A Padova, un convegno sul progetto "Percorsi Archeologici Naturalistici" realizzato in Sardegna

di Paolo Pulina

 

Alla fine del 2008, a conclusione dei corsi del Progetto P.A.N. (Percorsi Archeologico Naturalistici), realizzato nell’ambito del programma europeo Parnaso (che ha coinvolto oltre 1000 corsisti residenti in  tutte le otto province della Sardegna e, in qualità di docenti, esperti nel campo della promozione e gestione dei beni culturali provenienti da tutt’Italia), la direzione regionale dell’I.FO.L.D. (Istituto Formazione Lavoro Donne, dal 1986 attivo in Sardegna nell’ambito della formazione professionale, della ricerca e dell’orientamento al lavoro), come ente capofila,   organizzò un seminario regionale di presentazione dei risultati che si tenne a Barumini,  presso il Centro di comunicazione e di programmazione del patrimonio culturale "Giovanni Lilliu". Nella giornata del 15 giugno 2009 a Padova, presso la splendida Sala del Romanino dei Musei Civici agli Eremitani, un convegno ha ripercorso la genesi del Progetto P.A.N. (Percorsi Archeologico Naturalistici) e ha offerto occasione di conoscenza e di approfondimento, in particolare,  dell’esperienza formativa dello stage  ai fini della formazione personale e professionale degli operatori museali attraverso l’illustrazione di quello che possiamo definire "il caso Sardegna". La direttrice I.FO.L.D. Anna Maria Fusco  ha esposto le caratteristiche del Programma Parnaso, finanziato nell’ambito della Misura 2.4 del P.O.R. Sardegna 2000-2006 dall’Assessorato del Lavoro e dal Fondo Sociale Europeo. Esso  ha voluto rispondere alle esigenze di qualificazione e riqualificazione del personale operante nel settore dei beni culturali, archeologici e naturalistici della Sardegna. Il progetto P.A.N., gestito dall’ATS  (Associazione Temporanea di Scopo) avente come capofila l’I.FO.L.D. di Cagliari, ha preso le mosse dal disegno di legge "Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi di cultura"  (poi L.R. n. 14 del 20 settembre 2006) volto alla creazione di un sistema museale e di un sistema bibliotecario regionali, all’adozione di una procedura di riconoscimento regionale dei musei sulla base di requisiti minimi di qualità  e alla valorizzazione  di nuove tipologie museali quali i parchi archeologici e gli ecomusei. I corsi di formazione professionale attivati dall’I.FO.L.D. in diverse sedi della Sardegna  hanno riguardato diverse figure professionali:  tecnico dei servizi educativi operante in musei e/o siti archeologici, storici, monumentali e simili;  tecnico dei servizi educativi con funzioni di promozione esterna, operante in siti culturali-ambientali valorizzati; tecnico dei servizi educativi operante presso musei o siti scientifici, paleontologici, naturalistici, aree culturali ambientali valorizzate;  operatore per i servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali e ambientali valorizzate. Come ha precisato Angela Roncaccioli, del comitato scientifico I.FO.L.D,  tutti gli allievi dei corsi di formazione (della durata di 600 ore) hanno svolto attività teoriche, tirocini e laboratori pratici presso strutture museali e uno stage formativo in un’altra regione italiana (Veneto o Umbria ) al fine di acquisire la conoscenza di altre esperienze, nonché l’apprendimento delle diverse tecniche e modalità di realizzazione di laboratori didattici ed educativi o attività di promozione del patrimonio culturale o museale di una città, un territorio o di una provincia veneta o umbra. A Padova sono state presentate le esperienze della Associazione "Le Gioconde"  di Sassari; della Fondazione Barumini Sistema Cultura; della Cooperativa Mediterranea di Carbonia; della Cooperativa "Archeotour" di Sant’Antioco. I rappresentanti di  questi organismi hanno sottolineato la fecondità  dello stage fuori dell’isola. Il progetto ha potuto contare sull’importante supporto di numerosi partner: Sistema Museo (società cooperativa) che ha coordinato gli stages in Umbria; il Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-artistiche dell’Università degli Studi di Cagliari  (referente il prof. Roberto Coroneo) che ha elaborato i materiali didattici, utilizzati nelle discipline di base; l’I.S.R.E. (Istituto Superiore Regionale Etnografico: referente il dott. Paolo Piquereddu ) che ha coordinato i corsi e le attività didattiche a Nuoro; il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Cagliari e la Facoltà di Scienze dell’Università di Sassari; l’Istituto Tecnico Commerciale "S. Satta" di Nuoro; l’Istituto Tecnico Commerciale di Iglesias; l’IstitutoTecnico Commerciale "A. Gramsci" di Tortolì; l’Istituto Tecnico Commerciale "Padre Francesco Colli Vignarelli" di Sanluri; l’Istituto Tecnico Commerciale Geometri "Don Gavino Pes" di Tempio. Pregevole, inoltre, il contributo dell’A.N.M.L.I.  (Associazione Nazionale dei Musei Locali e Istituzionali)  e della F.A.S.I. (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia)  per la collaborazione fattiva che ha permesso la realizzazione degli stages in Veneto (la  F.A.S.I.  ha programmato e gestito la realizzazione della mostra "Francesco Ciusa. Gli anni delle Biennali 1907-1928", presso la quale gli allievi hanno potuto esercitare con successo la partecipazione al catalogo e le azioni di promozione e di didattica). L’incontro di Padova nella mattinata ha visto alternarsi al microfono, oltre le persone citate: Davide Banzato, direttore Musei e  Biblioteche del Comune di Padova; Andreina Siddu, presidente  I.FO.L.D Cagliari; Anna Maria Montaldo, presidente A.N.M.L.I.; Francesca Ghedini, Consiglio Superiore dei Beni Culturali; Massimo Canella, Direzione Beni Culturali della Regione Veneto; Luca Baldin (della Sezione italiana dell’ICOM, International Council of Museums) con un importante  contributo su "La Carta delle professioni museali"; Jacopo Bonetto, dell’Università di Padova, con una relazione  su "Nora, dallo scavo alla valorizzazione". Nel pomeriggio, Serafina Mascia, del Comitato scientifico dell’I.FO.L.D, ha coordinato una tavola rotonda sul tema "Lo stage del Programma Parnaso: occasione di conoscenza e confronto professionale" (si consideri che dall’aprile 2007 al giugno 2009  oltre 450 allievi provenienti dalla Sardegna hanno effettuato gli stages nel Veneto). Nel corso di essa  sono intervenuti rappresentanti dei Musei dei Comuni di Padova, Verona, Vicenza e Montebelluna nonché della Fondazione  Querini Stampalia di Venezia ( parte degli istituti culturali della regione Veneto che hanno aperto le porte agli stagisti  sardi). 

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