Le tante questioni burocratiche stanno affossando il mondo migratorio sardo organizzato

di Massimiliano Perlato

 

Problematiche e complicazioni burocratiche in vista per il mondo migratorio sardo. Questi sono gli orizzonti oscuri per i circoli dei sardi degli emigrati, che va ampiamente ricordato, sono veicoli di promozione sociale prettamente basati sul volontariato. Di differente avviso è l’Agenzia delle Entrate dello Stato, che nel tentativo di monitorare il mondo associativo italiano, manda un tutt’altro che semplice e soprattutto chiaro, questionario da compilare con i dati  rilevanti ai fini fiscali per far fronte all’articolo 30 del decreto anticrisi del 2008. E’ quanto è emerso alla riunione dei circoli sardi della Lombardia che si è tenuta presso l’AMIS di Cinisello Balsamo a cui ha preso parte il coordinatore Antonello Argiolas, il presidente della FASI Tonino Mulas, il presidente emerito della FASI Filippo Soggiu e i rappresentanti dei 20 sodalizi presenti sul territorio. Lo scorso 2 settembre è stato approvato e pubblicato, dopo mesi di attesa e rinvii, il modello che dovrà essere compilato ed inviato in via telematica all’Agenzia delle Entrate da parte di tutti i circoli. Il termine previsto per la presentazione sarà prorogato molto probabilmente al 31 dicembre 2009. La presentazione del modello, sottolinea Mulas, è obbligatoria. Bisogna che ogni associazione cominci a preparare la documentazione. Questo che nonostante tutto, diversi punti del documento non siano chiari nemmeno agli esperti del settore. I materiali necessari per la compilazione sono il rendiconto economico finanziario degli ultimi tre esercizi, il rogito di proprietà della sede da parte del circolo, ovvero contratto di affitto o comodato d’uso. Ovviamente con l’indicazione di dati di registrazione dei singoli atti. I dati di tutti i componenti del consiglio direttivo, la copia registrata dell’atto costitutivo e dello statuto da cui siano leggibili i dati di registrazione. Non è finita qui: è necessario spedire a Roma anche la copia del certificato di attribuzione del codice fiscale e delle eventuali variazioni successive (atto indispensabile per desumere l’esatta denominazione con cui il circolo è iscritto all’anagrafe tributaria). Infine una sfilza di domande apparentemente semplici che nella realtà presentano un quadro di ambiguità di cui è fondamentale comprenderne l’origine e l’omogeneità nelle risposte. La FASI, fa sapere Mulas, con i suoi coordinatori si è già riunita più volte, anche con la valida consulenza di esperti, per esaminare il materiale e così proporre ai 70 circoli sparsi sul territorio nazionale, una serie di concordanze nelle varie risposte.  Tenebroso risulta il futuro anche in simbiosi dei prossimi progetti degli emigrati che la Regione Sardegna dovrebbe esaminare e approvare. L’assenza di un assessore al lavoro (ad interim se ne occupa il governatore Cappellacci), fa si che tutte le questioni riguardanti le risorse, la nuova Consulta  e i piani di approvazione dei fondi del 2009, siano un po’ cadute nel dimenticatoio. L’allarme soffocato lanciato dalle Federazioni dei circoli sardi, al momento cade nel vuoto e nel silenzio. E il 2010 è già alle porte, carico di incognite e perplessità.

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