Tottus in Pari, 268: vi siete dimenticati di noi?

Illustrissimo Presidente, con la presente voglio portare alla Sua conoscenza la preoccupazione e l’allarme della FASI e dei 70 circoli aderenti (con i loro 18mila tesserati e le migliaia di simpatizzanti), per il ritardo nell’adempimento dei provvedimenti necessari per il funzionamento delle organizzazioni degli emigrati. Quello che vale per l’Italia, vale per i circoli di tutto il mondo. Insieme agli altri presidenti di Federazione e ai consultori designati abbiamo chiesto prima all’assessore Serra, poi a Lei personalmente, con una lettera del 6 luglio 2009, un incontro per capire quali sono i programmi della Giunta e per discutere sulla questione del trasferimento delle competenze del settore emigrazione. Sono passati 8 mesi dalla formazione della Giunta senza alcun cenno di risposta o segnale di attenzione. Riteniamo un grave errore non essere consultati! Non solo perché lo dice la legge, ma perché per prassi consolidata da oltre 35 anni, gli emigrati sono sempre stati coinvolti nelle decisioni importanti e nelle leggi che li riguardavano. Basta ricordare le modifiche alla legislazione precedente, attuata dalla legge 7 del 1991, attualmente in vigore. Ma la cosa più grave è il ritardo nell’insediamento dell’organo di autogoverno del mondo dell’emigrazione, cioè della Consulta, che per la legge deve essere nominata entro 90 giorni dalla formazione della Giunta. Questo ritardo rischia di avere conseguenze drammatiche per la vita stessa dei circoli sia in Italia, che nel mondo. L’anticipo del 70% ricevuto dai circoli a fine settembre sia pure in ritardo, rappresenta una boccata d’ossigeno. Ma non è una garanzia sufficiente per le attività successive. C’è il rischio di una crisi irreversibile del volontariato e del solidarismo dell’emigrazione. Il riepilogo delle procedure necessarie, con i tempi conseguenti, evidenziano la gravità del ritardo:

•1)     La Giunta deve proclamare la Consulta.

•2)     Ci vogliono almeno 15 giorni per la convocazione (basta pensare a chi arriva dall’Australia e dall’Argentina.

•3)     Gli uffici devono predisporre il Piano Annuale e il Piano Triennale.

•4)     La Giunta deve approvare il Piano Annuale.

•5)     La Commissione Emigrazione del Consiglio Regionale deve approvare il Piano Triennale.

•6)     Le Federazioni devono proporre il proprio "Piano di Utilizzo" per la destinazione del contributo per le attività ai circoli.

•7)     Infine ci saranno i tempi tecnici degli uffici, della ragioneria, e soprattutto i tempi infiniti della banca (bisogna rilevare a questo proposito un netto peggioramento del servizio rispetto a quello precedentemente svolto dal Banco di Sardegna!).

Per la Consulta si dice che il ritardo sia dovuto alla mancata nomina da parte del Consiglio di tre esperti; le ricordo che la titolarità della proposta al Consiglio è della Giunta. E’ anche vero che non c’era sino a qualche giorno fa un Assessore al Lavoro, pur tuttavia era sua la competenza ad interim. In ogni caso sono stati già designati dalle Federazioni, dai circoli e dalle Associazioni di tutela già 18 rappresentanti, più che sufficiente a garantire la maggioranza dei 24 componenti previsti dalla Legge 91 se tutti gli enti nominassero effettivamente i loro rappresentanti. Le ricordo tuttavia che nell’ultima e nella penultima legislazione la Consulta è stata proclamata ad esempio anche senza alcuni rappresentanti "esterni". Niente vieta che siano eventualmente integrati in seguito. Così si potrebbe procedere immediatamente all’insediamento della Consulta e all’approvazione del "Piano Annuale". Credo dunque che sia in ballo una questione di attenzione e di sensibilità istituzionale per gli emigrati e di conseguente volontà politica. Mi auguro che si ponga rimedio al più presto a questo grave e dannoso ritardo. Cordiali saluti.  

Tonino Mulas

TAVOLO TECNICO GOVERNO – REGIONE SARDEGNA PER UN ACCORDO DI PROGRAMMA

DECOLLA LA NUOVA CONTINUITA’ TERRITORIALE

È pronta a decollare una nuova continuità territoriale aerea, con più rotte e più voli da e per la Sardegna e, soprattutto, condizioni economiche più favorevoli.  Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, incontrato a Roma, hanno convenuto di convocare il tavolo tecnico Governo-Regione Sardegna affinché si possa esaminare una prima bozza di accordo di programma. "Con l’accordo di programma – ha spiegato il presidente Cappellacci – di fatto anticipiamo le competenze attuative della continuità territoriale che dal 2010 saranno trasferite alle regioni". L’obiettivo del tavolo tecnico Governo-Regione è quello rivoluzionare in positivo la continuità territoriale così come è stata interpret
ata sino a oggi. Infatti, oltre a prevedere una riorganizzazione delle rotte aeree, che saranno ampliate, si intende garantire anche una maggiore frequenza di voli da e per l’Isola. Inoltre, il Presidente della Regione e il Ministro dei Trasporti hanno ritenuto opportuna una ridefinizione delle tariffe, che possano essere equiparate a quelle più vantaggiose del trasporto ferroviario.  "È con viva soddisfazione che comunico l’apertura di una nuova stagione per la continuità territoriale. Infatti, le risultanze del tavolo tecnico" per il Presidente della RAS "saranno fondamentali per garantire ai Sardi quella libertà di movimento che oggi è discriminata.  Ulteriore novità, la continuità sarà estesa a tutti i cittadini della Comunità Europea, così da dare compimento al grande progetto di industria turistico-culturale, settore strategico per l’occupazione e la crescita economica dell’Isola".  Intanto, in attuazione di un Accordo di programma, in Giunta è prevista l’adozione di una delibera che rimodula in trasporto ferroviario per passeggeri e merci. Anche in questo caso ci saranno nuovi orari, maggiori frequenze e una rimodulazione più economica delle tariffe.

 

 

