Lettera a Cappellacci in riferimento al ritardo nella nomina della Consulta dell'Emigrazione

di Tonino Mulas

 

Illustrissimo Presidente, con la presente voglio portare alla Sua conoscenza la preoccupazione e l’allarme della FASI e dei 70 circoli aderenti (con i loro 18mila tesserati e le migliaia di simpatizzanti), per il ritardo nell’adempimento dei provvedimenti necessari per il funzionamento delle organizzazioni degli emigrati. Quello che vale per l’Italia, vale per i circoli di tutto il mondo. Insieme agli altri presidenti di Federazione e ai consultori designati abbiamo chiesto prima all’assessore Serra, poi a Lei personalmente, con una lettera del 6 luglio 2009, un incontro per capire quali sono i programmi della Giunta e per discutere sulla questione del trasferimento delle competenze del settore emigrazione. Sono passati 8 mesi dalla formazione della Giunta senza alcun cenno di risposta o segnale di attenzione. Riteniamo un grave errore non essere consultati! Non solo perché lo dice la legge, ma perché per prassi consolidata da oltre 35 anni, gli emigrati sono sempre stati coinvolti nelle decisioni importanti e nelle leggi che li riguardavano. Basta ricordare le modifiche alla legislazione precedente, attuata dalla legge 7 del 1991, attualmente in vigore. Ma la cosa più grave è il ritardo nell’insediamento dell’organo di autogoverno del mondo dell’emigrazione, cioè della Consulta, che per la legge deve essere nominata entro 90 giorni dalla formazione della Giunta. Questo ritardo rischia di avere conseguenze drammatiche per la vita stessa dei circoli sia in Italia, che nel mondo. L’anticipo del 70% ricevuto dai circoli a fine settembre sia pure in ritardo, rappresenta una boccata d’ossigeno. Ma non è una garanzia sufficiente per le attività successive. C’è il rischio di una crisi irreversibile del volontariato e del solidarismo dell’emigrazione. Il riepilogo delle procedure necessarie, con i tempi conseguenti, evidenziano la gravità del ritardo:

1)     La Giunta deve proclamare la Consulta.

2)     Ci vogliono almeno 15 giorni per la convocazione (basta pensare a chi arriva dall’Australia e dall’Argentina.

3)     Gli uffici devono predisporre il Piano Annuale e il Piano Triennale.

4)     La Giunta deve approvare il Piano Annuale.

5)     La Commissione Emigrazione del Consiglio Regionale deve approvare il Piano Triennale.

6)     Le Federazioni devono proporre il proprio "Piano di Utilizzo" per la destinazione del contributo per le attività ai circoli.

7)     Infine ci saranno i tempi tecnici degli uffici, della ragioneria, e soprattutto i tempi infiniti della banca (bisogna rilevare a questo proposito un netto peggioramento del servizio rispetto a quello precedentemente svolto dal Banco di Sardegna!).

Per la Consulta si dice che il ritardo sia dovuto alla mancata nomina da parte del Consiglio di tre esperti; le ricordo che la titolarità della proposta al Consiglio è della Giunta. E’ anche vero che non c’era sino a qualche giorno fa un Assessore al Lavoro, pur tuttavia era sua la competenza ad interim. In ogni caso sono stati già designati dalle Federazioni, dai circoli e dalle Associazioni di tutela già 18 rappresentanti, più che sufficiente a garantire la maggioranza dei 24 componenti previsti dalla Legge 91 se tutti gli enti nominassero effettivamente i loro rappresentanti. Le ricordo tuttavia che nell’ultima e nella penultima legislazione la Consulta è stata proclamata ad esempio anche senza alcuni rappresentanti "esterni". Niente vieta che siano eventualmente integrati in seguito. Così si potrebbe procedere immediatamente all’insediamento della Consulta e all’approvazione del "Piano Annuale". Credo dunque che sia in ballo una questione di attenzione e di sensibilità istituzionale per gli emigrati e di conseguente volontà politica. Mi auguro che si ponga rimedio al più presto a questo grave e dannoso ritardo. Cordiali saluti.

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