto ciò nella vita quotidiana di ogni giorno.

Gianni Cilocco

 

C’E’ UN PEZZO DI SARDEGNA NELLE FILIPPINE

LA SOLIDARIETA’ NON CONOSCE CONFINI

Il libro "Diario di un medico missionario", testimonia l’attività di Padre Amelio Troietto, 59 anni, di Poggiana di Riese Pio X (Treviso), medico e sacerdote dell’Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli infermi – più noti come Camilliani, dal nome del fondatore San Camillo de Lellis – presso l’ospedale "Polyclinic Sardegna" di Dolores, nell’isola filippina di Samar, che dirige dal 2004. La struttura, intitolata alla memoria del domenicano Padre Luigi Loi, prematuramente scomparso, è stata inaugurata nel 2001 e si affianca alla scuola "Mater Divinae Gratiae College" e alle biblioteche, centri d’accoglienza e soggiorno per i più poveri del "Sardegna Village". Il "Polyclinic Sardegna" è stato il primo progetto realizzato a favore delle missioni filippine di Madre Flora Zippo, missionaria delle Suore Francescane dei Sacri Cuori, responsabile e fondatrice di numerosi apostolati in Oriente, e fortemente sostenuto dall’associazione "Solidarietà Sarda Onlus", costituita 9 anni fa a Cagliari per appoggiare progetti di solidarietà, rivolti in particolare ad alcune popolazioni povere del terzo mondo. L’incontro di Padre Amelio col "Polyclinic Sardegna" è stato casuale: "All’inizio non conoscevo Madre Flora – racconta il missionario – un giorno due delle sue suore passarono per l’ospedale dove lavoravo in quel periodo, nell’isola di Samar, per chiedere un aiuto logistico per la loro struttura; parlai loro della mia attività e mi invitarono a fare alcune assistenze mediche a Dolores. Recatomi sul posto, mi resi subito conto della povertà che c’era, e che ancora c’è, e dell’estrema necessità che qualcuno fornisse un’adeguata assistenza sanitaria. Terminato il mio servizio presso la struttura dove lavoravo, mi fu proposto di dare una mano e così cominciò la mia collaborazione col Policlinico. Abbiamo impostato un buon lavoro, posso dire che tutto funziona bene e sono molto contento. Ora faccio ancora un po’ di chirurgia, ma ciò che più mi sta a cuore è l’attenzione per i malati poveri, che non avrebbero altra possibilità di cura, non potendosi rivolgere a strutture private a pagamento. Certo, è un posto "fuori dal mondo" – sorride – anche per chi viene a trovarci, ma il servizio che facciamo è realmente importante". Le difficoltà e i disagi frequenti in quelle terre sembrano non scoraggiare Padre Amelio, anzi, lo stimolano ancor di più: "Mi sento sereno. È una vita dura, ma molti malati vanno via con un sorriso, un senso di speranza. Anche dal punto di vista medico per me quella che vivo laggiù è una sfida continua, perché vedo casi medici nuovi e, con non poca creatività, devo far conciliare gli scarsi mezzi con le realtà che mi si presentano: questo è il bello del lavoro che continuo a fare con la stessa passione. I momenti di sconforto non mancano, ma non sono solo: ho accanto tante persone, specialmente provenienti dalla Sardegna, che mi aiutano, e senza le quali spesso non troverei via d’uscita da certe situazioni complicate. A loro va il mio più sincero e profondo ringraziamento". Francesco Furcas