DIRETTIVO NAZIONALE DEI CIRCOLI SARDI AFFILIATI ALLA F.A.S.I. A MILANO

CONTRASTO SUL FUTURO FRA INCOGNITE E VOGLIA DI FARE

Tanta carne al fuoco nell’ultimo consiglio nazionale della FASI (Federazione Associazioni Sarde in Italia) del 2009 alla presenza dei dirigenti dei quasi 70 circoli degli emigrati sardi sparsi sul territorio nazionale. Il presidente Tonino Mulas, ha manifestato tutta la sua apprensione per l’enorme ritardo che si sta accumulando in Regione Sardegna per la designazione della nuova Consulta. Senza questo organismo, ha affermato Mulas, malauguratamente non si potranno fare programmi e progetti per il futuro. Nessuna pianificazione, nessuna risorsa a disposizione del mondo migratorio organizzato, questa è l’equazione tanto naturale quanto drammatica che travolge i circoli degli emigrati, che tanti si dispensano per l’isola con un numero incalcolabile di iniziative culturali di grande interesse svolte e da svolgere che rischiano di rimanere da oggi in poi, soltanto delle idee scritte sulla carta. Una lettera aperta del Presidente FASI al Governatore regionale Ugo Cappellacci e una mozione controfirmata da tutti coloro che erano presenti all’appuntamento di Milano, evidenziano la situazione di allarme e inquietudine per la condizione in Regione che non evolve. Otto mesi sono trascorsi dalla formazione della Giunta in cui la Regione Sardegna non ha dato un segnale di attenzione nei confronti degli emigrati. Piccolo spiraglio, la recente nomina dell’Assessore al Lavoro Franco Manca, che sarà responsabile del dialogo con il mondo migratorio sardo. Eppure, a dispetto delle difficoltà legate all’evolversi delle vicende della Consulta, non manca certo la voglia di portare avanti idee e programmi per il 2010. Rimangono in essere i prospetti presentati nel 2008 alla Regione Sardegna e che hanno priorità assoluta per l’immediato futuro. Su tutto il concorso di illustrazione satira e fumetto denominato "Fratelli d’Italia" per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia: una cooperazione itinerante organizzata dal circolo di Firenze. E poi la rassegna di scrittori sardi "Tutti figli di Grazia Deledda". Il ricordo della figura di Antonio Pigliaru e le radici del pensiero autonomista e del dibattito politico contemporaneo. Ma non solo: l’Esecutivo FASI ha altresì suggerito per il 2010, cinque nuovi progetti regionali: la mostra "Edina Altara. Un’esponente delle correnti artistiche sarde degli anni ‘30" da realizzare a Milano; un seminario sulle donne in emigrazioni con racconti, interviste sugli itinerari umani, culturali e professionali; un programma europeo sulla "Sardegna di oggi e di ieri" con una rassegna video di esposizioni televisive d’autore dal Dopoguerra, alle inchieste degli anni ’60, allo sport, alla musica, al teatro; il concorso internazionale "Cinema ed emigrazione" in collaborazione con la Cineteca sarda, l’Umanitaria, il Museo dell’Emigrazione di Asuni; e per finire le rassegne nazionali sui prodotti di eccellenza nei vari territori dove son presenti associazioni di sardi emigrati. Filippo Soggiu, responsabile del settore trasporti FASI, ha disegnato il bilancio 2009 della bigliettazione per la Sardegna del Centro Servizi – Eurotarget viaggi. Dopo un fatturato in crescita sino al 2008, il momento di crisi che ha investito l’economia in scala mondiale, ha influito anche sul turismo e di conseguenza sull’andamento dei viaggi per l’isola. I numeri hanno impietosamente evidenziato un calo del fatturato del 20%. Le incognite per il 2010 restano, eccedendo nel settore aereo, ove è entrata in vigore una nuova continuità territoriale voluta dalla Regione Sardegna a cui si è finalmente allineata Alitalia, con un potenziale rinnovamento per la convenzione con Meridiana e per i low cost con Volareweb. Nel settore del trasporto navale vanno sottolineate le buone performances nel 2009 con Grimaldi che ha garantito insieme a Tirrenia, un accordo con facilitazioni e scontistiche con i circoli della FASI anche per il 2010. Per contro Moby Lines, purtroppo, non fa più da tempo senza una reale spiegazione a riguardo. Bisognerà attrezzarci, ha concluso Soggiu, con la creazione di un portale internet, giusto per contrastare e convogliare su di noi, il mercato dell’acquisizione di viaggi che oramai sempre più passa attraverso l’utilizzo del web. Simone Pisano, vice Presidente FASI, ha tracciato un profilo sull’andamento del progetto "Mannigos de memoria" con la raccolta di interviste in limba, attraverso supporti digitali agli emigrati che raccontano le vicende di una vita. A tal proposito si svolgerà a Padova alla fine del mese di novembre un primo seminario di studio che presenterà i risultati con l’esposizione dei materiali delle 190 interviste già realizzate. Trapela dalle parole di Simone Pisano l’entusiasmo per il successo acquisito per questa "epopea orale" raccolta con il contributo fondamentale di Giorgio Canu e Giovanni Cervo. La chiusura del direttivo nazionale FASI ha visto l’intervento di Luciano Locci che ha auspicato inoltrare un modello per la comunicazione all”Agenzia delle Entrate dello Stato, che nel tentativo di monitorare il mondo associativo italiano, manda un tutt’altro che semplice e soprattutto chiaro questionario da compilare con i dati rilevanti ai fini fiscali per far fronte all’articolo 30 del decreto anticrisi del 2008. A corollario della mattinata di Milano, da segnalare gli interventi di Paolo Pulina, responsabile FASI per l’informazione che ha voluto mettere in evidenza diversi personaggi della storia sarda quali Ennio Porrino, Giuseppe Dessì e Antonio Pigliaru sui quali puntare le attenzioni future con manifestazioni da organizzare e di Giancarlo Palermo, responsabile del "Progetto Brinc@" per la promozione della musica sarda al di là dell’isola. Per quest’ultimo progetto, si profila una  giornata intera nel mese di marzo a Bologna, con un concerto non stop prettamente di band sarde.

Massimiliano Perlato

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A MANLIO BRIGAGLIA IL "CANDELIERE PLOAGHESE" 2009

LA LETTERA DI PAOLO PULINA

Nel pomeriggio del 6 novembre, presso la sala consiliare del Comune di Ploaghe, è stato consegnato il "Candeliere Ploaghese" 2009 al prof. Manlio Brigaglia, storico, giornalista, infaticabile "facitore di libri" e promotore della cultura della Sardegna. Dopo i saluti del sindaco Francesco Baule, la relazione di Brigaglia sulla storia dei candelieri di Ploaghe intrecciata alla storia del paese ha innescato uno stimolante dibattito nel quale sono intervenuti Andrea Pintus, Carlo Patatu e Tore Patatu. Quest’ultimo ha letto la lettera inviata agli organizzatori del Premio dal ploaghese Paolo Pulina, al quale il riconoscimento del "Candeliere Ploaghese" è stato conferito per l’anno 2006.  Pubblichiamo qui di seguito il testo del messaggio di Pulina.

