Dati ballerini per il 2009: il turismo in Sardegna non può essere alternativo all'industria

di Sergio Concas

Un’altra estate volge al termine e, come ogni anno, si cerca di formulare i primi bilanci per verificare l’andamento dell’attività turistica. La stagione appena conclusa, condizionata dalla grande crisi economica e finanziaria mondiale, ha effettivamente mostrato non poche difficoltà. I primi dati disponibili palesano un calo complessivo di presenze, soprattutto straniere, quelle più importanti per le casse erariali. Sempre di meno i turisti stranieri scelgono l’Italia come sede per le loro vacanze. All”interno di questa situazione la Sardegna va in controtendenza. Un’indagine eseguita dal Centro Studi dell’Unione Sarda, diretto dal dottor Franco Manca, già collaboratore dell’Osservatorio delle povertà della Caritas di Cagliari, ha messo in rilievo invece, per il primo semestre 2009, un aumento delle presenze straniere di oltre 51 mila rispetto al 2008. Ai turisti stranieri piace sempre più trascorrere le vacanze in Sardegna.  Secondo l’indagine condotta dal Centro Studi c’è da registrare anche un aumento degli stranieri che, nello stesso periodo, hanno pernottato in albergo e, pur essendo diminuiti i giorni di permanenza, è stato registrato un aumento della spesa di ogni straniero. Sarebbe interessante conoscere i dati definitivi della stagione per verificare se questa crescita sarà confermata. La crescita delle presenze straniere in Sardegna è fortemente legata all”aumento del traffico negli aeroporti sardi, per merito anche delle società low cost. Gli effetti di questa crescita hanno avvantaggiato anche i flussi turistici verso i siti del Medio Campidano. Più che nel passato, nelle spiagge arburesi si è sentito parlare inglese, francese, tedesco e, soprattutto spagnolo. Certamente, sarebbe interessante conoscere l’andamento preciso delle presenze straniere nel Medio Campidano. Si ha l’impressione che si tratti, come definito dagli addetti ai lavori, di "turisti itineranti", cioè di persone che da un sito si spostano in altri, trattenendosi solo per una giornata. Senza voler esaminare gli effetti economici di questo fenomeno, c’è da registrare il fatto positivo che, anche in modo così poco conveniente, la costa Arburese, pian piano viene inserita nei circuiti delle vacanze, adesso occorre creare le convenienze di scelte prioritarie. Bisogna creare le attrazioni, qualcosa in più sui servizi, sulle strutture ricettive e ricreative, che facciano cadere le scelte preferenziali dei turisti. Rispetto al passato qualcosa è stato fatto. Non è tutto negativo, come da qualche parte si vuol dimostrare. Da parte dell’Amministrazione Provinciale, relativamente alla disponibilità delle risorse, c’è stato un intervento apprezzabile sulla sicurezza delle spiagge, attraverso un valido servizio di assistenza e di soccorso e di pulizia degli arenili. Un po’ meno apprezzato è stato l’impegno dell’Amministrazione Comunale di Arbus. Molte contestazioni hanno messo in discussione, per esempio, il servizio sul ritiro dei rifiuti per l’imposizione, da parte del Comune, della raccolta differenziata. Certamente si può fare di più e meglio e non solo sull’aspetto ambientale. Come pure possono fare di più molti vacanzieri che, incuranti delle più elementari regole del buon vivere civile, non hanno alcun rispetto del territorio che li ospita, seminando ovunque rifiuti d’ogni genere. Secondo i primi dati forniti dall’Assessorato provinciale del turismo, relativi ai mesi di giugno e luglio, la stagione turistica della Costa Verde ha avuto un calo del 15 per cento delle presenze negli alberghi. Sono calate le presenze nelle strutture ricettive classiche e nelle seconde case, ma sono cresciuti gli affari negli agriturismo e nelle strutture bed § breakfast. Il fatto non è molto incoraggiante perché quest’ultime strutture ricettive non creano lavoro e convenienze come le strutture classiche. E’ vero che il territorio ha bisogno anche di strutture efficienti in grado di soddisfare appieno la multiforme domanda turistica, ma occorre puntare soprattutto a quelle iniziative che creano lavoro e ricchezza per il territorio. Occorre, per questo rivitalizzare il dibattito su un terreno concreto, dando il giusto rilievo ad un settore, quello turistico, certamente suscettibile di sviluppo e di crescita, ma che presenta forti limiti se non viene strettamente legato ad una solida e sana base produttiva. Non si può far credere che l’economia di una regione, pur scarsamente popolata, possa basarsi su un’attività che, nonostante le più ottimistiche proiezioni, dura qualche mese all”anno. Il patrimonio ambientale e culturale del Medio Campidano e di tutta la Sardegna rappresenta una risorsa interessante da valorizzare, ma non può considerarsi alternativa all’ attività industriale.

Una risposta a “Dati ballerini per il 2009: il turismo in Sardegna non può essere alternativo all'industria”

  1. Letto questo argomento, di cui mi preoccupo da tantissimi anni perché ben pochi isolani se ne curano seriamente,riporto qui sotto il mio articolo scritto più di un’anno fà sul blog.Se il turismo non appare più un’alternativa e su questo sono d’accordissimo, è comunque l’unico settore o filone non ancora esaurito a condizione che si sappia sfruttare nel senso giusto. Quest’anno abbiamo avuto i primi segni di un turismo “sragionato” con spiagge affollatissime, disservizi e degrado dell’ambiente e nelle spiagge, pochissima valorizzazione culturale, infineun magnifico mese di ottobre “vuoto” con i soliti tedeschi che si portano dietro persino da mangiare….Sono sempre del parere che i sardi all’estero potrebbero contribuire moltissimo per uno sviluppo turistico culturale in tutto l’arco dell’anno!!! E se iniziassimo dai CIRCOLI sparsi nel mondo come efficace rete di informazione e diffusione?Come dice Max “è tempo di cambiare “ICONA”perché non siamo Pochi, non siamo Stupidi e possiamo Unirci!!!! Il futuro della Sardegna e il suo vero e definitivo decollo economico, dipendono in maniera notevole dal turismo Ogni settore, dall?industria alle attività complementari, dalla occulata valorizzazione delle zone costiere al potenziamento dei servizi, da una decisa campagna ecologica agli interventi di tutela del patrimonio artistico e architettonico, dallo sviluppo delle attività artigianali alla risoluzione dei gravi problemi dei trasporti, dovrebbero essere presi in considerazione non solo dai politici ama anche da tutti gli abitanti locali.La protezione dell?ambiente naturale è un?aspetto economico importante per produrre ricchezza.Le aeree protette sono irresistibilmente appettibili per una popolazione sempre più in crescita di turisti affascinati dalla natura, dalle piante , animali e luoghi incontaminati.La Sardegna non è solo mare.Offre escursioni, natura, archeologia, arte, architettura folclore ecc. ecc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *