Le incertezze in Giunta per le competenze migratorie future e la preoccupazione dei circoli sardi

di Massimiliano Perlato

 

I destini della Giunta regionale in Sardegna, hanno avuto preoccupante eco anche all’interno dei circoli degli emigrati sardi. Diverse voci che in questo periodo si sono rincorse, hanno tenuto banco alla ciclica riunione dei circoli sardi della Lombardia coordinati da Antonello Argiolas con il supporto del Presidente della FASI Tonino Mulas. L’ormai certo addio all’assessorato al Lavoro di Valeria Sanna con un probabile interim al responsabile attuale del Bilancio, Giorgio La Spisa, ma ancor più il passaggio delle competenze del mondo dell’emigrazione direttamente alla Presidenza Cappellacci, lascia sconcertati soprattutto nella forma adottata, le dirigenze delle Federazioni dei circoli sardi. Tonino Mulas evidenzia imbarazzo principalmente in riferimento al fatto che di queste ipotetiche metamorfosi, non si è discusso. Nessuno del mondo migratorio sardo a livello mondiale è stato interpellato a riguardo. Poi, ogni trasformazione può anche esser vista come una opportunità. Il problema – si è avvalorato nella riunione che si è tenuta a Cinisello Balsamo, presso la sede del circolo AMIS – sono i contenuti politici, sui quali era ed è imprescindibile discutere di volta in volta: coma la progettualità per il futuro, la riforma della legge 7, i Piani Annuali e Triennali, le risorse (che sono, dati alla mano, di un milione di euro in meno rispetto a quanto annunciato nel dicembre 2008). Nello specifico – sottolinea Mulas – c’è l’emergenza dei tempi dei contributi, il piano di utilizzo e la semplificazione burocratica. E’ palese agli occhi di tutti che la condizione che si sta creando in Assessorato, ostenta profonda incertezza per il futuro. Al momento attuale non è stata ancora formata la Consulta per l’emigrazione e i mesi di ritardo accumulati peseranno in maniera ponderosa sulle associazioni. Quesiti e dubbi si pongono sul come verranno gestite d’ora innanzi le competenze sull’emigrazione: che procedure verranno adottate? Dove si discuterà e con chi? Gli emigrati sardi rappresentano un grande movimento di volontariato sociale che ha bisogno comunque dei riferimenti ben precisi. E l’idea che si ha nel raffrontarsi con la "politica isolana" è quella di interagire con una struttura interassesorile in seno alla Presidenza, che poi abbia rapporti operativi con i vari Assessorati: come la Cultura, l’Agricoltura e il Turismo. C’è di mezzo anche l’informazione – ha aggiunto Mulas – cioè il Messaggero Sardo, che è da sempre "filo-governativo" (riporta fedelmente voce e direttive di Giunta e Assessorato), ma anche indipendente, pluralista, perché riporta anche i resoconti delle attività dei circoli e soprattutto, le nostre opinioni. Si rende così indispensabile un intervento della rappresentanza del mondo dell’emigrazione perché i sardi nel mondo hanno il diritto di comprendere cosa sta avvenendo. Un incontro fra i Presidenti delle Federazioni dei circoli sardi e il Presidente Cappellacci è fondamentale. Si deve aprire un ampio dibattito che coinvolga i "sardi di fuori" per concepire il futuro dei circoli. La burocrazia e i continui cambiamenti politici hanno irrigidito l’iter del meccanismo delle risorse e tanti circoli, oggi, rischiano di scomparire per mancanza di forza economica.

Fra gli altri argomenti dell’incontro a Cinisello Balsamo, è stato fatto poi il punto della situazione sul progetto 2008 dedicato alla lingua sarda. Il progetto consiste nella raccolta di interviste fra gli emigrati dei circoli, attraverso supporti digitali, videocamera e registratori. Le interviste sono in limba. La lingua è quella del paese d’origine di ciascun invitato. Lo scopo è quello di rappresentare tutte le varietà della lingua sarda (lugudorese, campidanese, nuorese, gallurese) con le specificità dialettali di ciascun paese. Oltre a dare visibilità allo straordinario patrimonio antropologico e linguistico custodito dai sardi della "diaspora" si potranno anche verificare alcune peculiarità del sardo parlato fuori dalla Sardegna. Per i sardi fuori dall’isola, "sa limba" (in tutte le sue varietà) è presto diventata uno strumento di identità forte che ha comportato una maggiore capacità di ascolto e confronto tra i conterranei, anche dal punto di vista linguistico.

In chiusura, Antonello Argiolas ha tracciato un resoconto di questi primi sei mesi del 2009 in cui i circoli sardi della Lombardia si sono ampiamente prodigati nel promuovere la cultura sarda: su tutto la manifestazione delle associazioni presenti sul territorio che il 26 aprile scorso hanno organizzato a Milano, "Sa die de sa Sardigna", un appuntamento storico che si ripresenta da diversi anni e che anche in questo, è riuscito per competenza e partecipazione.

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