Il "Candeliere Ploaghese" è stato ideato dal "Comitato Canto Sardo ‘Antonio Desole’" di Ploaghe, presieduto dallo scrittore e organizzatore culturale Tore Patatu, come un riconoscimento a personalità sarde che hanno tenuto alto il nome della Sardegna fuori dell’isola. Ecco quindi l’albo d’oro dei premiati fino ad oggi: il regista Salvatore Mereu, i calciatori Gigi Riva e Gianfranco Zola, la Fondazione "Maria Carta" di Siligo, la parlamentare europea Giovanna Corda, e il sottoscritto ploaghese  (emigrato a Pavia) per la sua attività come giornalista pubblicista e come dirigente nazionale  della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI). Nel mio caso il prestigioso e gradito riconoscimento ha voluto anche mettere in evidenza – io credo – il lavoro di ricerca, svolto lontano dal  paese natale, proprio sulla storia e sui personaggi di Ploaghe. Certamente gli altri miei colleghi di premio Gigi Riva, Zola, la Fondazione "Maria Carta", Giovanna Corda non si sono occupati di Ploaghe ma già  Salvatore Mereu ha a che fare con Ploaghe perché ha trasposto in un cortometraggio dal titolo "Prima della fucilazione" (1997), quando era allievo regista del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma,  le riflessioni del penalista e politico Salvatore Mannironi contenute nelle sue "Lettere a Fannìa" (la futura moglie Stefania Satta originaria di Ploaghe), dove si parla della condanna a morte del bandito Antonio Pintore, accusato di avere ucciso una bambina dopo averla sequestrata. Ma veniamo al premiato di oggi, il prof. Manlio Brigaglia, che ha cominciato a conoscere Ploaghe fin da quando era studente liceale e che ha continuato a frequentare negli anni  il paese per  conferenze che hanno entusiasmato  diverse generazioni di uditori ploaghesi. Il prof. Brigaglia ha scritto e continua a scrivere moltissimo, tutti i giorni. Anche la storia e i personaggi di Ploaghe, a cominciare naturalmente da Giovanni Spano,  sono stati argomenti non episodici dei suoi interessi di studioso. Ora, come dicevo, consideriamo che io abbia meritato un quid del "Candeliere Ploaghese" che mi è stato assegnato per aver  approfondito, anche lontano da Ploaghe, la ricerca su  vicende della storia e delle personalità  ploaghesi. Ebbene, gli indizi di base li ho avuti proprio dal non ploaghese ma totu sardu prof. Brigaglia, fin dal tempo del Liceo "Azuni" quando mi ha incoraggiato, nell’estate del 1966,  a coltivare il campo della ricerca sulla poesia, improvvisata e no, in limba, lasciando perdere la zappa che usavo nella vigna di "Codinatu". Così ho potuto fare una lunga intervista al poeta improvvisatore Giommaria Pulina, "Ranzolu".  Essendo nato in via Antonio Fais non avevo bisogno di essere invitato a studiare questa illustrissima figura di matematico e di ingegnere che ha operato anche fuori della Sardegna. Però è stato  il prof. Brigaglia che mi ha parlato per primo di Giovanni Maria Lei-Spano, di Maurizio Garino, degli avieri ploaghesi trucidati dai nazisti a Sutri, del ploaghese Gigi Rizzi deportato nei lager nazisti. Insomma, se a me avete dato un "Candeliere Ploaghese", il prof. Brigaglia ne merita uno alla seconda potenza: quindi o due candelieri o un candeliere doppio rispetto a quello che ha avuto il sottoscritto, al quale il prof. Brigaglia ha indicato alcune piste di ricerca sulle vicende e sulle glorie della comunità ploaghese.

Paolo Pulina  

ECONOMIA E BENESSERE DELL’ISOLA A FIRENZE

FROM SARDINIA TO THE WORLD

From Sardinia to the World è il titolo della manifestazione che si è tenuta a "La Citè libreria – cafè a Firenze. Un convegno coordinato, ideato e curato da Sirbiu Orrù a cui sono intervenuti Giovanni Acquati (Presidente di SOLIES e INAISE) con la relazione "Una finanza al servizio del benvivere"; Sergio Paderi (Presidente del Circolo Fiorentino del Movimento per la Decrescita Felice) che ha parlato "Dalla decrescita alle Transition Town: un percorso per liberarci dal petrolio e uscire dalla crisi"; Bobore Bussa (imprenditore nel settore biologico) con il tema "Dalla mancata industrializzazione all’agricoltura sostenibile". E’ stato poi proiettato il film "Oil, la forza devastante del petrolio, la dignità del popolo sardo", introdotto proprio dal regista Massimiliano Mazzotto. La chiusura con la musica dj set di Simone Tore, Reggae roots, Dub, Sarda, Brasileira. Le sale hanno ospitato per l’occasionel’esposizione fotografica di Daniele Lorrai "L’altra Sardegna". Tutti raggiunti gli obiettivi della manifestazione: fare informazione sulla situazione ambientale, sanitaria, sociale ed economica attorno alla raffineria Saras a Sarroch in Sardegna. Fare informazione sul modello di economia impiantato in Sardegna e i suoi risvolti ambientali, sanitari, sociali ed economici. Offrire spunti di riflessione sul concetto di benessere, sulle conseguenze dell’impatto del modo di produzione capitalista sulla società e sull’ambiente e su possibili assetti socio-economici alternativi e sostenibili. Proporre esempi vir
tuosi di progetti, percorsi, esperienze, realtà alternative ed efficienti, stimolare l’impegno sociale e la cooperazione, la realizzazione di progetti apparentemente utopici . Sensibilizzare le coscienze dei Sardi e di ogni cittadino del mondo in generale verso una maggiore conoscenza della realtà della propria terra, verso una maggiore assunzione di responsabilità individuali e collettive tale da incentivare una più consapevole partecipazione politica.
Giancarlo Palermo

IN SVIZZERA, CON I CIRCOLI DI ZURIGO, LUCERNA E BODIO

STORIE E SENTIERI DI SARDEGNA SUL FILO DEI RICORDI

E’ ancora Svizzera per il progetto "Le strade del tempo". A distanza di pochi mesi dagli ultimi incontri,  i circoli "E. Racis" di Zurigo, il "Forza Paris" di Lucerna e il "Coghinas" di Bodio hanno ospitato per la seconda volta le conferenze sui percorsi e la storia della  Sardegna. Il 26 settembre nella gremita sala della missione cattolica italiana di Zurigo, Mario Usai, presidente del circolo Emilio Racis e Domenico Scala, ex presidente di Federazione e colonna portante dell’emigrazione, hanno accolto il percorso della Sardegna Medievale, esposto dallo storico dell’arte Francesco Ledda. Protagonisti della serata i castelli dell’Isola disseminati in epoca bizantina prima e ampliati in età medievale poi. Quello delle rocche fortificate è un cardine importante della storia sarda conosciuta più per le fortificazioni di epoca nuragica che per quelle successive al XII secolo. Ai castelli sono infatti legate le vicende delle città e della loro nascita ma soprattutto dei personaggi dell’età giudicale che ne patrocinarono la costruzione e, in molti casi li abitarono. Valga per tutti l’esempio del castello del Goceano, sito a Burgos che accolse prima il giudice Barisone II (al quale, secondo le fonti, se ne attribuisce la costruzione), il giudice Costantino II e la catalana Prunisenda che subirono il feroce attacco del giudice di Cagliari Guglielmo di Massa e, ancora Adelasia de Lacon Gunale, ultima giudicessa di Torres. Come Burgos, altri castelli sono stati recentemente restaurati e resi fruibili al pubblico rimanendo, a distanza di secoli, testimoni di  storie e di vite isolane. Dopo Zurigo è stato il turno  di Lucerna che nel pomeriggio del 27 settembre ha portato nella sede storica di Emmenbruke, "Al Ponte", dove si riunirono i primi emigrati, il tema della Sardegna Nuragica. Quella sarda era una società maestra nell’arte della fusione e della lavorazione del bronzo, in grado di dar  vita a un intenso scambio commerciale e a vere e proprie "città" che avevano come punto di riferimento il nuraghe. La serata, organizzata da Antonio Mura, ha visto la partecipazione, oltre che dei soci dell’associazione sarda, di altri membri di associazioni di italiani all’estero. A suggello dei precedenti incontri, anche il circolo Coghinas di Bodio ha inserito uno dei temi del progetto all’interno delle manifestazioni della kermesse "Sardegna Ticino" di fine settembre. Nella sede circondata dalle Alpi ticinesi, nel pomeriggio del 3 ottobre si sono riavvolte le trame cristiane nella nostra Isola che, legandosi con culti preesistenti, si sono affermate sin dai primi secoli di vita del cristianesimo. L’incontro è stato un momento di riflessione importante e preludio alla giornata successiva quando nella chiesa di Giornico sono stati ricordati i conterranei defunti. Simbolo di questa seconda serie di incontri, organizzati stavolta dai singoli circoli, è stato il fuso della tradizione tessile sarda: metafora della vita dell’uomo e delle diverse personalità che intrecciandosi come i fili danno vita a una comunità senza però mai perdere la propria identità. Donato dagli ideatori del progetto, Mariella Cortès e Francesco Ledda, ai presidenti dei circoli insieme a oggetti ricamati a mano come scarpette o "bertule", sacchette da viaggio, vuol rappresentare e rafforzare il legame indissolubile che si rinnova di attimo in attimo tra chi è partito e la propria terra.