IN SARDEGNA SI PARLA DEL CAGLIARI CLUB DELL’AMIS DI CINISELLO BALSAMO

IL CALCIO FRA GLI EMIGRATI SARDI

Erano i primi anni del Ventunesimo Secolo e il Cagliari latitava malinconicamente nella serie cadetta, con grande delusione del popolo rossoblu. Il centro sportivo di Assemini era sede di un continuo viavai di tecnici, calciatori, dirigenti, collaboratori e via dicendo, un vero e proprio porto di mare. Erano anni di illusioni (ogni estate) e delusioni (ogni successiva primavera), però la fede – quella sportiva, s’intende – dei veri tifosi resisteva incrollabile: messa a dura prova, certo, dai scialbi risultati della squadra, ma la speranza di un roseo futuro era viva. È in questo quadro storico che nasce il Cagliari Club "Massimo Cellino"di Cinisello Balsamo, intitolato al patron rossoblu. Il Club è figlio di una realtà ben più radicata nel territorio, ovvero il Circolo A.M.I.S. (Alleanza Milanese Immigrati Sardi) "Emilio Lussu"di Cinisello Balsamo, da quasi quarant’anni attivo nel milanese con iniziative di vario genere, tra cui conferenze su musica, cultura e arte culinaria tipiche dell’isola quali occasioni di confronto e incontro tra emigrati sardi residenti in Lombardia. La nascita del Cagliari Club Cellino, come ci racconta il presidente Maurizio Tuveri, è avvenuta in modo "spontaneo", in quanto la stragrande maggioranza dei tesserati del circolo (quasi 500 iscritti) è anche tifosa del Cagliari, altro fattore di unione in una realtà di emigrazione: si è ritenuto quindi un atto dovuto creare una realtà di riferimento per i sardi residenti nella zona appassionati di calcio, specialmente se sostenitori dei rossoblu. Nei primi anni di storia del Club il numero degli iscritti era pari a circa un quinto del numero dei tesserati del circolo, un centinaio circa: attualmente tale cifra si è dimezzata, essendo circa cinquanta gli appartenenti al Club Cellino: quest’inversione di tendenza, spiega Tuveri, è dovuta non certo al rendimento della squadra, specialmente negli ultimi anni brillante ed esaltante, ma alla disaffezione seguita ad una sorta di "allontanamento" della società rossoblu dalla vita del Club di Cinisello. Ciò che manca è un pizzico di considerazione in più, un sentirsi parte integrante di una grande realtà quale è quella del Cagliari e della sua storia, ovvero la squadra di una regione intera, orgoglio anche di chi ha dovuto lasciarla alla ricerca di un domani migliore, ma pur sempre attaccato alle proprie radici. Essendo parte di una struttura operante nel sociale e nella quotidianità come il circolo Lussu, il Cagliari Club si occupa di iniziative che riguardano lo sport e il calcio in particolare quale momento di aggregazione e di crescita. Innanzitutto, tra le attività relative al tifo vero e proprio, vi sono alcuni tesserati che spesso hanno seguito la squadra di Allegri nelle gare esterne, come ricorda Maurizio: Bergamo, Bologna, Firenze, Udine e ovviamente Milano, sono alcuni esempi. Ma la maggior parte dei tesserati, che non sempre può partecipare alle trasferte, segue ogni domenica la partita dei rossoblu nella sede del Club, grazie all’impianto video satellitare che permette di vivere tutte le settimane l’impegno della propria squadra. Forte è l’impegno sociale, obiettivo primario perseguito e discusso nelle riunioni periodiche riservate ai soci: vengono organizzati infatti eventi quali quadrangolari di calcio – con la partecipazione di squadre giovanili – e tornei di calciobalilla, il tutto sponsorizzato dal Cagliari Club. Per quanto riguarda il Consiglio direttivo del Club, oltre al sopraccitato presidente Maurizio Tuveri, sono presenti anche il vicepresidente Mario Autieri e il consigliere Ferdinando Celsi. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito web www.circoloamis.it .

