L'orgoglio sardo dello stilista Antonio Marras: "mi ritiro dal progetto per il G8"

di Cinzia Isola

Scampoli di orgoglio made in Sardinia. Dopo aver definito "curioso" il trasferimento del G8 da La Maddalena all’Aquila, il celebre stilista sardo Antonio Marras ha restituito dignità al popolo sardo, rifiutando di firmare le divise per stuart e hostess create in occasione e in previsione del summit maddalenino. Una presa di posizione, dettata dalla coerenza, che ha riempito d’orgoglio una bella fetta di sardi delusi dalla disinvolta e sardomuta accettazione dei dikatat del Cavaliere. Ad Antonio Marras, direttore artistico della maison Kenzo e del marchio che porta il suo nome, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, aveva affidato "l’accoglienza" dei grandi della Terra. Da mesi lavora con centinaia di persone e decine di artigiani sardi per rivestire il summit di tradizione e cultura sarda. «Questo trasloco a L’Aquila – premette Marras – si può discutere quanto vogliamo, ma non sono decisioni su cui si può intervenire. Ma è stata certamente persa un’occasione splendida e irripetibile per la Sardegna: per una settimana tutto il mondo avrebbe avuto gli occhi puntati su La Maddalena e sull’Isola intera». La notizia della piccola ribellione indossata ad arte dallo stilista di Alghero, è rimbalzata tra i blogger. Questo incarico di prestigio, Antonio Marras, lo voleva onorare fino in fondo con il nobile intento di coinvolgere nel progetto numerosi artigiani sardi: «L’obiettivo era quello di far lavorare gli artigiani, di far sì che le eccellenze sarde venissero messe in evidenza. Il summit sarebbe stato una vetrina straordinaria: tutto il mondo avrebbe potuto ammirare i manufatti realizzati in Sardegna». E allora spazio alle campane di Tonara, ai falegnami di Ortacesus, ai tappeti di Samugheo e Nule. Di tutto questo progetto, l’unica richiesta confermata è stata quella delle "divise" di stuart e hostess. Una proposta inaccettabile per lo stilista sardo : «Io mi ritiro da questo progetto, intanto quel tipo di divise, concepite per il summit a La Maddalena, per me sono fuori luogo: saranno perfette ma non firmate da me». Antonio Marras in poche parole racchiude l’orgoglio, l’umiltà e il rispetto del lavoro altrui. In poche parole è questa la fierezza del popolo sardo che vorremmo sempre in vetrina, davanti al mondo.

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