Mariella Cortès

 

FULVIO PINNA DEL CIRCOLO DI BERLINO, DISEGNA UN MURALES PER LA LIBERTA’

I QUATTRO MORI SU QUEL CHE RESTA DEL MURO       

Su quel poco che resta del Muro ora ricoperto di affreschi c’è un murale firmato con la bandiera dei Quattro Mori. All’indomani della caduta, l’ha realizzato un artista sardo, Fulvio Pinna, nato nel 1941 a Furtei, che proprio per via di quei colori intensi e dai toni smaglianti è diventato piuttosto celebre. E non solo da queste parti, dato che due suoi quadri sono esposti nei musei vaticani. Armato di camice e pennelli, Pinna è tornato all’opera sullo spezzone di Muro dove si trova il suo dipinto per restaurarlo. L’hanno invitato a farlo le autorità della Germania riunificata. Tutto in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza del ventennale. Così come hanno fatto con tutti gli scultori e i pittori che nel 1989 avevano voluto la fine della separazione tra appartenenti a uno stesso popolo. L’opera dell’artista di Furtei è un’allegoria. Si stende per una grandezza di sei metri per quattro. Pinna, che ha studiato psicologia e pedagogia all’università di Cagliari prima di trasferirsi definitivamente nel Nord Europa, è un pittore che non ha dimenticato le radici dell’isola. Il suo lavoro si trova nell’ultimo tratto di Muro alla periferia di Berlino che non venne demolito, vicino a un ponte. Con espressionismo naif riproduce figure e situazioni il cui significato sostanziale intende sottolineare l’esigenza che non ci siano più divisioni tra esseri umani. Sul murale campeggia una scritta in italiano: «Ho dipinto il Muro perché la libertà non sia più vergogna. Questo popolo ha scelto dopo vent’anni d’inferno dantesco. Tieni, Berlino, i miei colori e la mia fede di uomo libero». Segue la firma di Fulvio Pinna e, appunto, la bandiera dei Quattro Mori. Durante il restauro, Pinna, che è uno dei dirigenti del Circolo dei sardi a Berlino, è stato avvicinato dai tanti italiani che si trovano nella capitale tedesca per festeggiare l’anniversario della caduta della Ddr. Fra loro il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, che ha conosciuto qui per la prima volta un artista nato in un paese ad appena sette km dal suo, Samassi. «Vedere il murale di un sardo in un contesto del genere è stata un’esperienza bellissima, da non dimenticare», è stato il commento del dirigente sindacale dei giornalisti italiani.< /p>

 

SPETTACOLO TETRALE CON LA COMPAGNIA DEL CIRCOLO "DELEDDA" DI PISA

MANIFESTAZIONE PER LA RACCOLTA FONDI PER "UNICEF"

Il Laboratorio Teatrale NUES è nato a novembre 2005 all’interno della Associazione Culturale Sarda "Grazia Deledda".  Il Laboratorio ha prodotto: nel 2006 " Nues" da G. Deledda; nel 2007 "All’improvviso dell’Alma, ovvero il Camaleonte del pastore’ di E. Ionesco; nel 2008 "Nothing on" da W. Allen: nel 2009 "Lianora Giudichessa d’Arbaree" da "Eleonora d’Arborea" di G. Dessi’, " Passare il mare " tratto da " il tempo grande di Veneranda Siotto Pintor" di Rita Mastinu. Domenica 29 novembre ci sarà lo spettacolo finalizzato alla raccolta fondi UNICEF. Introduce Giuliana Boggioni (Presidente Unicef-Pisa); Interviene Giovanni Deias (Presidente Associazione Culturale Sarda "G. Deledda"). La rappresentazione "Nothing on" ovvero "Con Niente Addosso" ha, in senso traslato anche il significato di: Niente Spettacolo. La scena è ambientata durante la prova generale di una sgangherata compagnia alle prese con delle pieces di Woody Allen.Adattamento e regia Patrizia Falcone; Interpreti Giovanni Deias, Marcella Del Bianco, Claudia Di Trapani, Francesco Lo Bello, Giancarlo Cherchi, Julia Favaro; Collaborazione di: Gilda Cifariello-Grosso, Gianni Corongiu, Alessandro Meozzi

Alcune note sull’UNICEF:  Nel 1989 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, che diventa il trattato sui diritti umani più ratificato della storia. A distanza di 20 anni vogliamo celebrare la Convenzione ma vogliamo anche porci interrogativi sulla reale attuazione di essa. Con questo spirito il Comitato per l’UNICEF di Pisa spera che gli eventi, gli incontri organizzati in questa manifestazione siano polo di confronto tra coloro che hanno a cuore l’infanzia e l’adolescenza. Come UNICEF in tutto il mondo impieghiamo la nostra esperienza per rispondere alle sfide che i bambini e le loro famiglie si trovano ad affrontare. La nostra storia ci ha dato una profonda consapevolezza del significato di "sviluppo" e di quanto siano importanti i bambini per realizzarlo. Ogni intervento dell’UNICEF mira ad aiutare i bambini a sviluppare completamente tutte le loro potenzialità. Nel mondo ci sono oltre 7000 donne e uomini che lavorano per promuovere e proteggere i diritti dell’infanzia. In 156 paesi e territori l’UNICEF porta la sua influenza e la sua esperienza per collaborare con gli individui e le istituzioni che si occupano di giovani generazioni. I Comitati Nazionali UNICEF operano in 37 paesi industrializzati per promuovere i diritti dei bambini, far conoscere i problemi e raccogliere fondi per finanziare in tutto il mondo i progetti in favore dell’infanzia. I Comitati Regionali e Provinciali per l’UNICEF sono una peculiarità dell’UNICEF – Italia e ne rappresentano una componente essenziale che garantisce un legame profondo con il territorio e permette la realizzazione di progetti di promozione dei diritti dei bambini e di formazione per i giovani. Quando diciamo "l’UNICEF fa questo" intendiamo sempre dire che lo abbiamo fatto con l’aiuto di altri. Collaborare è fondamentale perché le sfide sono troppo grandi per riuscire a risolverle da soli. Con questa consapevolezza il Comitato per l’UNICEF di Pisa ringrazia perciò gli enti, le istituzioni, le associazioni, le società e i singoli che hanno collaborato alla riuscita di questo programma che vuole essere un ponte ideale tra bambini: quelli che vivono qui e quelli che vivono in paesi in via di sviluppo perché i diritti dell’Infanzia vanno difesi in ogni luogo.