Francesco Aresu

 

NEL 2009 IN SARDEGNA BRUCIATE 20MILA BUSTE PAGA

OCCUPAZIONE, CONTINUA L’EMORRAGIA

In Sardegna, in un anno, sono stati bruciati 20 mila posti di lavoro: 12 mila dipendenti e 8 mila indipendenti. Lo rileva l’Istat, sottolineando come l’emorragia di buste paga non riguarda solo l’Isola. Il problema è di tutta l’Italia: dal terzo trimestre del 2008 all’analogo periodo del 2009 gli occupati sono calati di 508 mila unità, il dato peggiore dal 1992. Nel terzo trimestre del 2009 gli occupati sardi sono 599 mila, nel 2008 erano 619 mila (-3,3%). «La variazione rispetto al secondo trimestre del 2009», segnala Lucia Schirru, ricercatrice del Centro studi L’Unione Sarda, «è addirittura peggiore: infatti gli occupati tra aprile e giugno di quest’anno erano 627 mila». Solo una parte di quelli che hanno perso il posto si rimette subito alla ricerca di un nuovo impiego: «Il numero dei disoccupati, cresce rispetto al terzo trimestre 2008 di 12 mila unità, tra questi avevano precedenti esperienze di lavoro in 9 mila. Gli altri, evidentemente scoraggiati dalle poche prospettive, rinunciano alla ricerca, almeno secondo i criteri stabiliti dall’Istat. Perciò», aggiunge la ricercatrice, «quelli che pur volendo lavorare non ricercano attivamente un’occupazione fanno incrementare la zona grigia delle non forze di lavoro: +22 mila persone tra il 2008 e il 2009». In Sardegna, sottolinea l’analista del Centro studi L’Unione Sarda, nell’ultimo trimestre, il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni è pari al 51,2%, due punti percentuali più basso rispetto al terzo trimestre del 2008. In Italia lo stesso tasso, che vale 7 punti in più rispetto a quello sardo (57,5%), è anch’esso in calo rispetto all’anno precedente (59%). Nel Mezzogiorno la situazione occupazionale è peggiore: il tasso di occupazione raggiunge appena il 45% (un anno fa si attestava al 46,4%). È però allarmante la fotografia sul tasso di disoccupazione: nell’ultimo trimestre disponibile, si porta in Sardegna a 12,7 punti percentuali, mentre in Italia viaggia sui 7,3 punti e nel Sud su 11,7. «Un anno fa lo stesso indicatore», spiega Schirru, «valeva rispettivamente il 10,8% in Sardegna, il 6,1% in Italia e l’11,1% al Sud, comportando ovunque degli incrementi rilevanti tra i due periodi considerati». Oggi fa peggio dell’Isola solo la Sicilia, che ha un tasso del 13,3%. La riduzione occupazionale non ha colpito tutti i comparti allo stesso modo. Tra luglio e settembre del 2009 in agricoltura ci sono stati 9 mila occupati in meno rispetto allo stesso periodo del 2008, 7 mila dei quali lavoravano per proprio conto (lavoratori indipendenti). Nell’industria i posti persi sono stati 5 mila. «L’analisi dei due sottosettori, evidenzia che la perdita di posti di lavoro è imputabile completamente all’industria in senso stretto: -7 mila occupati. A pagare il prezzo maggiore sono i lavoratori indipendenti che si riducono di 5 mila unità. Le costruzioni, che occupano 2 mila persone in più rispetto al 2008, contribuiscono ad attutire il calo occupazionale del settore industriale nel suo complesso». Anche i servizi non vengono risparmiati dalla crisi: 7 mila persone "licenziate". «Pure in questo caso», rileva la ricercatrice, «ci sono diffe
renze. La perdita di posti di lavoro riguarda tutti i servizi tranne il commercio, che invece incrementa il numero di occupati di 8,5 mila unità (tutti lavoratori indipendenti)». Preoccupazione per Massimo Putzu, leader regionale della Confindustria: «I dati dell’Istat evidenziano il perdurare di una crisi che, nella nostra Regione, non ha ancora affievolito la sua spinta. Ecco perché pensiamo che la ripresa sarà lenta e faticosa», dice. Non tranquillizza, in particolare, il forte calo dei lavoratori dipendenti, collegato a una flessione di quelli a tempo indeterminato. «Il sistema industriale sardo sembra risentire dell’onda lunga della crisi che sta colpendo alle sue fondamenta la base produttiva regionale, a partire dalle grandi industrie dei principali siti produttivi dell’Isola, con gravi ripercussioni anche sulle piccole e medie imprese», prosegue Putzu. «Questo deve convincere a rafforzare gli sforzi di noi tutti per avviare politiche economiche in grado di sostenere il nostro sistema economico. I passi fatti in questi mesi e alcuni degli interventi messi in campo, da ultimo la rapida approvazione della legge Finanziaria regionale», conclude Putzu, «costituiscono una buona base da cui partire per rafforzare un’azione che nei prossimi mesi sarà rivolta a un recupero di competitività».  

