"Sa Bibbia Sacra" di Salvatore Ruiu. La F.A.S.I. ne ha sostenuto la pubblicazione

di Tonino Mulas

 

La FASI ha sostenuto la pubblicazione de "Sa Bibbia Sacra" presso l‘editore nuorese Solinas (è stata poi pubblicata anche dall’Unione Sarda) acquistandone 100 copie, delle quali è stata fatta omaggio alle biblioteche dei circoli sardi. Bene ha fatto dunque il circolo di Firenze, nell’ambito delle manifestazioni dedicate a "S’annu de Sa Limba", a ricordare questo nostro dirigente dell’emigrazione e amico che è un importante personalità del ‘900 in Sardegna.

Giornalista, scrittore, poeta, Salvatore Ruju manifesta da subito il suo spirito poliedrico attraverso una variegata produzione, che lo porta ad ottenere la Medaglia d’argento ai benemeriti della scuola. Numerose le opere da lui pubblicate tra saggi, narrativa e poesia. Per citarne alcune: "Ritorno all’Isola" (Cagliari 1989 con prefazione di Mario Ciusa Romagna, Edizioni Castello), "Sequestro di un Anima" (Società Editrice Trieste 1990), "La Casa del Corso" (Edizioni Castello, Cagliari 1995), E’ stato inoltre direttore di "Alba Serena", periodico dell’istituto ciechi di Milano, e"Il Tamburino Storia, Cultura e Arte in Sardegna" (edizione Il Fauno) insieme a Gianni Conti. Tra i suoi più alti riconoscimenti vi è il poderoso lavoro di traduzione della Sacra Bibbia in lingua sarda nuorese, opera con la quale ha ottenuto il riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, esposta all’interno del Museo Mondiale di Bucarest. Precursore dell’Associazionismo dei Sardi emigrati, nella sua vita ha partecipato a numerosi congressi e convegni in Italia e all’estero; tra le altre cose si è occupato di volontariato, mostrandosi attivo nel sociale. E’ stato Docente per l’Università della Terza Età di Trieste col compito di illustrare della Sardegna le origini, la storia, la cultura e la lingua; sempre a Trieste ha ricoperto inoltre incarichi di prestigio all’interno del Lions club dove ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Salvatore Ruiu era un intellettuale impegnato e schivo. La sua fatica letteraria più importante, con un lavoro durato 15 anni, la traduzione della Bibbia in lingua sarda, lo farà ricordare tra i protagonisti della letteratura sarda. Il contributo dato alla valorizzazione della lingua sarda, attraverso la traduzione dell’opera più universale della storia umana è grandissimo, in particolare serve a confermare la duttilità e le potenzialità del sardo, confermando il suo essere vera lingua. Era nato a Nuoro nel 1928 da una famiglia di intellettuali fortemente radicata nella cultura barbaricina. È stato un emigrato precoce per esigenze culturali: si è infatti laureato a Milano dove ha vissuto fino al 1971 e dove è stato preside dell’Istituto dei Ciechi. L’impegno verso i disabili e i più deboli è stata una costante della sua vita. Trasferitosi a Trieste, ha insegnato nelle scuole medie superiori, è stato poi preside dell’Istituto Rittmejer. La sua profonda e vostra cultura classica l’ha aiutato nella traduzione del testo sacro, confrontato continuamente con le fonti in latino e greco. Ha pubblicato romanzi e poesie. Per la traduzione della Bibbia ha consultato alcuni dei più grandi linguisti sardi, in particolare quelli di origine nuorese, Enzo Espa, Massimo Pittau e Luigi Farina; ha goduto anche della consulenza e del sostegno di una grande personalità della chiesa, l’Arcivescovo di Cagliari Mons. Ottorino Alberti. Lo voglio qui ricordare anche come vicepresidente dei circoli sardi di Trieste, dove ha operato, portando la sua cultura oltre che la sua grande umanità. Bobore Ruiu ha contribuito molto in quell’opera di trasformazione dei nostri circoli, da dopolavoro sociale a centri culturali. La sua passione per la musica e il canto in lingua sarda lo ha portato a formare un coro, da lui diretto, con un repertorio di canti sacri, protagonista in diverse occasioni della messa cantata in limba, durante le manifestazioni delle "Settimane Sarde".

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