Gianni Deias

LA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DAL CIRCOLO "GENNARGENTU" DI NICHELINO

SARDEGNA IN POESIA

Sabato 31 ottobre, presso il Teatro Superga di Nichelino davanti a un numeroso pubblico accorso per partecipare alla serata programmata dal Circolo Gennargentu di Nichelino, si è tenuta la prima rassegna di "Poeti Sardi" Sardegna in Poesia, con la partecipazione del " Coro Gabriel " di Tempio. La manifestazione è stata organizzata dal Circolo dei Sardi " Gennargentu " in collaborazione con la Fasi e con il patrocinio della Regione Sardegna e della Città di Nichelino. Dopo i saluti e i doveri di ospitalità espressi dal presidente del Circolo Salvatore Fois, sono seguiti i saluti delle autorità cittadine alla comunità sarda presente in città e a quella accorsa dalla Provincia di Torino. Questa serata nasce dalla passione, dall’affetto e dal rispetto che nutriamo nei confonti della nostra cultura sarda millenaria. Sentimenti che ci spingono a ripercorrere vecchie strade in cui i valori di identità e di appartenenza si fanno sempre più vivi nell’attualità di un tempo in cui ogni minoranza, differenza e peculiarità sembrano destinati, inevitabilmente all’estinzione. Per questo si è voluto proporre una mescolanza di "Poesia e Canto" nel pieno rispetto delle più antiche tradizioni. Di questa inestimabile ricchezza abbiamo voluto interpretare uno spaccato che rappresenta le diverse aeree linguistiche della Sardegna: il gallurese, il logudorese, il nuorese, il campidanese, il sassarese. La serata scorre veloce e l’attenzione dei convenuti è localizzata a seguire le poesie e i canti e a consultare, per chi ha incontrato difficoltà nella lingua, sul libretto i testi delle traduzioni in italiano. Sono intervenute le autorità cittadine il Vice sindaco Dott. D’Aveni, l’Assessore alla cultura Dott.ssa Bonino, l’Assessore ai grandi eventi Avv. Pansini assieme ad altre autorità presenti in sala. La serata si chiude con l’annuncio a partecipare il giorno 1° novembre presso la Chiesa Antica SS. Trinità di Nichelino per la celebrazione della Santa Messa in " Limba Sarda" celebrata dal nostro amico e conterraneo Don Egidio dell’ordine dei Salesiani. La Chiesa troppo piccola per ospitare la comunità Sarda di Nichelino e cintura, è stata gremita in ogni suo spazio, e il Coro Gabriel ha recitato le preghiere tradizionali della liturgia sarda, suscitando interesse e ammirazione da parte di tutti i fedeli presenti. La mattinata si conclude presso la sede del Circolo per la degustazione di specialità sarde molto gradite da tutti i partecipanti.

Salvatore Fois

BINOMIO VINCENTE A CINISELLO BALSAMO FRA LE ISTITUZIONI E IL CIRCOLO AMIS

UNA NUOVA SEDE PER GLI EMIGRATI SARDI

Il dialogo fra le istituzioni locali del comune di Cinisello Balsamo e il circolo AMIS si fa sempre più prezioso ed intenso. All’ultimo direttivo convocato dalla presidente del sodalizio degli emigrati sardi, Carla Cividini, sono intervenuti il sindaco localeDaniela Gasparini e l’assessore alla cultura Luciano Fasano. L’affetto storico delle istituzioni per il circolo sardo è oramai consolidato, visto le garanzie che offrono i sardi nel promuovere un’attività culturale e ricreativa di primissimo piano per tutta la cittadinanza. L’occasione della presenza della Gasparini è la sfida che l’Amministrazione Comunale dovrà sostenere con l’elaborazione del Piano di Governo del Territorio (PGT) per lo sviluppo del territorio locale. Tutto il quartiere ove ha sede l’AMIS sarà soggetto ad una riqualificazione ambientale nel prossimo quinquennio. Il PGT, introdotto nel 2005, ha spiegato la Gasparini, avvicenda il vecchio Piano Regolatore Generale e inserisce una nuova modalità di governo del territorio ispirata a criteri di "sussidiarietà, adeguatezza, sostenibilità, partecipazione, collaborazione, flessibilità, compensazione ed efficienza". Il progetto del comune di Cinisello Balsamo, va di pari passo con lo sviluppo territoriale delle vicine Milano e Monza, tanto da portare la metropolitana milanese proprio a ridosso del quartiere in modo tale che possa collegare il capoluogo lombardo alla nuova provincia brianzola. Quel che propone il sindaco, in via esclusiva quanto amichevole ai soci del circolo AMIS, è la riconversione di un vecchio cascinale storico del quartiere per farlo divenire la nuova sede dell’AMIS. Una residenza moderna e dinamica con strutture adeguate e di qualità che salvaguardi in pieno le peculiarità della storica sede nella ex scuola di via Cornaggia. Una congettura quella della Gasparini, che è stata approvata con grande entusiasmo da parte del direttivo del circolo. Un confronto aperto sul futuro della città e non solo, che ha appassionato i presenti. Il vostro parere, ha concluso il sindaco di Cinisello Balsamo, ci sta fortemente a cuore perché rappresentate per la nostra città un grosso patrimonio. Passaggio di testimone con il sindaco, di fatto lo ha sostenuto l’assessore Luciano Fasano, con cui il direttivo dell’AMIS si è raffrontato gettando le basi per un programma culturale di primissimo piano da dipanare nel 2010, usufruendo essenzialmente le strutture comunali. Dalle rappresentazioni teatrali, alle presentazioni di opere letterarie, l’AMIS, ha messo in risalto la presidente Carla Cividini, intende candidarsi con gli altri circoli sardi della Lombardia, per ospitare nel 2010 "Sa die de sa Sardigna" proprio a Cinisello Balsamo. Una ricorrenza oramai storica per i circoli sardi della Lombardia per promuovere in grande stile la regione con i quattro mori. Massimiliano Perlato

INTERVISTA A VITALE SCANU, CHE HA LASCIATO LA SARDEGNA NEL 69 PER FARE IL FRONTALIERE

L’EMIGRAZIONE E’ ESPERIENZA POSITIVA SE SI MANTIENE L’IDENTITA’

Lasciare la propria terra per cercare lavoro e perseguire il proprio obiettivo di vita. Una storia comune a tanti sardi che dopo decenni di permanenza oltremare non si sono, però, dimenticati delle loro origini, cercando, in tanti modi, di mantenerle il più vive possibile. Vitale Scanu è uno di loro. I primi anni della sua vita, passati tra Villa Verde e Barumini, gli hanno regalato tantissimi ricordi che si è portato dietro quando ha preso la difficile decisione di lasciare la Sardegna. I suoni delle campane del paese noto ai più per il suo splendido complesso

nuragico, l’hanno accompagnato nei suoi viaggi, imprimendo nella sua mente "l’idea della festa che si fa melodia e di una melodia che diventa festa". Campane speciali, diverse da tutte le altre, le stesse che Vitale Scanu sa essere state ascoltate da sua madre e dai suoi avi. Prima infermiere all’ospedale Santa Croce di Faìdo, nella Valle Leventina, ai piedi del San Gottardo e poi giornalista a Lugano per "Il Giornale del Popolo", è diventato uno di quelli che vengono definiti "frontalieri".