Lanfranco Olivieri

CAPOLAVORI DI INVENTIVA DELLA FANTASIA POPOLARE

I SOPRANNOMI SARDI

Antefatto: una recente delibera del Comune di Chioggia ha dato rilievo anagrafico ufficiale anche ai soprannomi. Scopo: scongiurare il pericolo delle troppe omonimie (il cognome Boscolo, da solo, occupa 40 pagine dell’elenco telefonico). I Boscolo in eccesso rischiavano di far precipitare nel caos la compilazione delle tessere sanitarie. Ricordiamo che il primo tra i grandi a dare risalto letterario ai soprannomi è stato nientemeno che Omero, con il celebre nomignolo ideato per l’eroe Achille: pie’ veloce. Nel solco del poeta sovrano, molti altri scrittori hanno privilegiato i soprannomi, creandone di splendidi: Alessandro Manzoni creò "Azzeccagarbugli" per definire l’avvocatucolo di don Rodrigo. Detto questo, ossia lo stretto indispensabile, occorre rimarcare che in Sardegna l’uso dei nomignoli è una pratica antica e tuttora viva, anzi in via di sviluppo sulle ali di una fantasia popolare che talvolta crea veri capolavori di inventiva, in termini reali e nel linguaggio figurato. Ispantamìseros (spaventa-poveri) è il soprannome dato da Michelangelo Pira in "sos sinnos" a un burocrate del Comune di Bitti che rendeva complicate le cose semplici. E sotto il velame di Tassone (bicchiere enorme) si nasconde un uomo basso e grosso che Pira disprezzava, pur appartenendo al suo stesso partito ma che ebbe un rilievo politico sproporzionato: nonostante le capacità scadenti, Tassone arrivò fino al Parlamento Europeo. Per contro, Babbu Mannu è l’appellativo affettuoso che i soldati sardi della prima guerra mondiale diedero al generale Sanna. Molto conosciuti anche i soprannomi dei compagni d’armi di Francesco Masala descritti in "Quelli dalle labbra bianche": Mamuthone, Sciarlò, Pestamuso, Peppe Brinca, Animamea, Culobianco. Lo stesso titolo dell’opera masaliana rievoca un altro nomignolo usato dai ricchi per definire i diseredati: "laribiancos", con le labbra bianche per anemia da scarsa alimentazione. Ma la vena creativa del popolo sardo si è sbizzarrita nel corso dei secoli a crearne di curiosi e in molti casi di originali. L’argomento meriterebbe un trattato. Qui, al di là dei luoghi comuni, siamo vincolati a un florilegio in cui l’ironia e talvolta l’antifrasi la fanno da padroni. Come per Graziano Mesina, da sempre noto a Orgosolo come "Deledda": il nome della scrittrice nuorese per un ragazzo che non amava i libri. A Urzulei esiste un "Cajasoru’" (cagliasiero) che ipotizza un’azione impossibile perché il siero è di per sé già frutto di un’altra cagliata, quella del latte: qui la parola indica un avaro al massimo grado. Altrettanto avviene a Seui per "Crastamuscas" (castratore di mosche), operazione difficilissima che richiederebbe una precisione sovrumana: in origine indicava un pignolo di prima grandezza. Non scherza neppure "S’ierru" (l’inverno), presente in molti paesi ad indicare personaggi scorbutici o dall’umore ballerino come il tempo nella stagione fredda. In alcuni centri caratterizzati da pochi cognomi come a Chioggia si ricorre a svariati stratagemmi per non incappare nella mala fortuna di ritrovarsi addosso un soprannome poco gradito. A Seulo – cognomi dominanti Murgia e Ghiani – già dalla seconda metà del secolo scorso non era raro il caso che a soprannominare i bambini appena nati fossero gli stessi genitori, con naturale benevolenza. Qualità assente nei nomignoli che hanno come punto di riferimento le parti del corpo. Prendiamo la più nobile, la testa: si va da "Conca de mazu" (testa di maglio) a "Conca de anzone" (testa d’agnello) fino a "Conca de pardula" (testa di formaggella) e "Conca de porcu" (testa di maiale). Uno di questi ultimi, in un villaggio barbaricino, si adirava molto quando lo si chiamava con il soprannome ma non batteva ciglio se qualcuno glielo girava in italiano, attenuandolo in "testa di cassetta". In tema di volatili, invece, ha avuto grande fortuna "Su stori" (il falco), da San Basilio a Sadali e in molti altri paesi dell’area linguistica campidanese, ma non solo. Non mancano i calciatori: il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Franco Siddi a Samassi rimane sempre "Rivereddu" (piccolo Rivera), appellativo giovanile nato dalla passione calcistica per il Milan. Un capitolo a parte meriterebbero i cavalieri dell’Ardia di Sedilo, titolari di bei nomignoli. I più giovani ne hanno uno italiano, come Salvatore Meloni, prima bandiera del 2006, noto "Gattino" e Michele Carboni, protagonista del film di Mereu "Ballo a tre passi", noto "Cavallino". Ma la tradizione del soprannome sardo continua a prevalere: la prima bandiera del 2008, Giambattista Carta, è "Cazau" (cagliato). Costantino Chessa, capocorsa del 1995, è "Tilla" (frammentino, bruscolo), forse per indicare la sua magrezza. Per chi lo porta, il soprannome può essere una croce o una delizia: c’è chi si arrabbia e chi se ne gloria. Come Antonio Deplano di Seui, noto "Zero", che per evitare equivoci si firmava utilizzando il nomignolo al posto del cognome e una volta si dice abbia chiamato da lontano il suo compaesano "Su tresi" (il tre) dicendogli: "Vienimi vicino: da solo non conto nulla, con te davanti faccio trenta. Conviene a me, ma anche tu sei moltiplicato per dieci". In ambiti accademici cagliaritani furoreggia "Coniglio mannaro", inventato da un docente per un suo collega che vorrebbe fare il lupo ma non ne ha gli strumenti indispensabili. E si accontenta di fare la volpe.

