Al circolo "Sardegna" di Bologna, gli emigrati affascinati dal ritorno del canto a chitarra

di Paolo Pillonca *

 

La gara di canto a chitarra torna di scena anche fra i nostri emigrati, dopo un lungo periodo di crisi che aveva fatto registrare un sensibile calo perfino nella richiesta del pubblico delle piazze dell’isola. Il fascino delle  melodie consacrate dalla tradizione aveva avuto momenti di gloria vera anche lontano dalla Sardegna, grazie soprattutto al mitico Gavino Delunas – detto l’usignolo di Padria per la bellezza della sua voce -, il primo artista sardo ad aver capito già negli anni 20 l’importanza dell’incisione dei dischi, a futura memoria. Delunas ebbe poi un destino tragico: fu trucidato alle Fosse Ardeatine nel 1944, vittima innocente del rallestramento tedesco di rappresaglia per l’attentato romano di via Rasella. Quel fascino riemerge ora a nuova vita dalla nebbia dell’oblio, in Sardegna e nei luoghi della diaspora dei sardi. Siamo andati a Bologna a tastare il polso ai protagonisti di questa ripresa e a ragionare con loro delle vecchie e nuove stagioni del canto. E’ una serata di grande emozione quella che si svolge nell’ampio Parco Nord di Bologna dove il circolo "Sardegna" ha casa. Protagonisti tre "cantadores" e due strumentisti molto noti e apprezzati: Emanuele Bazzoni di Usini, Gianni Denanni di Chiaramonti e Salvatorangelo Salis di Macomer, accompagnati alla chitarra da Bruno Maludrottu di Azzani, una frazione di Tempio e alla fisarmonica da Graziano Caddeo di Dualchi. Presentato sul palco da Claudia Cois, giovane di Seui responsabile del settore cultura del circolo "Sardegna", il quintetto da vita a uno spettacolo di alta qualità per l’eccellenza delle singole voci e la maestria creativa degli strumentisti. Vengono eseguiti molti brani nei moduli principali di questo antico sapere musicale divenuto spettacolo di piazza a partire dagli inizi del 900: dalla "Disperada" al "Fa diesis", da "Mi e la" al "Si bemolle" dai "Mutos" al "Canto in re" e alle altre voci della tradizione. Il pubblico segue partecipe, in un silenzio estremamente rispettoso degli artisti: al termine di ogni pezzo scatta un applauso convinto. A gara finita, la vicepresidente Maria Olianas e il presidente Paolo Contis, figura storica del circolo di Bologna, che guida per la quinta volta nonostante non abbia ancora 50 anni commentano all’unisono: "Ci sono piaciuti molto, faremo di tutto per riportarli da noi". In un’ampia sala comunale adibita a circolo ("non ringrazieremo mai abbastanza il Comune di Bologna per questa disponibilità", Bazzoni, Denanni, Salis, Caddeo e Maludrottu rispondono volentieri alle domande sul presente e sull’avvenire del canto a chitarra.

* Nuova Sardegna

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