Cosa s’intende con questa parola? Il frontaliero è un operaio italiano che si reca a lavorare in Svizzera tutti i giorni. Per essere più vicini al mio nuovo posto di lavoro, infatti, io e mia moglie Maria Rita ci siamo dovuti trasferire a Porlezza, in provincia di Como. Lei ha iniziato a lavorare come propagandista editoriale. E qua sono anche nati i nostri tre figli, Flavia, Francesco e Erica.

Quando ha lasciato la Sardegna? Era il 1969. L’uomo andava sulla luna e io mi trasferivo in Svizzera. Fu una

decisione molto sofferta, perché lasciavo da sola mia madre e mi staccavo da tanti amici che mi volevano bene.

La sua esperienza da emigrato l’ha portata a scrivere tre libri che raccontano proprio il suo legame con la Sardegna Esatto. "Mi ritorni in mente", una mini storia del passato di Villa Verde, fatta di ricordi, persone e fatti di cronaca; "Tharsis", una descrizione della vita quotidiana nuragica nella zona del Monte Arci ai tempi dell’ossidiana e, infine, il romanzo "Bachis Frau emigrato", il racconto delle vicende di un giovane sardo che lavora in un’acciaieria sul Ticino. Una storia che commuove e inumidisce gli occhi di tanti "disterraus", che possono riconoscere la loro storia nelle parole scritte. Tre libri che sono come una trilogia sull’antico paese dell’oristanese: il passato prossimo (Mi ritorni in mente), il passato remoto (Tharsis) e il presente e il futuro (Bachis Frau emigrato).

Cosa ci può dire in generale sulla sua esperienza da emigrato? Sicuramente che, a conti fatti, l’emigrazione è da guardare con animo positivo, come un’esperienza arricchente. Sempre, però, restando attaccati alla propria identità sarda. Se uno sopporta l’emigrazione come un semplice allontanamento dal paese, porta solo qualche soldo in più a casa, ma non si arricchisce di nuove esperienze e idee, di altri modi di vivere e di vedere le cose.

Il tutto però, sempre nella fiducia che Dio ti supporti e ti assista.

Alessandra Casta

 

L’EMIGRAZIONE SARDA IN ARGENTINA E URUGUAY (1920 – 1960)

VIAGGIO NELLA TERRA "DELLA SPERANZA"

Il saggio L’emigrazione sarda in Argentina e Uruguay (1920-1960), difficilmente reperibile nelle librerie nazionali ma facilmente ordinabile tramite internet, è stato pubblicato nel 2006 per conto del Centro Studi SEA. L’Associazione Centro Studi sulla Sardegna e sui rapporti storici culturali, sociali ed economici con l’Europa e l’America Latina (SEA) si è costituita il 15 dicembre del 1998 e raggruppa un nutrito numero di ricercatori e studiosi sardi; ha al suo attivo una serie di attività di interesse storico e sociale e si occupa dello studio della storia, della società e della cultura sarda, dei rapporti dell’isola con l’Europa e l’America Latina, ed è proprio con questo volume che inaugura la seconda collana dedicata agli studi latinoamericani. Dal punto di vista formale, questo saggio sarebbe da considerarsi una raccolta di biografie di uomini sardi emigrati in Argentina dai comuni di Pabillonis, Guspini, Sardara e Serrenti, tuttavia il testo affronta il problema dell’emigrazione sarda tout-court, con ampi riferimenti al fatto storico in sé, quello della questione meridionale, di cui l’emigrazione isolana potrebbe considerarsi emblema, seppur avvenuta con un certo ritardo: "sos disterrados", i sardi emigrati e residenti fuori dalla Sardegna, sono ad oggi più di 500.000. L’intento del testo è di fornire un quadro completo del fenomeno migratorio,con particolare riferimento ai quattro comuni del cagliaritano; la ricchezza del saggio è da ritrovarsi nelle fonti iconografiche e nella raccolta di interviste, svolte dagli studiosi del centro SEA di Villacidro (Ca) il quale, sotto la direzione di Martino Contu, studioso e cultore della materia, pubblica questo testo all’interno di progetti culturali promossi dal medesimo centro. Le biografie contenute nel libro, storie individuali, diventano qui emblema di un movimento collettivo, quello dell’emigrazione sarda del primo dopoguerra; tale soluzione era divenuta scelta obbligata sia per chi si rifiutava di aderire al neo regime fascista sia per i giovani sardi con spirito avventuriero e, probabilmente, una prospettiva lavorativa e di vita non eccessivamente rosea: rappresentativo è caso di Sisinnio Mocci, giovane rivoluzionario antifascista nato a Villacidro, emigrato in Argentina nel 1927 per lavoro e, tornato in patria, trucidato alle Fosse Ardeatine nel 1944. I casi del secondo dopoguerra trattati nel saggio rappresentano invece lo sfogo generazionale ad un’insoddisfazione causata dalla crisi sociale ed economica, di cui Sardegna e Italia erano vittime: ecco che Argentina e Uruguay diventano "terra di speranza" e "frontiera immaginaria"; per molti altri emigranti, invece, le Americhe non sono state terre di speranza: alcuni di essi si sono visti costretti ad un ritorno nei comuni di origine, altri sono rimasti nei paesi che li avevano accolti senza aver però mai trovato la terra promessa a lungo agognata; più spesso, le condizioni di vita e di integrazione sono state difficili, anche a causa delle innumerevoli crisi politiche e dittature che hanno colpito Argentina e Uruguay nell’ultimo secolo. La storia di un sardo emigrato diventa la storia di tutti i disterrados, costretti dalla vita ad abbandonare il proprio luogo d’origine per costruirsi un’identità individuale oltreoceano. Nella maggior parte dei casi raccontati nel libro, le esperienze vissute da questi uomini, esperienze duro lavoro e sacrifici per uscire dalla povertà, non hanno minato l’identità culturale del singolo individuo e della collettività sarda: è stata questa la forza che ha permesso la nascita di molti circoli Sardi nelle terre di accoglienza. Le vite narrate sono parte di una storia ricca di sconfitte, di piccole conquiste e di enormi successi: i racconti ci arrivano dai migranti, dai loro figli e dai discendenti di quarta generazione, che nulla hanno perso di quella "sardità" tramandata dai loro avi e, a tutt’oggi, ancora viva nelle comunità d’oltreoceano.

