Sardegna, regione di anziani

di Massimiliano Perlato

L’Istituto nazionale di statistica ha diffuso i dati demografici dell’anno 2008: una fotografia dell’Italia attraverso il movimento della popolazione residente, i tassi di natalità e di mortalità. L’Italia cresce e nel 2008 supera la soglia dei 60 milioni di residenti, un traguardo storico, raggiunto grazie ai 4 milioni di stranieri, che costituiscono il 6,5% della popolazione. È la fotografia dell’Istat, che descrive anche un Paese molto longevo, e quindi che invecchia, con donne più propense ad avere figli, ma oltre i 30 anni. In questo processo la Sardegna cresce meno, arranca nelle ultime posizioni, superata solo da Liguria e Molise che registrano dati inferiori a quelli sardi. Il tasso di natalità per mille abitanti è dell’8,2% rispetto a regioni come Veneto, Lombardia, Trentino e Campania saldamente attestate sulla media del 10,5. Se la cicogna torna a volare e lo fa soprattutto al nord, grazie alla concorrenza di due fattori – una robusta e consolidata presenza di immigrati, il rinvio dell’appuntamento con la maternità per le donne – anche in Sardegna c’è un piccolo ma significativo segno più. Per il Mezzogiorno infatti il saldo è negativo (si fanno meno figli in Campania, Puglia e Basilicata) in Sardegna la ripresa della fecondità nell’arco di tempo che va dal 1995 al 2008 è del + 0,04%.
Anche in quest’ultimo ritratto, la Sardegna mostra molte più rughe delle altre 19 concorrenti. Come ormai accertato da tempo è un’isola di persone anziane: il 68,9% della popolazione è compresa tra i 15 e i 64, un primato. Con regioni come il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, la Liguria il divario è addirittura di 4 punti in percentuale. La popolazione fino a 14 anni si ferma al 12,4%, rispetto alle giovani Trentino e Campania dove la percentuale è del 16,7. Fa un lieve balzo la fascia di popolazione compresa fino a 17 anni ma la posizione della Sardegna in classifica non migliora. Non sono solo negativi i segni che caratterizzano l’Isola. Infine è un po’ al di sotto della media la presenza di popolazione straniera residente nell’Isola compresa nella fascia di età tra 18 e 39 anni; è appena più alta la quota di stranieri (sempre residenti) tra i 40 e i 64 anni. Il risultato è che l’età media degli stranieri è alta 33,9%, dietro alla Campania 34,3%. Ma alla fine la percentuale di popolazione straniera che vive stabilmente nell’Isola è un piccola quota rispetto al totale: appena il 3% di immigrati tra i 18 e i 39 anni rispetto a regioni come Toscana e Piemonte dove la presenza di stranieri radicati oscilla tra il 15 e il 16%. Dunque nel Paese la popolazione residente cresce di oltre 434 mila unità, «determinando così lo storico superamento della soglia dei 60 milioni di abitanti al primo gennaio 2009». Sono serviti così 50 anni (dal 1959) per il passaggio della popolazione da 50 a 60 milioni; ne occorsero invece soltanto 33, per passare da 40 a 50. Un risultato che è stato possibile solo grazie all’arrivo degli immigrati. Se infatti la «dinamica naturale», vale a dire la differenza tra nascite e morti, presenta un saldo negativo di 3.700 unità rispetto al 2007, la «dinamica migratoria» ha un saldo positivo di 438mila. Per effetto dei saldi migratori la crescita totale è positiva soprattutto nel nord-est (Emilia Romagna in testa, +14,7 per mille), e del centro, mentre nel Mezzogiorno la crescita totale è inferiore alla media nazionale. Complessivamente, gli stranieri residenti in Italia ammontano a circa 3 milioni 900 mila al primo gennaio 2009, facendo così registrare un incremento di 462 mila unità (una cifra inferiore al saldo migratorio, di cui costituisce solo una voce). Si tratta del 6,5% del totale della popolazione (era il 5,8% nel 2007). Le cittadinanze straniere più rappresentate sono quella romena (772 mila), albanese (438 mila) e marocchina (401 mila) che, cumulate, costituiscono il 40% delle presenze. La distribuzione degli stranieri sul territorio nazionale è nettamente più elevata nelle regioni del nord dove risiede il 62% degli stranieri (23% nella sola Lombardia), contro il 25% di residenti del centro e il 12% del mezzogiorno. Nel 2008, secondo le stime dell’Istat, sono nati 12mila bambini in più rispetto al 2007. Le nascite sono state 576 mila, per un tasso di natalità pari a 9,6 per mille residenti. L’incremento, secondo l’Istat, è legato essenzialmente a due fattori: il contributo alla natalità delle madri straniere – 88 mila nascite, pari al 15,3% del totale – e il «recupero di natalità delle madri di cittadinanza italiana», che hanno spostato in avanti il calendario riproduttivo a 31,5 anni (1,7 in più rispetto al 1995). Il numero medio di figli per donna è pari a 1,41 (2,12 per le sole donne straniere): un record, dopo il minimo storico nazionale toccato nel 1995, quando la media fu di appena 1,19 figli per donna. L’incremento della fecondità nel periodo 1995-2008 si concentra prevalentemente nel centro-nord. «L’eccezionale longevità degli italiani» è la causa dell’invecchiamento della popolazione: al primo gennaio 2009, rileva l’Istat, «gli individui con 65 anni e oltre rappresentano il 20,1% della popolazione (erano il 17,8% nel 1999), mentre i minorenni sono soltanto il 17% (17,6% nel 1999)». I residenti in Italia hanno in media 43,1 anni, circa 2 in più rispetto a dieci anni prima. La stima della speranza di vita alla nascita è pari a 78,8 anni per gli uomini e a 84,1 anni per le donne: una differenza di 5,3 anni, in calo continuo dal 1979, quando erano 6,9. Gli stranieri hanno un’età media di soli 31,2 anni e sono sempre più «tappabuchi» dei vuoti generazionali lasciati dagli italiani. Le aree più longeve nel 2008 sono, per gli uomini, le Marche (79,6 anni) e per le donne la Provincia autonoma di Bolzano (85,2 anni).

Una risposta a “Sardegna, regione di anziani”

  1. Salve…io sono il presidente del gruppo folk….Tziu Pitanu….di Villanovatulo (Ca). Noi come gruppo ci proponiamo a tutti i circoli dei sardi sparsi ovunque…per portare un pò di tradizioni sarde…e naturalmente tanti balli…Se siete interessati ad averci nel vostro circolo…fateci sapere Grazie ENRICO

    TEL 349 3546940

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