Paolo Pillonca

10 risposte a “Tottus in Pari, 272: cuore sardo fra le Alpi”

  1. Ciao giovani, nel ringraziarvi per il giornale che puntualmente mi avete inviato anche oggi voglio farvi gli auguri di buone feste e per un nuovo anno felice e sereno.

  2. Certamente nel 2009 TOTTUS IN PARI /

    ha aumentato le sue credenziali;/

    con i contributi internazionali /

    è un blog ormai senza pari./

    Indubbiamente tanta fatica al desk /

    ma anche molte soddisfazioni /

    nel poter servire notizie fresche /

    dal mondo, da tutte le Federazioni./

    Gli emigrati si sono affezionati /

    e mandano sempre più numerosi /

    fotografie, resoconti, comunicati, /

    interventi non querimoniosi./

    Oggi il numero delle pubblicazioni /

    ha superato i duecento settanta: /

    dal 1997 al 2009 inesauste applicazioni /

    e passione quotidiana tanta. /

    Ai redattori Max e Valentina, /

    che tanto da fare si danno /

    i migliori auguri da Pulina /

    di Buon Natale e di Buon Anno.

  3. Nuovo Cammino augura tanta felicità.

    Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

    Ringrazio per il fecondo servizio

    al giornale.

  4. su nadale pienu ‘e cuntentesa

    siat de paghe e de serenidade.

    e s’ annu nou salude e ricchesa

    chi ‘atat a s’ intrea umanidade.

    Dae su sotziu pro sa gara. s’assotziassione de sos poetas improvvisadores

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