Gli studi trentennali dell'Università di Pavia sui manoscritti di Antonio Gramsci

di Paolo Pulina

 

L’Università di Pavia può essere legittimamente orgogliosa di aver contribuito, attraverso le ricerche di Gianni Francioni, ordinario di Storia della filosofia  nel nostro Ateneo e attualmente ProRettore per la Didattica e l’offerta formativa, ai decisivi studi filologici sugli autografi dei "Quaderni del carcere" di Antonio Gramsci che hanno creato le premesse per l’edizione nazionale delle opere del grande  politico e filosofo sardo, morto esattamente 72 anni fa (27 aprile 1937) dopo 11 anni di sofferenze nelle prigioni fasciste. Due anni fa, il 16 maggio 2007, nell’Aula Foscolo, Giuseppe Vacca, presidente della Commissione scientifica per l’edizione nazionale degli scritti di Gramsci, lo stesso Francioni e Giuseppe Còspito, curatori del primo volume in due tomi di questa edizione (i "Quaderni di traduzioni 1929-1932" operate da Gramsci in carcere), presentarono l’impresa generale e questa prima realizzazione editoriale, pubblicata dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana "Treccani". All’incontro, che fu coordinato da Luca Fonnesu (Università di Pavia),  parteciparono il Rettore Angiolino Stella, molti docenti e studenti dell’Ateneo pavese e numerosi appassionati delle opere di Gramsci.  Nell’occasione  Francioni mise in luce l’apporto dell’Università di Pavia allo sviluppo e alla realizzazione dell’importante progetto editoriale. Egli stesso si è laureato a Pavia con una tesi su Gramsci assegnatagli da Franz Brunetti; è stato incoraggiato verso le ricerche  filologiche dal compianto Luigi Poma; Giuseppe Còspito, laureato in Filosofia all’Università di Genova sotto la guida di Francioni e di Edoardo Sanguineti, è ricercatore presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Pavia; diversi docenti  pavesi hanno contribuito al commento dei quaderni di traduzioni e all’apparato critico: Maria Cristina Bragone, Elena Cotta Ramusino, Lia Guerra, Gianguido Manzelli, Carla Riccardi. Degli studi gramsciani di Francioni presso l’Università di Pavia si sta prendendo  coscienza a livello del grande pubblico, in queste settimane,  in Sardegna,  a seguito di una iniziativa editoriale che mi sembra giusto far conoscere anche fuori dell’isola. Il quotidiano di Cagliari "L’Unione Sarda" sta pubblicando la riproduzione anastatica delle pagine originali dei "Quaderni del carcere" scritti da Gramsci tra il febbraio 1929 e la metà del 1935  e il curatore dell’edizione (sono previsti 18 volumi compreso un volume  di saggi introduttivi)  è  proprio Gianni Francioni. Il quotidiano sta realizzando un progetto ideato dalla Fondazione Istituto Storico "Giuseppe Siotto" di Cagliari, accolto dalla Fondazione Istituto Gramsci – titolare di tutti i diritti della pubblicazione degli scritti di Gramsci – e approvato dall’Istituto Treccani. La pavese "officina gramsciana" (è questo il titolo del primo libro dedicato da Francioni ai Quaderni gramsciani e uscito nel 1984 presso Bibliopolis di Napoli con saggi risalenti alla seconda metà degli anni Settanta) ha permesso di formulare una convincente "ipotesi sulla struttura dei 32 Quaderni" e di pervenire a una sicura datazione della compilazione di ciascuno di essi.     
Questo lavoro certosino, avviato oltre 30 anni fa presso l’Università degli Studi di Pavia,  consente oggi ai sardi corregionali dello scrittore Gramsci di apprezzare la lunga fedeltà, quanto ad analisi filologica e ad inquadramento storico-critico, del corregionale Francioni (originario di Sassari) ai manoscritti che hanno influenzato profondamente, in tutto il mondo, la teoria politica e  la riflessione sul ruolo degli intellettuali.

Una risposta a “Gli studi trentennali dell'Università di Pavia sui manoscritti di Antonio Gramsci”

  1. Ciao Massimo, voglio ringraziarti per il bellissimo lavoro che svolgi con i tuoi collaboratori, per la costante nell’inviarmi “Tottus in pari”, grazie al quale ho ritrovato Teresa Fantasia, che scriveva (l’ho saputo per caso da un’amica)sul suo blog, le mie poesie indirizzate ai sardi nel mondo, tramite l’unione sarda. Ti porgo i miei più sentiti auguri per il matrimonio(prossimo) e chissà che a mente più libera possa fare parte del tuo staff…premetto che so solo scrivere poesie e lettere di tenerezza. Mi vergono di non saper scrivere in campidanese, anche se mi piace il cagliaritano di circa 60 anni. Sto cercando collaboratori per traduzioni…mi è stato consigliato l’Assessore alla Cultura di Capoterra, considerato che vivo in questo piccolo quartiere ch’è la residenza del sole.Spero giunga gradito questo pensiero, cordiali saluti

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