Roberta Murroni

UN ANGOLO DI SARDEGNA A DÜSSELDORF

S’APUSENTU

A pochi passi dalla riva del Reno, la trattoria "S’Aposentu" racchiude al suo interno i colori, i profumi e i sapori della Sardegna. Il nome "S’Aposentu" ricorda la stanza più bella e curata delle antiche case sarde. Questa era la camera da letto in cui venivano ricevuti gli ospiti, infatti era prassi per i padroni di casa, oltre a offrire un buon vino e dolci fatti in casa, anche sfoggiare arazzi, tappeti e coperte ricamate. Questo ristorante in terra tedesca rappresenta perfettamente l’immagine dell’Aposentu sardo. All’interno è suddiviso in due grandi sale, una delle quali riservata ai fumatori, una cucina ben attrezzata e curata nei minimi dettagli e una bancone frigo-vetrina, dove vengono esposti i prodotti della Sardegna come per esempio la Bottarga di Cabras, Formaggi tipici, Vermentini, ecc.. Il locale è di proprietà di Leonardo Casu, nato a Düsseldorf 37 anni fa, figlio di Salvatore Casu, un sardo emigrato giovanissimo da Villanova Monteleone (SS) in Germania in cerca di lavoro e fortuna. Della trattoria "S’Aposentu" si pu&o
grave; dire che è un luogo molto frequentato da famiglie sarde, ma anche da tanti clienti tedeschi affezionati al locale e alla cortesia professionale di Leonardo e i suoi collaboratori e soprattutto alla cucina sarda. Gran parte dei menu sono a base di piatti tipicamente sardi come Malloreddus, Culargiones, Sebadas, agnello e maialino alla sarda, ecc., ma naturalmente non mancano le tradizionali pietanze tedesche. Curatissima è la Cantina a vista del locale dove sono esposti molti vini sardi di varie cantine. Questo caratteristico ristorante sardo a Düsseldorf è stato visitato personalmente da Gianni Casu,  Presidente del Circolo Sardo "Raimondo Piras" di Carnate (MB) e zio del proprietario del locale. In questa occasione il Presidente del Circolo di Carnate ha potuto constatare che la trattoria "S’Aposentu" rappresenta anche un punto di promozione della Sardegna attraverso la divulgazione  di depliants, riviste e immagini caratteristiche che i clienti possono consultare tra un piatto e l’altro. Questo angolo di Sardegna si trova a Düsserldorf N° 77 di Kaiserwerther Strasse tel. 0211 5136579.

Elena Birtolo

ERA STATA INTRODOTTA NEL 2006 DALL’EX GOVERNATORE RENATO SORU

TASSA SUL LUSSO BOCCIATA DALLA CORTE EUROPEA

La tassa sul lusso della Sardegna viola le norme comunitarie. E’ quanto ha stabilito la Corte di giustizia europea del Lussemburgo. L’imposta regionale sullo scalo turistico di aeromobili e di imbarcazioni che grava sui soggetti aventi domicilio fiscale al di fuori della regione, spiegano i giudici nella sentenza emessa, è in contrasto con il principio della libera prestazione dei servizi e costituisce un aiuto di stato. La legge era stata introdotta nel 2006 dalla giunta regionale guidata da Renato Soru, ma era stata successivamente cancellata con la Finanziaria 2009. La Corte europea precisa che, anche se l’imposta sugli aeromobili non riguarda le prestazioni di trasporto, ciò "non implica che essa sia priva di qualsiasi nesso con la libera prestazione dei servizi". Infatti, sebbene, in via di principio, la nozione di ‘servizi’, rilevano i giudici, si applichi soltanto a quelli che sono resi dietro remunerazione, essa include anche la libertà dei destinatari dei servizi di recarsi nello Stato membro nel quale si trova il prestatore per beneficiarvi di una pluralità di servizi (quali quelli forniti negli aerodromi e nei porti). In questo senso lo scalo, che è interessato dall’imposta, costituisce quindi "un presupposto necessario per la fruizione dei servizi diversi da quello reso senza remunerazione". La Corte considera quindi che "la disparità di trattamento tra residenti e non residenti costituisce una restrizione alla libera circolazione poiché non vi è alcuna obiettiva diversità di situazione che possa giustificare la disparità di trattamento fra le varie categorie di contribuenti". Secondo la Corte, inoltre, "é pacifico" che l’imposta riguarda gli scambi tra gli Stati membri e che essa "può falsare la concorrenza", poiché attribuisce "un vantaggio economico agli operatori stabiliti in Sardegna". Inoltre, la legge tributaria regionale che accorda a talune imprese il non assoggettamento all’imposta costituisce, sottolinea ancora la Corte, "una rinuncia della Regione al gettito fiscale che essa avrebbe potuto di regola riscuotere". Infine, l’imposta conferisce un "vantaggio tributario di natura selettiva alle sole imprese stabilite sul territorio regionale rispetto a quelle che non vi hanno il domicilio fiscale, fermo restando che queste due categorie di imprese si trovano in una situazione fattuale e giuridica paragonabile al momento in cui esse fruiscono dei servizi di scalo in Sardegna". La Giunta regionale ha fatto del principio di legalità e del rispetto delle regole, a cominciare da quelle comunitarie, uno dei cardini della sua azione politico-amministrativa. L’ha sottolineato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ricordando che uno dei primi atti del nuovo Esecutivo è stato quello di cancellare con la finanziaria 2009 la tassa introdotta dalla precedente Giunta che è stata bocciata formalmente dalla Corte di Giustizia europea. "L’abolizione di quella che impropriamente è stata definita tassa sul lusso è stato uno dei primi provvedimenti che abbiamo adottato – ha ricordato il governatore – non solo perché si trattava di un balzello palesemente illegittimo, come tanti giuristi avevano subito segnalato, ma soprattutto perché in evidente e netto contrasto con la nostra idea di accoglienza, di libertà di circolazione e di rilancio dell’economia turistica nell’Isola". "Un’imposta – ha concluso il presidente della Regione – che lungi dal sortire effetti benefici per la nostra Sardegna, si era rivelato un vero e proprio boomerang, non certo un buon biglietto da visita per attirare i tanti amanti del nostro mare e delle nostre bellezze naturali e paesaggistiche".

 

LE ACQUE DELL’ARCIPELAGO OSPITERANNO I BIG DELLA VELA INTERNAZIONALE

LA "VUITTON CUP" A LA MADDALENA

Ormai è certo: sarà la Sardegna a ospitare la Louis Vuitton Cup del prossimo anno. L’isola della Maddalena e il suo mare saranno lo scenario in cui si sfideranno gli equipaggi della prestigiosa manifestazione velistica. L’annuncio ufficiale è arrivato dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, dopo un incontro che è servito per mettere a punto gli ultimi dettagli organizzativi. «Questo risultato – ha sottolineato Cappellacci – ha un grande significato per La Maddalena e per tutta la Sardegna. L’isola si proietta sullo scenario internazionale, offrendo al mondo intero non solo il nostro vento ed il nostro mare, ma tutto il fascino di un paesaggio unico. Voglio ringraziare tutto quelli che hanno creduto in questa sfida. E’ la dimostrazione che per uscire dalle difficoltà nello sport, come nella vita, serve il gioco di squadra». Le regate della Vuitton Cup sono in calendario il 5 maggio 2010 e questo significa che già tra metà marzo e i primi di aprile, arriveranno nell’arcipelago gli equipaggi per gli allenamenti con le rispettive le famiglie, i giornalisti e gli sponsor. Non meno di 500 persone che resteranno alla Maddalena fino all’inizio dell’estate. Il comitato organizzatore, guidato dall’armatore Vincenzo Onorato, ha deciso di affidarsi alla sezione locale della Lega Navale Italiana come club di riferimento per gli aspetti sportivi. Per il resto conta sull’aiuto della Regione, del sottosegretario Bertolaso e sull’esperienza di alcuni grandi gruppi che stanno già lavorando per la buona riuscita della manifestazione. La sfida è importante perchè la Vuitton Cup World Series, questo il nome completo della regata, non è più il train
o della Coppa America, ma si è trasformato in un evento che vive di luce propria e che, per molti versi, si candida a rubare la scena a tutte le altre manifestazioni veliche. Per gli organizzatori ci sarà problema di tempo (che non e moltissimo) e quello della convivenza delle regate con alcuni vertici internazionali che il Governo si è impegnato a tenere alla Maddalena per il lancio dell’ex arsenale. Ma in questo momento i problemi sono l’ultimo dei pensieri perchè, come, ha detto Cappellacci, «se continueremo a lavorare tutti assieme non potremo che vincere anche questa scommessa».

