Incidente sul lavoro: tre morti alla "Saras" di Sarroch

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Tre operai sono morti all’interno degli impianti della raffineria Saras, di proprietà della famiglia Moratti, a Sarroch, a Cagliari. I tre, secondo le prime informazioni, si trovavano in un impianto di desolforazione (Nh51) che si sarebbe saturato di esalazioni tossiche di azoto, letale in pochi minuti. Sul posto sono intervenuti i medici del 118 ma per i tre operai non c’era più niente da fare. I sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso. I tre operai erano dipendenti della ditta esterna Comesa arl, che ha in appalto alcuni lavori all’interno della raffineria. In queste settimane gli impianti sono interessati da una serie di interventi di manutenzione programmata. Le vittime erano tutte di Villa San Pietro (Cagliari). La Comesa, gruppo costituito nel 1998 dalla confluenza tra la Sarcomi spa e la Comes srl, conta circa 170 dipendenti e opera nel settore di carpenteria metallica e manutenzione di impianti industriali. La raffineria Saras, è tra le più importanti del Mediterraneo. Lo stabilimento è composto da 19 impianti tra cui uno tra i più grandi in Europa. Sono oltre mille le persone impiegate alla raffineria, e complessivamente circa 150 negli uffici amministrativi e commerciali della Saras, ai quali si aggiungono più di 3mila persone coinvolte nei processi produttivi dall’indotto. La Saras è stata fondata Angelo Moratti nel lontano 1962. Adesso è guidata dai suoi eredi. La società si occupa di raffinazione petrolifera e l’impianto di Sarroch, uno dei sei supersite d’Europa, lavora circa 300.000 barili al giorno, cioè il 15% dell’intera raffinazione in Italia. La raffineria Saras, è tra le più importanti del Mediterraneo. Lo stabilimento è composto da 19 impianti tra cui uno tra i più grandi in Europa. Sono oltre mille le persone impiegate alla raffineria, e complessivamente circa 150 negli uffici amministrativi e commerciali della Saras, ai quali si aggiungono più di 3mila persone coinvolte nei processi produttivi dall’indotto.

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