 

UN PONTE IDEALE TRA NEW YORK E LA BARBAGIA

ICHNUSA FESTIVAL 2009

Ti rendi conto che Paola Bellu, nonostante ormai da molti anni viva tra Roma e New York, è profondamente sarda; non per il suo inequivocabile cognome, ma soprattutto per i lineamenti mediterranei e per gli occhi scuri che ti scrutano curiosi. E poi quando parla traspare il suo legame mai sopito con la sua terra d’origine. Forse è per questo che ha inventato "Ichnusa Festival" una rassegna che fonde una serie di manifestazioni, di iniziative e di eventi innovativi e stimolanti e che costituisce un formidabile coagulo di letteratura, poesia, storia, giornalismo, happening e musica dal vivo. In "Ichnusa festival" l’arte e le esperienze degli artisti americani che da diversi anni in autunno per circa una settimana si trasferiscono in Barbagia Mandrolisai si uniscono a quelle della comunità locale per dar vita ad un mix di proposte straordinariamente innovative ma saldamente calate nel solco delle più autentiche tradizioni di entrambe le sponde dell’Atlantico. E’ lei, Paola Bellu, l’anima dell’Associazione American Dance Asylum a New York che promuove il tutto e che coinvolge, fra gli altri, la Regione Sardegna, alcuni comuni della zona e la Fondazione Banco di Sardegna. Insomma un viaggio ideale dalla Barbagia all’America. La manifestazione di quest’anno si è svolta tra esibizioni musicali, convegni e dibattiti su vari temi, alternati da una serie di eventi tra cui seminari formativi di percussioni e canti in inglese, seminari di giornalismo, laboratori di teatro e giochi in inglese per bambini. Dice a proposito Paola Bellu: "Considerato il prestigio che la manifestazione riveste, essa rappresenta, negli intendimenti degli organizzatori, un ponte ideale tra New York e la Barbagia per dare agli italiani ed americani la possibilità di trovare, proprio nella cultura, un denominatore comune". Diverse iniziative musicali si sono svolte quest’anno nei comuni di Austis, Teti e Tonara. 

Massimiliano Perlato

 

INTERVISTA A "TOTTUS IN PARI" DA PARTE DE "IL PORTICO", GIORNALE DELLA DIOCESI DI CAGLIARI

LA SARDEGNA HA BISOGNO DEI SUOI FIGLI PIU’ LONTANI

Essere emigrati sardi non significa necessariamente vantare i natali nell’isola. Massimiliano Perlato è nato a Saronno, in provincia di Varese ma dall’età di sei anni ha trascorso le sue estati in Sardegna. La stessa terra che ha visto nascere sua madre, originaria di Terralba, nell’Oristanese. "Quando potevo, ci scappavo subito. Ogni situazione che la vita mi metteva di fronte, era un buon motivo per andare a casa". Così è iniziato il suo legame con la nostra terra, un legame che ha cercato di rafforzare anche attraverso "Tottus in pari", nata come pubblicazione e diventata recentemente un blog in cui gli emigrati sardi in giro per il mondo si confrontano e si informano su tutto ciò che riguarda l’isola.

Come nasce questa iniziativa? Nel 1997 alcuni giovani che facevano parte di un circolo di emigrati sardi (l’AMIS di Cinisello Balsamo), hanno avuto l’idea di dar vita a un mezzo di comunicazione in cui potessero divulgare le loro storie e le manifestazioni che si organizzavano. Col tempo poi, anche grazie alla sua pubblicazione su internet, ha assunto carattere sempre più internazionale. Non si parla solo di emigrazione, ma di tutto ciò che riguarda l’isola. L’obiettivo è quello di far brillare gli aspetti migliori della Sardegna che, per crescere, ha bisogno anche l’appoggio dei suoi figli che vivono lontano.

Come vive la sua situazione di emigrato? Con un coinvolgimento quasi totale. L’impegno quotidiano per far risaltare le qualità dell’isola è appagante e da molte soddisfazioni. Io faccio parte del mondo organizzato dell’emigrazione, che è un ambiente molto propositivo. Le manifestazioni e le iniziative che vengono organizzate dalle varie associazioni mettono in evidenza il grande affetto dei sardi oltremare per la loro terra. E’ una realtà unica in cui le associazioni sono centri culturali e luoghi di promozione di tantissimi settori, dal turismo all’artigianato, ma anche di questioni come la continuità territoriale, per cui ci siamo impegnati tantissimo negli ultimi anni.

La sua esperienza personale l’ha anche portato a pubblicare un saggio proprio sul mondo dell’emigrazione. Si. "Occhi e cuore al di là del mare", che ha visto la luce nel 2005. E’ stato il coronamento di un sogno, ovvero quello di offrire una testimonianza d’amore per una terra che amo sin da quando ero bambino. Il titolo del libro è molto eloquente: l’isola in movimento attravers
o lo sguardo del mondo dell’emigrazione. Non è

la bellezza di una spiaggia o di un mare cristallino che rende la Sardegna piacevole, ma l’affetto di chi la ama.

C’è qualcosa che vorrebbe dire ai giovani sardi che hanno la fortuna di vivere nell’Isola? Vorrei invitare le nuove generazioni a conoscere la grande ricchezza storica e culturale della loro terra, che ha un patrimonio storico incredibile, purtroppo sempre meno conosciuto. La memoria storica è fondamentale per poter apprezzare la realtà in cui si vive. Credo che solo in questo modo si può essere legati ad una terra da considerare sempre

madre e culla delle proprie virtù.

Alessandra Casta

Una risposta a “Tottus in Pari, 268: vi siete dimenticati di noi?”

  1. Ciao carissimo, Sono stato molto occupato con un Seminario sul settore ortofrutticola che ho organizzato insieme all’Universitá di Bologna – Sede di Buenos Aires. Ho letto quanto hai scritto del Vs. convegno a Milano, anche la lettera di Tonino, mamma mia é un pó difficile quanto sta accadendo! Quindi ti sei visto con Giancarlo, sempre in forma e organizzando mille cose, speriamo che prima o poi si possa organizzare qualcosa con i ns. ragazzi di “Canna da zucchero” il gruppo rock capitanati da Franco Carzedda (ti avrá raccontato Giancarlo)Se possibile, vai avanti con le date del viaggio, io ti aiuteró con la logistica come ti ho promesso, sará un piacere avervi con noi qui a Buenos Aires, ragazzi! Se la vedi complicata, organizzatevi per venire piú avanti e sto pensando che magari possiamo organizzare tipo un Seminario riguardante

    “La Sardegna raccontata dai suoi figli e nipoti” , organizzato dal Circolo Radici Sarde e dal Circolo AMIS di Cinisello Balsamo. In questo Seminario tu potresti presentare il tuo libro e il Vs. operato con Tottus in pari. Pensaci se ti piace questa idea, altrimenti continuiamo avanti con la vs. visita in vacanza. Ovviamente per il Seminario sarebbe meglio dopo marzo (inizio del ns. autunno).

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